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Le "nuove tecniche genomiche" dell'Unione europea

La proposta legislativa prevede un quadro regolatorio per le tecniche genomiche
La proposta legislativa prevede un quadro regolatorio per le tecniche genomiche Diritti d'autore Matthias Schrader/AP2009
Diritti d'autore Matthias Schrader/AP2009
Di Gregoire Lory
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La Commissione propone un quadro regolatorio per intervenire sulle colture rendendole più resistenti a parassiti e cambiamenti climatici. Me le Ong attaccano: basta Ogm

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La Commissione europea ha presentato una proposta per autorizzare e regolamentare nuove tecniche genomiche, cioè modifiche alla combinazione genetica delle colture che le renderebbero più resistenti ai cambiamenti climatici o ai parassiti Il tutto a vantaggio degli agricoltori, della sicurezza alimentare, della sostenibilità e dei consumatori europei.

Cosa sono le "nuove tecniche genomiche"

In sostanza, le nuove tecniche genomiche lavorano sul materiale genetico di una varietà vegetale senza introdurre geni esterni alla specie: sono descritte dalla Commissione come "tecnologie ad alta precisione", tramite cui le nuove varianti dei prodotti agricoli potranno adattarsi meglio al clima, ridurre la necessità di pesticidi e crescere più rapidamente.

Mais adattabile alle siccità, banane resistenti alle ammaccature e patate in grado di contrastare meglio gli agenti patogeni sono alcuni degli esempi sengalati dall''esecutivo comunitario, con cui sembra d'accordo il settore delle sementi. 

"Possiamo essere molto più veloci, più mirati e dunque probabilmente anche più economici. Quindi saremo in grado di concentrarci sul sul lavoro che conta davvero per gli agricoltori e per i consumatori", dice a Euronews Garlich von Essen, segretario generale di Euroseeds, l'associazione dell'industria di settore.

"Finora sono state fatte ricerche molto limitate sugli impatti ambientali, su quale impatto potrebbero avere sulla salute umana"
Mute Schimpf
Attivista di Friends of the Earth Europe

La protesta degli ambientalisti

Nel comunicare l'iniziativa, la Commissione sottolinea soprattutto i vantaggi economici e ambientali, senza menzionare il termine "Ogm". Ma le associazioni ambientaliste lo fanno e contestano l'introduzione di nuovi organismi geneticamente modificati nell'agricoltura europea.

"Alcuni anni fa, la più alta corte d'Europa ha emesso una sentenza stabilendo molto chiaramente che le nuove tecniche genomiche sono Ogm, dal punto di vista legale, politico, scientifico: tutto è stato risolto", dice Mute Schimpf, attivista di Friends of the Earth Europe.

"Finora sono state fatte ricerche molto limitate sugli impatti ambientali, su quale impatto potrebbero avere sulla salute umana", prosegue l'attivista. 

"Per esempio: non c'è stata una ricerca completa sugli effetti su farfalle, api e insetti impollinatori. Prima di introdurre determinati organismi in natura si dovrebbero fare alcuni controlli di sicurezza basilari".

Per le Ong, questa proposta della Commissione elimina i requisiti in materia di etichettatura e controlli di sicurezza, con conseguente mancanza di trasparenza per consumatori e produttori. 

Il dibattito è aperto: spetta ora agli Stati membri dell'Unione e al Parlamento comunitario pronunciarsi sul tema e modificare, eventualmente, la legislazione sulle nuove tecniche genomiche.

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