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Vertice della Comunità politica europea, assenti i leader di Azerbaigian e Turchia

Persone in piedi davanti al logo del Vertice politico europeo, alla vigilia del vertice della Comunità politica europea a Granada, nel sud della Spagna, il 4 ottobre 2023\.
Persone in piedi davanti al logo del Vertice politico europeo, alla vigilia del vertice della Comunità politica europea a Granada, nel sud della Spagna, il 4 ottobre 2023\. Diritti d'autore THOMAS COEX / AFP
Diritti d'autore THOMAS COEX / AFP
Di Alice TideyAida Sanchez
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

A Granada, in Spagna, si è tenuto il vertice della Comunità politica europea, ma i leader di Azerbaigian e Turchia non si sono presentati

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Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha dato forfait per per un raffreddore, mentre La decisione dell'azero İlham Aliyev, uno dei più attesi dopo l'invasione della regione contesa del Nagorno-Karabakh, è dovuta a una "atmosfera anti-azera", ha dichiarato un funzionario del Paese all'Afp.

Il vertice di Granada ospitava i rappresentanti di 47 Paesi europeiin un formato informale, divisi prima in quattro gruppi di lavoro per discutere di multilateralismo, ambiente e questioni digitali, compresa l'intelligenza artificiale, con la guerra in Ucraina come tema generale.

La questione del Nagorno-Karabakh

C'è stato spazio poi per alcuni incontri bilaterali o ristretti, tra cui quello fra il presidente del Consiglio europeo Charles Michel con il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, conclusosi con un comunicato congiunto di supporto al Paese caucasico.

Una delle questioni più scottanti del vertice riguardava infatti l'offensiva militare per riprendere il controllo del Nagorno-Karabakh da parte dell'Azerbaigian contro i separatisti armeni, che ha provocato un esodo di massa dall'enclave.

L'Unione europea ha condannato l'offensiva dell'Azerbaigian e il presidente Michel ha dichiarato a Euronews di essere "estremamente deluso" dall'iniziativa azera, invitando al negoziato e sottolineando però "una grande responsabilità da parte dell'Azerbaigian".

L'Ue ha anche promesso milioni di aiuti umanitari all'Armenia, mentre la Francia, martedì, ha annunciato che consegnerà equipaggiamenti militari a Yerevan.

La riunione ristretta sulle migrazioni

La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha invece tenuto una riunione con  l’olandese Mark Rutte, il britannico Rishi Sunak, l’albanese Edi Rama e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen per discutere di lotta al traffico di esseri umani.

Meloni ha pure annunciato al suo arrivo un bilaterale con il cancelliere tedesco Scholz e commentato l'accordo sul regolamento di gestione delle crisi migratorie raggiunto fra i Paesi dell'Unione a Bruxelles. "Sono soddisfatta di un contesto che va incontro alle esigenze italiane. Sono contenta del fatto che credo si sia dimostrato che siamo tutt'altro che isolati in questa trattativa".

Una giornata produttiva per l'Ucraina

A Granada c'era pure il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che esporrà ai suoi omologhi "proposte sostanziali" per migliorare l'architettura di sicurezza europea.

"La priorità principale dell'Ucraina, soprattutto con l'avvicinarsi dell'inverno, è il rafforzamento della difesa aerea", ha detto al suo arrivo, citando "nuovi accordi con i partner" che devono essere finalizzati e attuati.

"Questa dovrebbe essere una giornata produttiva per l'Ucraina e per l'Europa nel suo complesso". Zelensky ha incontrato in un bilaterale il presidente francese Emmanuel Macron e in un altro la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni.

Il tema dell'allargamento

L'allargamento dell'Unione era un altro dei temi principali e alcuni dei leader dei Paesi candidati hanno auspicato un "nuovo approccio" per un'adesione graduale all'Ue.

Come Edi Rama, primo ministro dell'Albania: "Dovremmo essere realistici, guardare la Luna invece del dito. Non possiamo credere che questa Ue a 27, con molti problemi ad avere un processo decisionale coeso, un pensiero strategico e una pianificazione, possa essere presto allargata a 33 o 35 o 37 membri. Quindi, invece di tutto o niente, per i Paesi fuori dall'Ue si dovrebbe prendere in considerazione un nuovo approccio".

Sulla stessa linea anche il presidente serbo Aleksandar Vučić, in un'intervista a Euronews: "Ci sono state alcune nuove idee durante diverse conversazioni. Se possiamo ottenere prima delle corsie preferenziali sui trasporti, poi l'accesso al mercato unico, dobbiamo procedere".

Il vertice della Comunità politica europea sarà seguito, sempre a Granada, da una riunione informale del Consiglio europeo il 6 ottobre, in cui i 27 capi di Stato e di governo dell'Ue dovrebbero discutere di allargamento, migrazione e delle priorità per la prossima legislatura.

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