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Cosa dicono gli studi sul rapporto tra carne e longevità?

Li Chuanliang, ex funzionario cinese, fa la spesa di carne in un supermercato di Midland, in Texas, il 20 gennaio 2025. (Foto AP/Rebecca Blackwell)
Li Chuanliang, ex funzionario cinese, fa la spesa di carne in un supermercato di Midland, in Texas, il 20 gennaio 2025. (Foto AP/Rebecca Blackwell) Diritti d'autore  AP Photo
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Di يورونيوز
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I risultati dello studio hanno dimostrato che le persone che evitano di mangiare carne hanno meno probabilità di raggiungere i 100 anni rispetto a quelle che la consumano

La qualità della dieta e il mantenimento di un peso sano negli ultraottantenni possono influire sulla longevità più del consumo o meno di carne, secondo un recente studio cinese pubblicato nell’ambito del China Health and Longevity Survey.

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Lo studio ha seguito più di 5.000 persone di età superiore agli 80 anni a partire dal 1998, evidenziando che chi evitava completamente la carne aveva meno probabilità di raggiungere i 100 anni rispetto ai coetanei che ne facevano un consumo moderato. Tuttavia, i ricercatori avvertono che i risultati non devono essere interpretati come un avvertimento contro le diete vegetariane, senza considerare il contesto complessivo e altri fattori di accompagnamento.

Esigenze nutrizionali in età avanzata

Con l’avanzare dell’età, le esigenze nutrizionali cambiano drasticamente: diminuiscono il dispendio energetico, la massa muscolare e la densità ossea, e spesso cala l’appetito. Questi cambiamenti aumentano il rischio di malnutrizione e osteoporosi.

“La maggior parte degli studi che sottolineano i benefici delle diete vegetali riguarda persone più giovani”, spiegano i ricercatori. “In età avanzata, la priorità passa dalla prevenzione delle malattie croniche al mantenimento della massa muscolare, al peso corporeo e all’assunzione dei nutrienti essenziali a ogni pasto.”

Il ruolo del peso corporeo

Un dato chiave emerso dallo studio è che la minore probabilità di centenariato tra chi non mangia carne riguarda soprattutto le persone sottopeso. Chi mantiene un peso sano non mostra la stessa relazione, sottolineando quanto il peso corporeo sia un fattore critico per la sopravvivenza in età avanzata.

Questa evidenza si collega al cosiddetto "paradosso dell’obesità" negli anziani: un peso leggermente superiore alla media può risultare associato a migliori possibilità di sopravvivenza.

Gli anziani che seguono una dieta a base di pesce, latticini o uova, alimenti ricchi di proteine ad alta qualità, calcio, vitamina D e vitamina B12, non mostrano una riduzione della probabilità di raggiungere i 100 anni. Questo indica che la disponibilità di nutrienti chiave per muscoli e ossa è più importante del semplice consumo di carne o meno.

Cosa significa per chi segue diete vegetariane

Il messaggio principale non è che la carne sia indispensabile, ma che la dieta in età avanzata deve essere adattata alle nuove esigenze del corpo. Il vegetarianismo resta un’opzione salutare, ma richiede una pianificazione attenta e, se necessario, integrazione nutrizionale, per garantire l’apporto sufficiente di proteine, vitamine e minerali fondamentali.

“Il fabbisogno nutrizionale a 90 anni è molto diverso rispetto a quello di una persona di 50 anni”, conclude lo studio. “Le linee guida dietetiche dovrebbero riflettere queste differenze lungo tutto l’arco della vita: ciò che funziona in una fase potrebbe dover essere modificato in un’altra, ed è del tutto normale.”

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