Sappiamo che la direzione della nostra attenzione può cambiare il modo in cui percepiamo il dolore. Ora nuove ricerche indicano che l’attenzione può influenzare anche la risposta immunitaria al dolore.
Pensate all’ultima volta che vi siete fatti male. Se vi concentrate sul dolore, può sembrare più intenso. Ma quando qualcosa vi distrae, una conversazione, un compito o anche un video divertente, il dolore può all’improvviso sembrare meno evidente.
Perciò, quando qualcosa fa male, sembra naturale pensare che la cosa migliore sia distrarci per gestirlo.
L’attenzione può influenzare la risposta immunitaria
Ma nuove ricerche suggeriscono che dirigere l’attenzione verso la zona interessata possa avere in realtà un effetto più potente.
Per capire se l’attenzione modifichi solo la percezione di un infortunio oppure possa cambiare anche la risposta del corpo, la dottoressa Liron Rozenkrantz della Facoltà di Medicina Azrieli dell’Università Bar-Ilan e il suo team hanno condotto tre esperimenti preregistrati. In primo luogo, ai partecipanti è stata effettuata una puntura cutanea con istamina sul braccio, che ha provocato una piccola reazione infiammatoria temporanea.
Successivamente, è stato chiesto loro di concentrarsi sulle sensazioni nella zona interessata oppure di distrarsi con video o con alcuni compiti.
Nei 20 minuti successivi i ricercatori hanno misurato il gonfiore e l’arrossamento, oltre ai cambiamenti nelle risposte fisiologiche dei partecipanti.
Risposta infiammatoria molto più contenuta con l’attenzione rivolta al corpo
Secondo i risultati pubblicati su Nature Human Behaviour (fonte in inglese), la risposta infiammatoria è stata circa una volta e mezza più contenuta quando i partecipanti si sono concentrati sulle sensazioni del proprio corpo.
Circa il 90% dei partecipanti ha mostrato una risposta più forte quando era distratto.
Ciò che rende il risultato particolarmente sorprendente è che non si trattava solo di un cambiamento nel modo in cui i partecipanti percepivano il fastidio. I ricercatori hanno misurato direttamente la risposta infiammatoria nella pelle e hanno osservato che variava a seconda di dove i partecipanti dirigevano l’attenzione.
"Quello che ci ha colpito in modo particolare è che dirigere l’attenzione verso l’area infiammata cambiava non solo ciò che i partecipanti sperimentavano, ma la risposta infiammatoria stessa", ha dichiarato la dottoressa Rozenkrantz.
"Questo apre la possibilità che la nostra esperienza soggettiva di ciò che accade nel corpo non sia soltanto un processo passivo, ma contribuisca attivamente alla regolazione delle risposte fisiologiche".
Come potrebbe funzionare questo meccanismo?
I ricercatori hanno individuato due possibili meccanismi che potrebbero spiegare questo effetto. Innanzitutto, l’attenzione sembra influenzare il modo in cui il cervello elabora i segnali sensoriali provenienti dalla zona infiammata.
In secondo luogo, concentrarsi sulle sensazioni corporee è risultato associato a una maggiore attività del sistema nervoso parasimpatico, compreso il nervo vago, che contribuisce a regolare l’infiammazione.
I risultati suggeriscono che entrambe le vie possano contribuire a questo effetto.
Un legame più stretto tra cervello e corpo
Lo studio è stato condotto in condizioni controllate di laboratorio e ha analizzato una risposta infiammatoria di breve durata nella pelle dopo una puntura con istamina. I risultati non dimostrano che dirigere l’attenzione possa curare infiammazioni, malattie o patologie croniche.
Sono necessarie ulteriori ricerche per capire se effetti simili si manifestino nelle situazioni reali e su periodi più lunghi.
Ciononostante, questi risultati si aggiungono alle prove sempre più numerose che cervello e corpo sono in costante comunicazione bidirezionale.
Il modo in cui dirigiamo la nostra attenzione può avere conseguenze che vanno oltre l’esperienza soggettiva, influenzando potenzialmente processi biologici misurabili all’interno del corpo.