EventsEventiPodcasts
Loader
Seguiteci
PUBBLICITÀ

"La Russia ha tradito la popolazione armena del Nagorno-Karabakh", dice Charles Michel

Euronews parla con il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel
Euronews parla con il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel Diritti d'autore Euronews
Diritti d'autore Euronews
Di Gregoire LoryMared Gwyn Jones
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto:Copy to clipboardCopied
Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

L'incapacità della Russia di garantire la pace e la sicurezza nell'enclave del Nagorno-Karabakh è un "tradimento" nei confronti della popolazione armena che abita la regione, ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel in un'intervista a Euronews

PUBBLICITÀ

"È chiaro a tutti che la Russia ha tradito la popolazione armena", le perole di Michel nel programma Global Conversation di Euronews.

"La Russia voleva avere soldati dislocati sul terreno per garantire l'accordo di pace e sicurezza. Ma  l'operazione militare è stata lanciata senza alcune reazione da parte delle forze di pace russe presenti sul territorio. L'Unione Europea, invece, non ha alcuna  presenza militare sul territorio".

Il governo azero ha recentemente ripreso il controllo del Nagorno-Karabakh dai separatisti armeni dopo aver lanciato un'offensiva militare che ha provocato la fuga di 100mila armeni.

Anche il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha condannato la Russia per aver ignorato i segnali di escalation di Baku e per non aver protetto gli armeni residenti nell'isolata regione montuosa. Il Cremlino ha risposto accusando Pashinyan di "soccombere all'influenza occidentale".

Estremamente deluso dall'Azerbaigian

Michel ha svolto un ruolo di primo piano nei recenti tentativi dell'UE di attenuare il conflitto pluridecennale, convocando entrambe le parti per i colloqui a Bruxelles.

Ma l'Ue è sotto accusa per i suoi infruttuosi sforzi di mediazione e per non aver sanzionato l'Azerbaigian, come pure aveva chiesto il Parlamento europeo. I membri dell'Eurocamera hanno definito i tentativi di mediazione di Michel come un "fallimento totale", accusando i leader europei di aver ignorato le richieste dell'Armenia.

Michel ha respinto queste critiche, dichiarando che la mediazione europea, condotta in parallelo con altre come quella degli Stati Uniti, ha permesso di progredire con lo scambio di prigionieri e capire meglio come migliorare la connessione di questa regione.

"Abbiamo anche fatto progressi sui testi che mirano a garantire un futuro accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian", ha detto Michel. "Ma detto questo, sono estremamente deluso dalla decisione presa dall'Azerbaigian e l'ho espresso con molta fermezza al Presidente Aliyev".

Michel ha dichiarato che l'intervento dell'Ue è stato fondamentale per garantire la riapertura del corridoio di Lachin - bloccato dalle forze azere per mesi, impedendo ai rifornimenti essenziali di raggiungere la popolazione armena del Nagorno-Karabakh - e ha assicurato che il blocco continuerà a fornire sostegno umanitario.

"Siamo molto impegnati a sostenere l'Armenia, che sta ricevendo un alto numero di rifugiati dal Nagorno-Karabakh", ha spiegato Michel. "Dobbiamo anche rimanere impegnati a livello politico e diplomatico per assicurarci che ci sia una riaffermazione molto chiara del rispetto dell'integrità territoriale dell'Armenia".

I colloqui di pace  pace dipende dalla "volontà di entrambe le parti

Michel dovrebbe incontrare i leader dei due Paesi, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz a margine di un vertice della Comunità politica europea che si terrà il 5 ottobre a Granada, in Spagna. 

"La pace richiederà un negoziato che possa fissare gli impegni di entrambe le parti", ha detto Michel, anche se "c'è una grande responsabilità da parte dell'Azerbaigian, che ha lanciato questa operazione militare".

"Ora spetta loro dimostrare la propria buona volontà impegnandosi, nel rispetto del diritto internazionale, a proteggere i diritti e la sicurezza dell'intera popolazione che vive in Azerbaigian, compresa quella armena", ha aggiunto.

L'Azerbaigian è ancora "un partner" per l'UE

Per Michel, comunque, l'Azerbaigian rimane un partner dell'Ue nonostante l'attacco militare. Nel 2022 la Commissione europea ha firmato un accordo per raddoppiare le importazioni di gas azero entro il 2027, nel tentativo di diminuire la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili russi.

"L'Azerbaigian oggi è un nostro partner. Non significa che il rapporto sia sepmlice. Ci sono delle difficoltà, reali, che vanno comprese.

"Ciò che ora dobbiamo esaminare è come normalizzare le relazioni tra l'Armenia e l'Azerbaigian, in modo da poter garantire in modo fermo e incontestabile il riconoscimento reciproco dell'integrità territoriale di entrambi i Paesi".

Michel ha detto anche di essere fiducioso che il sostegno dell'Ue e dell'Occidente all'Ucraina rimanga incrollabile, nonostante il vincitore delle elezioni slovacche Robert Fico abbiano promesso di porre il veto alla futura fornitura di armi a Kiev. 

"Ci sono rischi di spaccature e rotture, ma siamo vigili, perché l'unità dell'Ue richiede sforzi, lavoro politico, collaborazione e diplomazia".

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Primo viaggio di Putin dopo l'incriminazione: vola al vertice Csi in Kirghizistan. Assente l'Armenia

Emergenza rifugiati dal Nagorno-Karabakh: oltre 47.000 sono già in Armenia

Francia, la candidata di Renaissance Yaël Braun-Pivet rieletta presidente dell'Assemblea nazionale