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Ambasciatore Ue a Kiev: "Ucraina non farà default, ma la situazione finanziaria è disastrosa"

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Di Méabh Mc Mahon & Jorge Liboreiro
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AP Photo   -   Diritti d'autore  Nariman El-Mofty

È improbabile che l'Ucraina vada in default sul suo debito estero, ma la situazione finanziaria interna al Paese dilaniato dalla guerra è "disastrosa" e richiede aiuti esteri urgenti per colmare un deficit di bilancio mensile di 5 miliardi di euro, avverte l'ambasciatore dell'Ue nel Paese.

I fondi sono necessari per mantenere a galla l'economia e pagare le pensioni, gli stipendi e i servizi pubblici di base, mentre le forze russe proseguono la loro brutale invasione.

"L'assistenza finanziaria internazionale arriva da diverse font, ma non è ancora sufficiente per colmare questo divario", ha dichiarato l'ambasciatore Matti Maasikas ad Euronews, durante una recente visita a Bruxelles.

La scorsa settimana, i Paesi dell'Unione hanno deciso di erogare la prima tranche di 1 miliardo di euro del pacchetto di aiuti finanziari da 9 miliardi, promesso dal blocco a maggio.

Gli Stati membri debbono ancora raggiungere un accordo sui restanti 8 miliardi di euro: il denaro viene raccolto dalla Commissione europea sui mercati dei capitali e viene poi erogato a Kiev sotto forma di prestiti agevolati a lungo termine.

I costi degli interessi derivanti dalla transazione saranno coperti direttamente dal bilancio dell'Unione.

Il Corriere Della Sera riferisce che la Germania starebbe andando contro l'assistenza, perché comporta l'emissione di un nuovo debito comune dell'Unione.

Un portavoce della rappresentanza permanente della Germania presso l'Ue non ha commentato le notizie riportate dai media: i funzionari di Bruxelles non hanno confermato il blocco dei finanziamenti, ma hanno detto che discussioni sulle garanzie aggiuntive erano ancora in corso.

"Si attende la decisione sul resto, il divario di bilancio è una realtà - ha detto Maasikas - posso solo esprimere la speranza che le discussioni tra gli Stati membri procedano più rapidamente".

Alla domanda sulla possibilità che l'Ucraina sia inadempiente sui prestiti, l'ambasciatore ha detto che la previsione non si basa sulla situazione economica passata o presente del Paese.

"Non ho questa sensazione, penso che lo saprei se fossero davvero sull'orlo dell'insolvenza - ha ribadito - ma la situazione è disastrosa".

Nessuna scorciatoia per l'adesione all'Ue

In qualità di principale punto di contatto dell'Unione europea a Kiev, Maasikas ha svolto un ruolo di primo piano nella candidatura dell'Ucraina all'adesione al blocco, ricevendo personalmente il questionario di adesione in due volumi dalle mani del presidente, Volodymyr Zelensky.

In seguito alla valutazione positiva della Commissione e all'approvazione unanime dei 27 leader dell'Ue, all'Ucraina è stato concesso lo status di candidato, dando il via a un processo lungo, arduo e complesso di riforme e negoziati.

"Le cose potevano essere fatte abbastanza rapidamente, la velocità con cui gli ucraini hanno risposto al questionario della Commissione ha battuto il record europeo - ha dichiarato Maasikas - non ci possono essere scorciatoie o corsie preferenziali per l'adesione: l'Ue copre così tante aree e il suo cuore è il Mercato unico. 

E quest'ultimo non può funzionare se, in una parte di esso, non vengono rispettate tutte le regole, i principi e gli standard, quindi gli ucraini devono fare un lavoro molto approfondito".

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L'ambasciatore ha poi smentito le voci secondo cui il questionario sarebbe stato compilato per lo più da funzionari dell'Ue anziché dal governo ucraino stesso e ha affermato che l'accordo attualmente in vigore ha contribuito ad accelerare il lavoro.

"L'Unione ha aperto la porta, ma arrivarci ed entrare in quella porta è nelle mani degli ucraini e loro lo sanno - ha aggiunto - l'Ucraina, come Nazione, ha scelto l'Ue come destino e destinazione. 

L'Unione europea in questo momento simboleggia la speranza per gli ucraini, sono assolutamente sinceri nel loro intento".

Gli armamenti occidentali fanno la differenza

Per quanto riguarda la scioccante sospensione di Iryna Venediktova dal ruolo di procuratrice generale, Maasikas si è limitato a dire che è stata "un ottimo partner" nelle indagini sui crimini di guerra.

Venediktova è accusata di non essere riuscita a sradicare le attività filorusse all'interno della sua organizzazione.

"Per noi la cosa più importante è che le istituzioni ucraine continuino a lavorare e che tutto avvenga secondo la legge ucraina", ha osservato Maasikas.

Ha inoltre affermato che il Paese è "fermamente" al fianco del Presidente Zelensky e che la maggioranza dei cittadini è contraria a fare qualsiasi tipo di concessione per ottenere un cessate il fuoco dal Cremlino.

La guerra è entrata nel suo quinto mese senza alcuna risoluzione in vista: i combattimenti sono ora concentrati nel Donbass, gran parte del quale è ora sotto il controllo russo.

"Quello che sentiamo dal fronte è che la situazione è molto grave -  tuona Maasikas - è una guerra di artiglieria: certo, conta la gittata, ma conta anche la quantità di munizioni, l'artiglieria occidentale sta iniziando a fare la differenza, i russi si sono ritirati molto più lontano".

Alla domanda su quando potrebbe finire il conflitto, l'ambasciatore ha evitato di fornire una tempistica specifica, ma ha previsto che "l'esito sarà deciso sul campo di battaglia".

"Se gli spari dovessero cessare oggi, il processo negoziale andrebbe avanti", ha detto.

Maasikas si è chiesto se l'invasione avrebbe potuto essere evitata nel momento in cui Kiev avesse ricevuto armi già l'anno scorso, quando sono emersi i primi segnali di un rafforzamento militare russo lungo il confine, e se le Nazioni occidentali avessero imposto "sanzioni preventive" al Cremlino una volta che le tensioni hanno iniziato a salire.

"Avrebbe fatto la differenza? È una discussione molto importante da fare in questo momento - ha concluso - tutto ciò che possiamo dire è che dobbiamo armare l'Ucraina ora, in modo che possa vincere la guerra".