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La realtà di Calais "stravolta" dalla Brexit

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Diritti d'autore  REUTERS/Pascal Rossignol -/File Photo
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Di Nima Ghadakpour
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Punto di partenza dei migranti e snodo commerciale con il Regno Unito, la piccola cittadina portuale francese potrebbe soffrire maggiormente le conseguenze di un non accordo sulla Brexit

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Calais si interroga sul suo futuro nel caso di un non accordo sulla Brexit.

La cittadina portuale francese è un punto di partenza per molti migranti che tentano di raggiungere il Regno Unito via mare o attraverso il tunnel sotterraneo che sbuca dall'altra parte della Manica. Le ONG temono il caos su entrambi i lati del canale e controlli più rigorosi.

La Brexit potrebbe inoltre spingere i migranti ad aumentare gli sforzi per raggiungere il Regno Unito il prima possibile.

A Calais sono accampati ancora molti miganti che sperano di raggiungere il Regno Unito

Ma la Brexit potrebbe anche "bloccare" i migranti nel Regno Unito, spiega Claire Moseley, direttore di Care4Calais.

"Dopo la Brexit il Regno Unito non applicherà più il regolamento di Dublino e quindi i migranti non potranno più essere rimandati indietro nel paese europeo da dove sono arrivati".

Un altro problema è legato al commercio: la mancanza di un accordo potrebbe influire sul traffico dei camion. Il porto di Calais sta pianificando nuove strutture per fare fronte all'aumento delle procedure doganali. Il presidente del porto assicura che la situazione è sotto controllo

"Francamente non vedo dove sia il problema: è da un anno che ci stiamo lavorando, abbiamo investito 6 milioni di euro, abbiamo realizzato un parcheggio, abbiamo previsto tutta l'assistenza necessaria e non c'è motivo di pensare che ci saranno ingorghi e rallentamenti del traffico.

Attualmente, circa 10.000 camion attraversano il Canale ogni giorno tra Dover e Calais nelle ore di punta. Il Dipartimento per i trasporti britannico sta pensando ad aprire rotte alternative.

Journalist • Elena Cavallone

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