Ue, 22 miliardi alle politiche migratorie ma sul tema regna ancora il caos

Ue, 22 miliardi alle politiche migratorie ma sul tema regna ancora il caos
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Di Isabel Marques da Silva
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I finanziamenti serviranno a pattugliare i confini e a prevenire il traffico di esseri umani, non c'è accordo sulla ricollocazione dei migranti

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La Grecia scudo d'Europa. A dare la vivida immagine era stata la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, lo scorso febbraio, quando la polizia greca aveva dovuto fronteggiare l'arrivo di migliaia di migranti. La Turchia infatti aveva deciso improvvisamente di aprire uno dei suoi valichi con l'Europa.

Dopo l'incendio del campo profughi di Moria, a Lesbo, Il tema della migrazione sembra più che mai attuale e verrà toccato dal discorso sullo Stato dell'unione della von der Leyen mercoledì prossimo al Parlamento europeo.

Al momento, a Moria, restano ancora in attesa di ricollocazione migliaia di rifugiati ma secondo il ricercatore sulle politiche migratorie, Philippe De Bruycker, de l'Université Libre de Bruxelles "La ricollocazione dei richiedenti asilo, che sembra la soluzione a tutti problemi, dovrebbe essere vista piuttosto solo come una delle tante soluzioni.” Gli scenari infatti per l'esperto sono molteplici: “gli Stati membri possono decidere di allocare più risorse e finanze nei paesi di transito o persino nei paesi di origine dei migranti".

La Commissione europea ha proposto di destinare almeno 30 miliardi di euro nel prossimo bilancio pluriennale europeo per finanziare le politiche migratorie, ma il Consiglio europeo ne ha approvati solo 22.

Tra i nuovi progetti da finanziare ci sono le 10mila guardie costiere e di frontiera da inviare ai confini per prevenire il traffico di esseri umani.

Nel suo nuovo pacchetto normativo sulla migrazione, l'Unione europea aspira a stabilire chiari percorsi legali sia per i per i migranti economici che per i richiedenti asilo.

Secondo le associazioni umanitarie discriminare i migranti economici è molto scorretto e anche ipocrita. Perché i migranti svolgono un ruolo cruciale nell'agricoltura e nell'edilizia, ma alcuni governi preferiscono relegarli nell'economia sommersa.

Il nuovo patto sulla migrazione verrà presentato entro la fine di settembre, poi inizierà il suo non facile iter in tutti gli Stati membri.

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