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Foreste europee a rischio: allarme scienziati su 216mila ettari anche se il riscaldamento si ferma

I vigili del fuoco cercano di spegnere un incendio boschivo nel villaggio di Chaveira, vicino a Macao, nel Portogallo centrale, lunedì 22 luglio 2019.
I vigili del fuoco cercano di spegnere un incendio boschivo nel villaggio di Chaveira, vicino a Macao, nel Portogallo centrale, lunedì 22 luglio 2019. Diritti d'autore  Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.
Diritti d'autore Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.
Di Liam Gilliver
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Secondo un nuovo studio, entro il 2100 oltre 200.000 ettari di foreste europee potrebbero subire gravi alterazioni ogni anno.

I danni alle foreste in Europa potrebbero aumentare del 20 per cento entro il 2100 rispetto alle ultime decadi, anche se il mondo rispetterà misure climatiche ambiziose.

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Un nuovo studio internazionale pubblicato sulla rivista Science, al quale ha contribuito anche il Potsdam Institute for Climate Impact Research, avverte che incendi boschivi, tempeste e infestazioni di coleotteri della corteccia come il bostrico, tutti fenomeni alimentati dal cambiamento climatico, stanno mettendo a rischio fonti cruciali di assorbimento del carbonio.

Anche in uno scenario in cui il riscaldamento globale sia limitato a circa 2 °C, i ricercatori stimano che la superficie forestale colpita ogni anno possa crescere da 180.000 a circa 216.000 ettari entro fine secolo, rispetto ai «livelli di disturbo già senza precedenti» registrati tra il 1986 e il 2020.

Tuttavia, in uno scenario in cui l'uso dei combustibili fossili continua ad aumentare, con un ulteriore incremento delle temperature, entro la fine del secolo potrebbero essere colpiti ogni anno quasi 370.000 ettari di foreste.

Le foreste europee a rischio

Lo studio avverte che le foreste dell'Europa meridionale e occidentale saranno particolarmente colpite e subiranno i cambiamenti più marcati nei fenomeni di disturbo.

Per quanto l'Europa settentrionale dovrebbe essere nel complesso meno esposta, i ricercatori sottolineano che è comunque probabile l'emergere di futuri hotspot di danni alle foreste.

Lo scorso anno nell'UE sono stati dichiarati oltre 1.800 incendi boschivi, che hanno emesso circa 38 milioni di tonnellate di CO2. Secondo gli scienziati, molti di questi incendi si sono verificati in aree in cui le anomalie climatiche hanno portato condizioni molto più secche e calde della media.

L'estate 2025 è stata particolarmente drammatica per il Portogallo e la Spagna, che hanno registrato incendi record responsabili di oltre due terzi della devastazione totale nell'UE.

Secondo il World Weather Attribution (WWA), questi incendi mortali sono stati resi circa 40 volte più probabili dal cambiamento climatico.

Perché le foreste sono cruciali contro il cambiamento climatico?

L'Europa è tra le regioni più boscate al mondo: circa il 40 per cento del suo territorio è coperto da foreste.

Queste aree ospitano la maggior parte delle specie terrestri di animali, piante e funghi autoctone del continente e costituiscono anche un pozzo di carbonio fondamentale, che assorbe CO2 dall'aria e contribuisce a contrastare il cambiamento climatico.

Le foreste svolgono inoltre un ruolo chiave nel garantire acqua pulita, nel ridurre il rischio di inondazioni e nel rafforzare la sicurezza alimentare.

Tuttavia, Christopher Reyer, scienziato del PIK e coautore dello studio, afferma che è probabile che in futuro le foreste europee assorbano meno carbonio.

«Se le foreste assorbono meno carbonio, o addirittura ne rilasciano più di quanto ne catturano, aumenta la pressione su altri settori, come trasporti e agricoltura, perché riducano le loro emissioni più rapidamente», aggiunge.

«Allo stesso tempo, la gestione forestale deve puntare molto di più sulla costruzione di foreste resilienti.»

L'UE sta piantando abbastanza alberi?

Nel 2010 l'UE ha lanciato l'iniziativa three billion trees (tre miliardi di alberi), un traguardo che potrebbe rimuovere dall'aria ben 15 milioni di tonnellate di CO2 all'anno entro il 2050.

Tuttavia, secondo uno strumento online creato dalla Commissione, finora nell'UE sono stati piantati meno di 38 milioni di alberi.

Ciò significa che, a sei anni dal lancio, l'Unione ha raggiunto solo circa l'1,26 per cento del suo obiettivo. A meno di un forte aumento del ritmo di piantumazione, raggiungere tre miliardi di nuovi alberi entro il 2030 appare improbabile.

Un funzionario della Commissione ha dichiarato a Euronews Green che l'iniziativa è un «impegno volontario» che mira a mobilitare organizzazioni e singoli attivi nella piantumazione di alberi affinché segnalino il proprio lavoro, e non un obbligo giuridico.

La Commissione prevede di lanciare il prossimo anno un premio per riconoscere i «progetti innovativi e di grande impatto di piantumazione di alberi», nella speranza di accelerare i progressi verso l'obiettivo.

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