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UE, Kaja Kallas: nuove sanzioni più dure contro la Russia in autunno

Alta rappresentante dell'UE per gli Affari esteri, Kaja Kallas
L'Alto rappresentante dell'UE per gli Affari esteri, Kaja Kallas Diritti d'autore  Ezra Acayan/2026 Getty Images
Diritti d'autore Ezra Acayan/2026 Getty Images
Di Mared Gwyn Jones
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L’UE presenterà nuove sanzioni "più incisive" contro la Russia, attese per l’autunno, dopo che l’ultimo pacchetto è stato indebolito dalle pressioni a tutela delle economie nazionali

L'Unione europea prepara una nuova stretta contro la Russia. La responsabile della politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, ha annunciato che Bruxelles presenterà in autunno nuovi e più ampi elenchi di sanzioni contro Mosca, con l'obiettivo di aumentare ulteriormente la pressione sul Cremlino e sulle sue capacità di finanziare la guerra in Ucraina.

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In un'intervista al quotidiano tedesco Die Welt, Kallas ha spiegato che nei prossimi mesi presenterà quelli che ha definito “gli elenchi di sanzioni più estesi dall'inizio della guerra”. Secondo l'Alto rappresentante, le nuove misure potrebbero aumentare di circa un terzo il numero complessivo di persone e imprese russe già sottoposte a sanzioni.

“La pressione deve continuare a crescere finché Mosca non metterà fine alla sua guerra”, ha dichiarato Kallas.

Oltre 3.000 persone ed entità già sanzionate

Dall'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina, nel febbraio 2022, l'Ue ha adottato 21 pacchetti di sanzioni contro la Russia. Le misure hanno colpito esponenti politici e militari, oligarchi, imprenditori e aziende considerate strategiche per l'economia e l'apparato bellico russo.

Finora sono state inserite nelle liste europee oltre 3.000 persone ed entità, mentre il valore dei beni privati congelati nell'Unione europea supera i 28 miliardi di euro.

Sulla base delle cifre indicate da Kallas, la prossima tornata potrebbe quindi coinvolgere circa 1.000 ulteriori persone ed entità. Ogni nuovo pacchetto, tuttavia, deve essere approvato all'unanimità dai 27 Stati membri, rendendo spesso complesso il percorso delle misure.

L'obiettivo di Bruxelles è limitare la capacità di Mosca di sostenere lo sforzo bellico, colpendo il complesso militare-industriale, la base produttiva e le attività commerciali ed esportatrici che garantiscono risorse all'economia russa.

Kallas: “La Russia ha già pagato un prezzo elevato”

Secondo Kallas, le sanzioni europee hanno già avuto un costo significativo per la Russia. L'Alto rappresentante ha stimato in oltre mille miliardi di euro il prezzo economico pagato da Mosca dall'introduzione delle misure.

Ma proprio l'ultimo pacchetto ha evidenziato le difficoltà di mantenere compatta la posizione dei 27.

Il 21º pacchetto di sanzioni era stato quasi bloccato dalla Grecia, che aveva chiesto un'esenzione dal divieto europeo sul trasporto di gas naturale liquefatto (GNL) russo. Atene aveva posto la deroga come condizione per dare il proprio via libera alle nuove misure.

La Grecia ha infine ottenuto l'esenzione, suscitando le critiche di diversi diplomatici europei e riaprendo il dibattito sul peso degli interessi economici nazionali nella politica sanzionatoria dell'Unione.

Bruxelles guarda anche a Washington

Kallas ha inoltre espresso ottimismo sulla possibilità che Ue e Stati Uniti possano avvicinare le rispettive politiche sulle sanzioni contro la Russia.

A Washington il Senato ha approvato con un voto bipartisan un disegno di legge per inasprire le misure contro Mosca, sostenuto dal defunto senatore Lindsey Graham.

Il tema è particolarmente sensibile a Bruxelles dopo la rielezione di Donald Trump. Nell'Unione europea sono aumentate le preoccupazioni per un possibile indebolimento del sostegno finanziario americano all'Ucraina e, parallelamente, per un allentamento della pressione economica sulla Russia.

La nuova offensiva sanzionatoria annunciata da Kallas punta dunque a mantenere alta la pressione su Mosca, ma dovrà fare i conti con la necessità di trovare un difficile equilibrio tra unità europea, interessi economici nazionali e sostegno a Kiev.

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