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Il confronto su clima e immigrazione deciderà le elezioni europee?

Persone manifestano durante una manifestazione del movimento per la protezione del clima I venerdì del futuro, a Milano, Italia, venerdì 6 ottobre 2023.
Persone manifestano durante una manifestazione del movimento per la protezione del clima I venerdì del futuro, a Milano, Italia, venerdì 6 ottobre 2023. Diritti d'autore Luca Bruno/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Luca Bruno/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Mared Gwyn JonesGianluca Martucci
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Uno studio condotto in alcuni Paesi europei ha individuato i temi considerati urgenti dall'elettorato, con risultati che cambiano in base al Paese, al sesso, all'età e al grado di istruzione

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Un sondaggio condotto in undici Paesi europei (tra cui ci sono nove Stati membri dell'Unione europea) ha indicato che i temi che più preoccupano gli elettori europei sono i rischi del cambiamento climatico per la sopravvivenza umana e le conseguenze della cattiva gestione dei fenomeni migratori. Pubblicato dall'European Council on Foreign Relations (ECFR), lo studio suggerisce che la popolazione europea può essere divisa in cinque gruppi in base ai problemi considerati più urgenti.

Oltre al cambiamento climatico e alla paura di una radicale trasformazione culturale dovuta a flussi migratori incontrollati, gli intervistati (per il 75% cittadini europei), sono impensieriti dalle turbolenze economiche globali, da pandemie come quella di Covid-19 e dalle conseguenze della guerra in Ucraina

Secondo Pawel Zerka, senior policy fellow dell'Ecfr) l'attenzione maggiore nei confronti del cambiamento climatico e dell'immigrazione hanno maggiori probabilità di "influenzare il dibattito" in vista delle elezioni per il Parlamento europeo che si svolgeranno tra il 6 e il 9 giugno.

Coloro che considerano l'immigrazione la questione più urgente da affrontare "tendono a votare per i partiti di estrema destra o antieuropei", come l'Alternative für Deutschland (AfD) in Germania o il Rassemblement National in Francia. I più preoccupati per il cambiamento climatico sceglieranno i partiti ecologisti o di sinistra.

L'innesco del braccio di ferro tra gli elettori molto sensibili a questi due temi salienti polarizzerà ulteriormente il voto all'Ue, ha detto Zerka.

"Più partiti come AfD o leader come Marine Le Pen (che guida il Rassemblent National) parlano dei pericoli dell'immigrazione, più questo provoca la reazione dell'elettorato europeista interessato a respingere questa retorica", ha spiegato.

"Se aumenta la mobilitazione rispetto a uno di questi temi chiave, accadrà lo stesso anche per il confronto su un altro argomento divisivo", ha aggiunto Zerka. Un dibattito più acceso sui temi delle politiche di contrasto al cambiamento climatico alzerà l'intensità del confronto anche sull'immigrazione, ha detto Zerka citando un esempio.

I risultati dello studio si basano anche sul risultato delle elezioni legislative di novembre nei Paesi Bassi, dove gli estremisti di destra del Partito per la Libertà guidati da Geert Wilders, hanno condotto una campagna elettorale puntando su un'aggressiva retorica anti-Islam e anti-immigrazione, e contrapponendosi alla coalizione fortemente ecologista guidata da Frans Timmermans.

L'Europa divisa in cinque "tribù della crisi

Lo studio dell'ECFR divide gli elettori europei in cinque principali "tribù delle crisi", che variano in base al Paese di appartenenza, al genere, all'età e al grado di istruzione degli intervistati.

Alla domanda su quale sia la questione che più influisce sul loro futuro, gli elettori francesi (27%) e danesi (29%) considerano prioritaria la lotta al cambiamento climatico.

L'immigrazione è stata la questione ritenuta più urgente in Germania ed è stata selezionata in quanto tale dal 31% degli intervistati. I Paesi più popolosi dell'Ue come la stessa Germania sono i più monitorati nella realizzazione di questi sondaggi. L'equilibrio del dibattito pubblico tra un argomento e l'altro e il modo in cui l'elettorato viene polarizzato può fare la differenza per la composizione del nuovo Parlamento, visto che nei Paesi più popolosi viene eletta una gran parte degli eurodeputati.

Le turbolenze economiche globali la principale preoccupazione tra gli elettori di Italia (34%) e Portogallo (34%), dove la crisi dell'euro ha avuto ripercussioni di lunga durata.

Le ripercussioni e i pericoli dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia inquietano i cittadini del Paesi dell'Europa dell'Est. In Estonia, Paese baltico che confina con la Russia la minaccia della Russia è un problema concreto per il 40% degli intervistati. In Polonia questa percentuale scende al 31%.

Per i giovani europei sotto i 29 anni il cambiamento climatico (24%) è il problema più impellente. Le generazioni più anziane danno invece maggiore importanza ai problemi del fenomeno migratorio. I più istruiti d'Europa sono anche più propensi a considerare il cambiamento climatico come la più grande crisi che minaccia il loro futuro.

La polarizzazione del dibattito, secondo lo studio, potrebbe costringere i partiti più moderati a rivedere il proprio approccio su questi temi e a intervenire nel confronto assumendo posizioni più radicali.

Queste forze politiche "rappresentano un gruppo più ampio di persone rispetto ai loro avversari collocati su posizioni più estremiste, ma non godono di un singolo tema su cui mobilitare i propri elettori", ha detto Zerka, che si aspetta grandi divisioni interne ai partiti  moderati in fase di elaborazione della loro campagna elettorale.

Se il processo di polarizzazione dell'elettorato tenderà a crescere, diventerà dominante, cambiando le regole del gioco in maniera decisiva. E se questo meccanismo si attiva nei grandi Paesi, può avere effetti notevoli nella composizione del prossimo Parlamento europeo.

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