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L'Ue designa i "gatekeeper" dell'economia digitale: Amazon, Apple, Google, Meta, Microsoft e TikTok

La Commissione europea ha designato sei aziende come gatekeeper digitali: Alphabet, Amazon, Apple, ByteDance, Meta e Microsoft.
La Commissione europea ha designato sei aziende come gatekeeper digitali: Alphabet, Amazon, Apple, ByteDance, Meta e Microsoft. Diritti d'autore SEBASTIEN BOZON/AFP or licensors
Diritti d'autore SEBASTIEN BOZON/AFP or licensors
Di Jorge LiboreiroVincenzo Genovese
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

La Commissione europea ha nominato sei società proprietarie di piattaforme come "gatekeeper", cioè guardiani dell'economia digitale: sono Alphabet, controllante di Google, Amazon, Apple, Meta, Microsoft e ByteDance, proprietaria di TikTok

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La decisione rientra nel Digital Markets Act (DMA), un quadro legislativo per regolare la  realtà digitale attuale, in cui poche aziende hanno accumulato un'enorme influenza sul libero mercato, spesso a scapito delle piccole imprese e degli utenti quotidiani.

Cinque società statunitensi, Alphabet, Amazon, Apple, Meta e Microsoft, e una cinese, ByteDance, proprietaria di TikTok, sono state classificate come "gatekeeper" e saranno obbligate a cambiare il modo in cui i propri servizi vengono offerti online.

La definizione di "gatekeeper"

Tali aziende sono considerate "gatekeeper" perché soddisfano determinati criteri quantitativi: un fatturato annuo di almeno 7,5 miliardi di euro nel mercato europeo o una capitalizzazione di mercato di almeno 75 miliardi di euro, più di 45 milioni di utenti mensili e almeno 10mila utenti commerciali annuali nel territorio dell'Unione.

Secondo la Commissione europea, ciò comporta una posizione dominante "radicata e duratura" nell'economia digitale e richiede una nuova serie di regole per garantire la libera scelta dei cittadini, meno ostacoli per i concorrenti e una maggiore responsabilità.

Al momento, i servizi soggetti alle regole saranno:

Alphabet: Android, Google Search, Chrome, Google Maps, Google Play, Google Shopping, Google Ads e YouTube.

Amazon: Amazon Marketplace, Amazon Ads.

Apple: App Store, Safari, iOS.

ByteDance: TikTok.

Meta: Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger, Meta Marketplace, Meta Ads.

Microsoft: LinkedIn, Windows PC OS.

L'elenco è aperto e le aziende possono essere aggiunte o rimosse in seguito.

La Commissione europea sta valutando se altri quattro servizi - Bing, Edge e Advertising di Microsoft e iMessage di Apple - debbano essere considerati o meno "gateways", cioè "servizi principali" e quindi rientrare nelle nuove regole.

Due noti provider di posta elettronica - Gmail di Alphabet e Outlook di Microsoft - sono stati rimossi dall'elenco iniziale dopo che le società in questione si sono opposte  alla designazione. Anche X, il social network erede di Twitter, e Samsung, il gigante tecnologico sudcoreano, sono stati risparmiati.

Le nuove regole per le "Big Six"

I "gatekeeper" dovranno rispettare una serie di regole stilate nel Digital Markets Act, che comprende una lunga lista lista di obblighi e divieti.

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Ad esempio, non saranno più autorizzati a concedere priorità o trattamento preferenziale ai propri prodotti sui rispettivi servizi web e gli utenti potranno rimuovere facilmente le app preinstallate nei dispositivi di un'azienda, installandone altre esterne al gruppo.

Le piattaforme dovranno anche chiedere agli utenti esplicito consenso prima di combinare i dati personali ottenuti da diversi servizi, come ad esempio Instagram e Facebook, entrambi gestiti da Meta.

Gli obblighi entreranno pienamente in vigore tra sei mesi, periodo durante il quale le aziende "gatekeeper" dovranno informare la Commissione europea su come intendono rispettare la legge.

In caso di inadempienza, l'esecutivo potrà imporre multe fino al 10% del fatturato mondiale dell'azienda, che potranno raddoppiare se il comportamento scorretto persiste. Previste pure misure correttive che potrebbero costringere una società a vendere parte della propria attività.

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Secondo quanto confermano fonti della Commissione europea a Euronews, una squadra di 80 persone sarà incaricata di monitorare il rispetto della legge.

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