Approvato il divieto di import per i prodotti che causano deforestazione

L'Ue finora è ritenuta responsabile di almeno il 10% della deforestazione globale
L'Ue finora è ritenuta responsabile di almeno il 10% della deforestazione globale Diritti d'autore Leo Correa/Copyright 2019 The AP. All rights reserved.
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Di Christopher Pitchers
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Olio di palma, soia, caffè, cacao, capi di bestiame, legname e gomma nella lista delle merci soggette a controlli: non potranno entrare nel mercato unico dell'Ue se la loro realizzazione ha comportato degrado forestale

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L'Unione europea aggiunge un'altro tassello alla lotta contro la deforestazione su scala globale.

Il Parlamento di Strasburgo ha ha approvato in via definitiva un regolamento per garantire che una lunga lista di prodotti venduti nel mercato comunitario non abbia contribuito al degrado delle foreste in tutto il mondo, a partire dal 2021.

Mercato europeo senza deforestazione

L'elenco comprende olio di palma, caffè e soia, ma anche, gomma, carbone, carta, carne bovina, legno e cacao, nonché prodotti derivati da queste materie prime come cuoio, mobili o cioccolato.

Per certificare la conformità delle proprie merci, le aziende dovranno fornire alle autorità competenti una dichiarazione di due diligence, che ne attesti la filiera di produzione. Tra le informazioni richieste, anche le coordinate di geolocalizzazione del luogi di provenienza, per valutare tramite immagini satellitari qualsiasi possibile episodio di degrado forestale.

Tra le norme incluse nella legge, anche rispetto dei diritti delle popolazioni indigene nei processi di produzione.

Una volta che il ragolamento sarà approvato dal Consiglio ed entrerà in vigore nell'Unione, imprese e i commercianti avranno 18 mesi per attuarle, con deroghe alla scadenza per le realtà più piccole. Chi non rispetta le regole, potrà essere sanzionato con un’ammenda massima pari al 4% del proprio fatturato annuo nell'Unione.

Soddisfazione bi-partisan

Il regolamento contro la deforestazione è stato approvato a larghissima maggioranza dall'aula di Strasburgo: 552 voti favorevoli, 44 voti contrari e 43 astensioni.

Un risultato significativo per l'eurodeputato titolare del file, il popolare lussemburghese Christophe Hansen.

"Ogni anno perdiamo circa 10 milioni di ettari di foreste in tutto il mondo e questo strumento fermerà almeno la nostra complicità nella deforestazione, perché i nostri scaffali sono attualmente pieni di cioccolato, caffè, o prodotti a base di soia che contribuiscono in modo massiccio alla distruzione delle foreste: per circa il 10%". 

Secondo i dati del Parlamento, tra il 1990 e il 2020 la deforestazione a livello mondiale ha interessato 420 milioni di ettari, una superficie più grande dell’Ue. Per il Wwf, l'Ue è responsabile in tutto per una quota ancora maggiore della deforestazione mondiale, il 16%.

"Ora tutti i prodotti ottenuti da superfici disboscate dopo il 31 dicembre 2020 non saranno più autorizzati a entrare nel mercato unico europeo. Penso che sia un grande passo nella lotta al cambiamento climatico e alla perdita di biodiversità globale", dice Hansen.

"Tutti i prodotti ottenuti da superfici disboscate dopo il 31 dicembre 2020 non saranno più autorizzati a entrare nel mercato unico europeo"
Christophe Hansen
Eurodeputato del Ppe, relatore legge sulla deforestazione

I critici del provvedimento lamentano un necessario aumento dei costi, ma il gruppo dei Verdi al Parlamento europeo è convinto che eventuali rincari saranno solo momentanei. 

"Quello che cerchiamo di fare è procedere verso un altro modello di economia: da un'economia in cui distruggiamo il pianeta e anche le condizioni di vita per un certo numero di persone, verso un'economia dove rispettiamo la natura e le persone", spiega a Euronews l'europarlamentare francese Marie Toussaint.

"Questo può avere, ovviamente, un costo per i consumatori all'inizio, ma in breve tempo cambierebbe il modo in cui è strutturata l'economia e il prezzo non sarebbe più così alto. Si tratta solo di una transizione verso un altro modello".

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