L'Unione europea vieta l'importazione dei prodotti che causano la deforestazione

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Di Alice Tidey  & Vincenzo Genovese
La legislazione europea include olio di palma, cacao, caffè, legno, gomma e bestiame
La legislazione europea include olio di palma, cacao, caffè, legno, gomma e bestiame   -   Diritti d'autore  AP Photo

Olio di palma, soia, caffè, cacao, capi di bestiame, legname e gomma, ma anche derivati ​​come carne bovina, mobili, cioccolato e carta.Molti prodotti che contribuiscono alla deforestazione non saranno più importabili e commercializzabili nell'Unione europea.

L'accordo raggiunto dai rappresentanti degli organi legislatori dell'Unione, Consiglio e del Parlamento  comunitario, dovrà essere foramizzato con un voto in entrambe le istituzioni prima di entrare ufficialmente nella legislazione europea. 

Le conseguenze della legge

Le aziende che commerciano una lunga lista di materie prime dovranno dimostrare tramite un'appropriata due diligence la regolarità della propria filiera. I prodotti immessi nel mercato dell'Unione non devono infatti aver contribuito alla deforestazione e al degrado delle foreste in nessuna parte del mondo dopo il 31 dicembre 2020.

"Le nuove norme mirano a garantire che quando i consumatori acquistano questi prodotti, non contribuiscano a un ulteriore degrado degli ecosistemi forestali. La protezione dell'ambiente in tutto il mondo, comprese le foreste e le foreste pluviali, è un obiettivo comune per tutti i Paesi e l'Unione Europea è pronta a assumersi le proprie responsabilità", ha dichiarato in una nota Marian Jurečka, ministro ceco dell'ambiente che ha guidato i negoziati per il Consiglio.

Secondo il Wwf, l'Unione è responsabile del 16% della deforestazione associata al commercio internazionale, seconda nel mondo solo alla Cina. Le analisi della Commissione abbassano questa cifra al 10%: comunque abbastanza per prendere misure drastiche.

Pregi e difetti

Il Parlamento europeo rivendica l'accordo come una propria vittoria per aver esteso l'elenco rispetto alla proposta originaria della Commissione, inserendo tra gli altri materiali la gomma e una serie di derivati ​​dell'olio di palma.

Gli eurodeputati hanno anche ottenuto una definizione più ampia di degrado forestale che includa la conversione di foreste primarie o foreste che si rigenerano naturalmente in foreste composte da piantagioni. 

La Commissione europea, inoltre, viene incaricata di valutare se estendere il campo di applicazione della legislazione ad altri terreni boschivi, nonché ad altri ecosistemi e merci nei prossimi due anni.

"Non è stato facile, ma abbiamo raggiunto un risultato ambizioso, in vista della conferenza Cop15 sulla biodiversità a Montreal", ha affermato in una dichiarazione il relatore del testo per il Parlamento, l'aeurodeputato popolare lussemburghese Christophe Hansen. "Questo nuovo importante strumento proteggerà le foreste a livello globale e coprirà più materie prime e prodotti come gomma, carta stampata e carbone. Inoltre, abbiamo assicurato che i diritti delle popolazioni indigene, i nostri primi alleati nella lotta alla deforestazione, siano effettivamente protetti".

Anche Greenpeace e Wwf plaudono alla norma, descritta come "un importante passo avanti per le foreste". , affermando che "abbiamo fatto la storia con questa prima legge mondiale contro la deforestazione".

"Come importante blocco commerciale, l'Unione non solo cambierà le regole del gioco per il consumo all'interno dei suoi confini, ma creerà anche un grande incentivo affinché altri Paesi che alimentano la deforestazione cambino le proprie. La legge non è perfetta ma include punti molto validi”, spiega Anke Schulmeister-Oldenhove, esperta di politiche forestali del World Wide Fund for Nature.

Per le Ong del settore, comunque, non mancano elementi di disappunto. Come la mancanza di un divieto a ricevere prestiti dalle banche europee per quelle aziende che causano deforestazione nel mondo. O l'estensione della normativa ad altri eco-sistemi a rischio, come la savana, anch'essa stritolata dalla pressione crescente di una sempre più massiccia conversione agricola.