Teheran è impegnata in colloqui con l'Oman per creare un passaggio sicuro per il traffico commerciale nello Stretto, che convoglia circa un quarto del commercio mondiale di petrolio via mare
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di lanciare attacchi contro l'Oman se si metterà di traverso ai colloqui tra Washington e Teheran sullo Stretto di Hormuz.
"Se l'Oman si mette di traverso, lo bombarderemo senza pietà", ha dichiarato Trump in un'intervista a Fox News lunedì, proprio mentre scadeva il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran firmato a giugno.
Teheran è impegnata in colloqui con l'Oman per creare un corridoio sicuro per il traffico commerciale attraverso lo Stretto, un punto di transito strategico per petrolio e gas che collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e al Mare Arabico.
All'inizio del mese, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che i negoziati con l'Oman erano nella fase finale, ma ha sottolineato che qualsiasi intesa tra i due Paesi non avrebbe automaticamente comportato la riapertura dello Stretto di Hormuz, perché questa dipende da ulteriori condizioni, secondo i media di Stato iraniani.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato lunedì che i colloqui tra le due parti proseguono mentre si lavora a un accordo congiunto, ha riferito l'agenzia di stampa Fars.
Baghaei aggiunto che tra Iran e Oman è stato raggiunto un'intesa sulla mappa delle rotte di navigazione nello Stretto, che di norma convoglia circa un quarto del commercio mondiale di petrolio via mare.
"L'insicurezza nello Stretto di Hormuz è stata imposta a noi, alla regione e al mondo intero", ha detto Baghaei in conferenza stampa.
"Si tratta di una questione estremamente complessa e, per la prima volta, si sta definendo un meccanismo che da un lato tutela la sovranità e i diritti sovrani dei due Stati rivieraschi (Iran e Oman) e dall'altro garantisce il passaggio sicuro delle navi commerciali in questo tratto di mare".
Nonostante i colloqui, Trump ha ribadito più volte che gli Stati Uniti hanno il controllo dello Stretto, che è stato di fatto chiuso da Teheran dopo lo scoppio della guerra con l'Iran alla fine di febbraio.
"Gli Stati Uniti hanno il controllo totale dello Stretto di Hormuz. CREDO CHE LO MANTERREMO", ha scritto il presidente in un post su Truth Social la settimana scorsa.
Trump ha inoltre suscitato una dura reazione da Teheran dopo aver detto, apparentemente scherzando, venerdì, che presto avrebbe dichiarato lo Stretto "territorio degli Stati Uniti".
In un post su X, il vice ministro degli Esteri iraniano per gli affari giuridici e internazionali, Kazem Gharibabadi, ha risposto affermando che "lo Stretto di Hormuz è stato iraniano, è iraniano e resterà iraniano".
"Questo stretto sarà chiuso e riaperto solo su ordine dell'Iran e, finché non accetterete la realtà della sconfitta e non abbandonerete le vostre fantasie, l'Iran continuerà a mantenere il blocco", ha aggiunto.
Il memorandum d'intesa firmato da Stati Uniti e Iran a giugno imponeva a Teheran di riaprire il passaggio e di confermare che "non acquisirà né svilupperà armi nucleari", mentre Washington si impegnava a revocare il blocco navale contro l'Iran e a sospendere le sanzioni al Paese. L'accordo, ormai scaduto, concedeva alle due nazioni 60 giorni per definire un'intesa definitiva.