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Violenze in Nicaragua: intervista al ministro Paul Oquist: "È colpo di stato"

Violenze in Nicaragua: intervista al ministro Paul Oquist: "È colpo di stato"
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Di Ana LAZARO
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Continuano le proteste nel Paese. L'opposizione chiede le dimissioni del presidente Daniel Ortega, che non intende rinunciare al suo mandato. Gli scontri hanno provocato in questi tre mesi più di 350 morti

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Aumenta la pressione internazionale contro il governo del Nicaragua.

Le proteste, iniziate tre mesi fa, hanno fatto piu di 350 morti. La stragrande maggioranza di loro sono civili. Euronews ha intervistato il ministro delle Politiche nazionali del Nicaragua, Paul Oquist, che è a Bruxelles e ha risposto alle critiche delle Nazioni Unite.

Anche l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha chiesto al governo del Nicaragua di fermare la violenza di stato e di disarmare i gruppi filo-governativi.

"Lo stesso Alto Commissariato ha affermato che la stragrande maggioranza delle vittime è stata uccisa dalle forze governative. Ma questa informazione non si basa su nulla, se non su informazioni distorte provenienti da organizzazioni locali per i diritti umani, che non sono imparziali. Il modo per scoprire la verità è analizzare caso per caso e fare giustizia, non con generalizzazioni infondate che non contribuiscono alla costruzione della pace."

Ma se non possiamo fidarci delle Nazioni Unite, di chi ci dobbiamo fidare?

Questi rapporti sui diritti umani non tengono conto degli attori non statali. E questo è un tentativo di colpo di stato. Quindi non troverà in quei documenti un racconto delle atrocità che commettono.

C'è qualche possibilità che il presidente Ortega si dimetta e si tengano elezioni anticipate?

"Questo è un colpo di stato, perché il presidente dovrebbe dare le dimissioni? Perché vengono messe barricate per la strada?" Le dimissioni non risolverebbero il problema, sa perché? Perché anche i sandinisti sanno come mettere le barricate per strada. Se rovesciamo un governo per mettere le barricate, allora non ci sarà mai la pace in Nicaragua".

Ortega, ex leader rivoluzionario, è stato eletto nel 2006. Il suo governo è accusato di essere sempre più autocratico, dal momento che a svolgere le funzioni di vicepresidente è sua moglie, Rosario Murillo. Secondo l'opposizione la coppia è colpevole di aver stretto il suo controllo sulle istituzioni statali.

Ma per il momento la pressione internazionale e le proteste interne non sono riuscite a far cadere il governo di Daniel Ortega.

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