Dopo gli incendi boschivi, chi rientra a casa potrebbe esporsi, senza saperlo, a sostanze chimiche nocive.
I pericoli degli incendi boschivi non finiscono quando le fiamme si spengono e la minaccia a lungo termine potrebbe mettere a rischio migliaia di persone.
Lo scorso anno incendi mortali hanno devastato l’Europa, bruciando oltre un milione di ettari di terreno. È quattro volte la superficie del 2024 e pari a un’area più grande dell’intera Corsica.
Sono stati registrati oltre 1.800 incendi boschivi, con emissioni superiori a 38 milioni di tonnellate di CO₂. Gli incendi mortali in Portogallo e in Spagna hanno causato oltre due terzi della devastazione nell’UE, e gli esperti di attribuzione affermano che il cambiamento climatico li ha resi 40 volte più probabili.
Ora i ricercatori avvertono che, anche dopo lo spegnimento dei roghi, i residenti che tornano nelle loro case possono essere ancora a rischio di esposizione a cancerogeni noti.
Incendi boschivi: i rischi dopo le fiamme
Un nuovo studio, pubblicato su Environmental Science & Technology Letters, ha analizzato l’impatto degli incendi nella contea di Los Angeles del 2025, che hanno distrutto oltre 18.000 abitazioni, causato almeno 31 morti ed evacuato circa 200.000 persone.
Il secondo giorno del rogo i ricercatori hanno iniziato a raccogliere campioni d’aria, all’interno e all’esterno. Hanno proseguito nel periodo post-incendio, concludendo il lavoro sul campo il 18 febbraio, 18 giorni dopo lo spegnimento.
Dopo l’analisi dei campioni, gli scienziati hanno rilevato che i livelli di composti organici volatili (COV) erano significativamente più alti nel periodo successivo all’incendio rispetto a quando il fuoco era in corso. Erano particolarmente evidenti nelle abitazioni non abitateall’interno delle aree bruciate, suggerendo emissioni interne persistenti da materiali colpiti dal fumo.
Quanto sono nocivi i COV?
L’esposizione a COV come benzene, toluene, etilbenzene e xileni (BTEX) è stata collegata a una serie di problemi di salute, dalle irritazioni a breve termine al cancro e ai danni agli organi. Tuttavia, ciò dipende da concentrazione e durata dell’esposizione, oltre che dalla sensibilità individuale.
Secondo l’American Lung Association, le concentrazioni di COV in ambienti chiusi possono essere fino a dieci volte superiori rispetto all’esterno. Si trovano in prodotti domestici comuni, come spray per la pulizia, vernici e solventi.
"Alcuni sono cancerogeni e sicuramente dannosi per la salute umana", afferma Yifang Zhu, docente del dipartimento di scienze della salute ambientale e coautrice dello studio.
"Ciò che rende questi incendi urbani particolarmente preoccupanti è la potenziale tossicità del fumo prodotto, perché i COV sono presenti ovunque nelle aree residenziali, con fonti comuni che includono i materiali da costruzione e i prodotti per la casa, come quelli per cucinare e pulire."
Lo studio suggerisce che aprire regolarmente le finestre e utilizzare gli impianti di riscaldamento, ventilazione e aria condizionata con filtri almeno MERV 13 può aiutare a ridurre l’esposizione ai COV. Anche l’uso di purificatori con filtri a carbone può essere utile.