Le istituzioni europee tagliano i consumi superflui, ma non tutti

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Di Vincenzo Genovese
Nella sede di Strasburgo del Parlamento europeo devono svolgersi 12 sessioni plenarie ogni anno
Nella sede di Strasburgo del Parlamento europeo devono svolgersi 12 sessioni plenarie ogni anno   -   Diritti d'autore  Genevieve ENGEL/ European Union 2019 - Source : EP

Anche gli edifici dell'Unione Europea fanno i conti con la crisi energetica: le istituzioni comunitarie stanno riducendo i propri consumi, per far fronte all'incremento dei prezzi delle forniture e alla possibile carenza di gas in vista dell'inverno.

Meno luce e meno riscaldamento

Negli uffici della Commissione europea, ad esempio, il riscaldamento è stato abbassato di due gradi, da 21 a 19, così come durante l'estate l'aria condizionata poteva portare la temperatura minima a 25 invece che a 23 gradi. Anche l'umidificazione degli ambienti è stata ridotta negli edifici dell'esecutivo comunitario, dislocati tra Bruxelles e Lussemburgo.

In precedenza, la Commissione aveva messo in atto un taglio del 20% dei consumi nel periodo tra il 2015 e il 2021, grazie a diverse operazioni di efficientamento energetico: chiusura dei palazzi durante i periodi di vacanza, stretto moitoraggio delle performance degli edifici e utilizzo di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. L'obiettivo, fissato prima dell'attuale crisi energetica, è quello di ridurre entro il 2030 le proprie emissioni di gas climalteranti del 60%, rispetto ai livelli del 2005.

Anche il Parlamento europeo ha diminuito temperatura e illuminazione nei suoi locali, fissando un massimo di 19 gradi in inverno, oltre a dotarsi di pannelli fotovoltaici e pompe di calore per migliorare l'efficienza energetica.

L'Eurocamera rivendica di aver già nel 2021 ridotto di un quarto i propri consumi di energia per il riscaldamento e di elettricità, rispetto alle cifre del 2021. Ma per pagare le bollette in aumento, l'amministrazione del Parlamento è stata costretta a sospendere 14 progetti di costruzione e ristrutturazione dal valore complessivo di 6,7 milioni di euro.

Parlamentari pendolari

Ma nella strategia di risparmio dell'Eurocamera resta ancora un grosso nodo da sciogliere, quello della doppia sede. 

A Bruxelles e Strasburgo ci sono infatti **due edifici che assolvono le stesse funzioni.**Secondo i trattati europei, nella sede francese devono svolgersi 12 sessioni plenarie del Parlamento ogni anno. Quindi gli eurodeputati, che di solito lavorano a Bruxelles, dove si incontrano le commissioni parlamentari, si recano in Francia solo una settimana al mese, o al massimo due come accade questo ottobre.

"In questa situazione trovo del tutto ingiustificato che il Parlamento europeo riscaldi e illumini due edifici e che noi continuiamo a viaggiare tra le due citta. Penso che almeno finche dura la crisi energetica dovremmo rimanere sempre qui a Bruxelles", dice a Euronews l'eurodeputato tedesco dei Verdi/Ale Daniel Freund.

Il viaggio richiede tempo, energie e soldi dei contribuenti, oltre a rappresentare una fonte non indifferente di stress per funzionari e assistenti parlamentari: soprattutto quando si presentano inconvenienti imprevisti, come l'assenza di benzina per i rifornimenti a causa di uno sciopero in Francia.

Secondo l'ultimo rapporto della Corte dei conti europea, datato 2014, trasferendo tutte le attività parlamentari a Bruxelles si risparmierebbero 114 milioni di euro all'anno, più 116 milioni una tantum per la dismissione degli edifici di proprietà del Parlamento nella città francese.

Quelle economiche sono stime complicate, ammette la stessa Corte dei conti, che ha provato a delineare anche altri scenario, tra cui uno che accorpa a Bruxelles anche le attività amministrative che si svolgono a Lussemburgo, dove ha sede il segretariato generale.

Ma anche l'impatto ambientale non va trascurato: secondo le stime in possesso di alcuni parlamentari, alla sede di Strasburgo sono attribuibili circa 19mila tonnellate di emissioni di CO2

Il capoluogo dell'Alsazia mantiene certamente una forte valenza simbolica, dato il suo passato di città contesa tra Francia e Germania e il suo ruolo nel processo di riconciliazione prima e di costruzione del progetto europeo, poi.

Ma per molti ciò non basta a giustificare gli spostamenti, soprattutto in periodi di crisi. Del resto il "circo itinerante", come molti europarlamentari e addetti ai lavori chiamano questo viaggio mensile, è stato sospeso 15 mesi durante la pandemia di Covid19.

"Penso che nel 2022 il rapporto tra Germania e Francia sia abbastanza forte da permetterci di avere una sede unica del Parlamento europeo. La maggioranza dei parlamentari è favoravole, ma purtroppo non siamo noi a decidere. Sono i governi, in particolare il governo francese, a impedirci di prendere questa decisione. Se il Parlamento potesse scegliere da solo, penso che domani avremo una sede unica qui a Bruxelles", spiega Daniel Freund.

In effetti per modificare la dicitura dei trattati secondo cui "il Parlamento europeo ha sede a Strasburgo" serve l'assenso dei 27 Stati dell'Unione ed è molto difficile che la Francia possa privare una delle sue principali città di una consistente fonte di reddito mensile.

Forse anche per questo una risoluzione votata a gennaio 2020 dall'Eurocamera, chiede di concordare un'unica sede per il Parlamento, in modo da ridurre considerevolmente l'impatto ambientale dell'istituzione. Ma senza specificare quale.