Stati Uniti, il clima potrebbe essere un fattore decisivo alle elezioni

Il presidente Joe Biden e il candidato repubblicano Donald Trump
Il presidente Joe Biden e il candidato repubblicano Donald Trump Diritti d'autore AP Photo/Andrew Harnik/Manuel Balce Ceneta
Diritti d'autore AP Photo/Andrew Harnik/Manuel Balce Ceneta
Di Matt Burgess, University of Colorado Boulder
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Il tema dei cambiamenti climatici interessa un numero sempre maggiore di persone negli Stati Uniti, e potrebbe risultare decisivo alle elezioni presidenziali di quest'anno

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Se si chiede agli elettori statunitensiquali siano i loro problemi principali, la maggior parte di essi indicherà questioni di ordinaria amministrazione come l'economia, l'inflazione, la criminalità, l'assistenza sanitaria o l'istruzione. Meno del 5 per cento degli intervistati nei sondaggi Gallup del 2023 e del 2024 ha dichiarato che i cambiamenti climatici rappresentano il principale problema degli Stati Uniti. 

Eppure, una ricerca che ho condotto con alcuni miei colleghi suggerisce che la preoccupazione per il riscaldamento globale ha avuto un impatto significativo sulle scelte degli elettori nelle ultime due elezioni presidenziali. Anzi, le opinioni sul tema potrebbero aver addirittura deciso l'esito delle elezioni del 2020 a favore del presidente Joe Biden.

Questa è la conclusione che discende dall'analisi dei dati raccolti attraverso i sondaggi che abbiamo pubblicato il 17 gennaio 2024, attraverso il Center for Social and Environmental Futures dell'università del Colorado. Come si spiegano questi risultati e quale effetto potrebbe avere il cambiamento climatico sulle elezioni del 2024?

The Conversation

Misurare l'effetto dei cambiamenti climatici sulle elezioni

Abbiamo utilizzato le informazioni raccolte nel 2016 e nel 2020 dell'organizzazione apartitica Voter Study Group per analizzare le relazioni tra le scelte elettorali di migliaia di cittadini nelle ultime due tornate, i loro dati demografici e le loro opinioni su 22 diverse questioni, tra le quali, appunto, i cambiamenti climatici.

Il sondaggio ha chiesto in particolare agli elettori di valutare l'importanza del tema, proponendo quattro opzioni: "non importante", "non molto importante", "abbastanza importante" o "molto importante". Nel 2020, il 67 per cento degli elettori ha valutato i cambiamenti climatici come "in qualche modo importanti" o "molto importanti", rispetto al 62 per cento del 2016. Di questi elettori che considerano il riscaldamento globale importante, il 77 per cento ha sostenuto Biden nel 2020, rispetto al 69 per cento che ha sostenuto Hillary Clinton nel 2016.

Ciò suggerisce che l'opinione sulla questione climatica ha fornito ai Democratici un crescente apporto elettorale. Utilizzando due diversi modelli statistici, abbiamo stimato che l'opinione sul tema possa aver spostato nel 2020 un 3 per cento o più di voti verso Biden. Utilizzando un modello per simulare le elezioni, abbiamo stimato che tale spostamento del 3 per cento possa essere stato sufficiente a cambiare l'esito delle elezioni a suo favore.

Questi risultati fanno eco a quelli di un sondaggio del novembre 2023, nel quale viene evidenziato come gli elettori si fidino maggiormente dell'approccio dei Democratici ai cambiamenti climatici, rispetto a quello dei Repubblicani.

Cosa spiegare l'incidenza della questione climatica sul voto

Ma se la maggior parte degli elettori - anche tra i democratici - non considera quello del clima come il problema principale, come può esso aver inciso così tanto sulle elezioni presidenziali del 2020? La nostra analisi non è stata in grado di rispondere direttamente a questa domanda, ma possiamo avanzare tre ipotesi.

In primo luogo, le recenti elezioni presidenziali sono state estremamente serrate. Nel 2020, Biden ha vinto in Georgia per circa diecimila voti - lo 0,2 per  di quelli espressi - e nel Wisconsin per circa ventimila voti, lo 0,6 per cento.

In secondo luogo, i candidati che negano che i cambiamenti climatici siano reale o rappresentino un problema potrebbero allontanare alcuni elettori moderati. E questo anche nei casi in cui il tema non sia considerato tra i più urgenti da affrontare per tale fetta di elettorato. Le prove scientifiche che dimostrano l'esistenza del riscaldamento globale sono così schiaccianti che se un candidato negasse tali evidenze, alcuni elettori moderati potrebbero farne discendere dubbi più generali sull'affidabilità di quello stesso candidato.

In terzo luogo, alcuni elettori potrebbero iniziare a percepire le connessioni tra i cambiamenti climatici e la loro quotidianità. Ad esempio, è ampiamente dimostrato che il riscaldamento globale influisce sulla salute, sulla sicurezza nazionale, sull'economia e sulle migrazioni negli Stati Uniti e nel mondo.

La posizione dei candidati alla Casa Bianca sul clima

Biden e l'ex presidente Donald Trump hanno posizioni molto diverse sui cambiamenti climatici e in generale sull'approccio all'ambiente.Trump ha già definito il riscaldamento globale una "bufala". Nel 2017, aveva ritirato gli Stati Uniti dall'Accordo di Parigi, che impegna i Paesi a limitare la crescita della temperatura media globale. Biden ha poi modificato la decisione nel 2021, aderendo di nuovo all'Accordo.ß

Durante il suo mandato, Trump ha cancellato 125 norme e decisioni ambientali volte a proteggere l'aria, l'acqua, la terra e la fauna selvatica del Paese, sostenendo che esse danneggiavano le imprese. Biden ne ha ripristinate molte. E ne ha aggiunte altre, tra cui l'obbligo per le imprese di rendere note le emissioni di gas serra legate alle loro attività.

Una raffineria di Shell nel Mississippi
Una raffineria di Shell nel MississippiGerald Herbert/AP

Biden ha anche firmato tre importanti normative che prevedono ciascuna decine di miliardi di dollari di spesa annuale per affrontare i cambiamenti climatici. Due di queste leggi erano bipartisan. Di contro, durante il mandato di Biden gli Stati Uniti sono diventati il più grande produttore mondiale di petrolio e gas e il più grande esportatore di gas naturale.

Nell'attuale campagna elettorale, Trump ha promesso di eliminare i sussidi per le energie rinnovabili e i veicoli elettrici, di aumentare la produzione nazionale di combustibili fossili e di indebolire le normative ambientali. In pratica, alcuni di questi sforzi potrebbero incontrare l'opposizione anche dei repubblicani al Congresso, oltreché dei Democratici.

L'opinione pubblica ha opinioni diverse in merito alle politiche climatiche promosse da Biden. Tuttavia, fare qualcosa sul tema rimane molto più popolare che non fare nulla. Ad esempio, un sondaggio di Yale del novembre 2023 ha rilevato che il 57 per cento degli elettori preferirebbe un candidato che sostiene l'azione sul riscaldamento globale rispetto ad uno che vi si oppone.

Cosa può accadere nel 2024

Come detto, dunque, il nostro studio ha rilevato che tra le elezioni presidenziali del 2016 e del 2020, il tema dei cambiamenti climatici è diventato sempre più importante per gli elettori e l'importanza che gli elettori vi attribuiscono è diventata sempre più predittiva del voto a favore dei Democratici.

Se queste tendenze dovessero continuare, i cambiamenti climatici potrebbe perciò fornire ai Democratici un vantaggio elettorale ancora maggiore nel 2024. Naturalmente, ciò non significa necessariamente che i Dem vinceranno le elezioni. Ad esempio, il nostro studio ha stimato che la questione ha concesso vantaggio ai Democratici anche nel 2016, ma Trump aveva comunque vinto le elezioni.

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L'immigrazione è attualmente il tema principale per una pluralità di elettori e i recenti sondaggi nazionali indicano che Trump è attualmente in testa nella corsa alle presidenziali del 2024 rispetto a Biden. Sebbene la maggioranza degli elettori preferisca attualmente le posizioni dei Democratici sul clima, non è inoltre detto che questo sia ancora vero.

Ad esempio, i Dem rischiano di perdere elettori quando le loro politiche impongono costi economici o quando vengono percepite come anti-capitaliste, razziali o eccessivamente pessimiste. Alcune politiche climatiche sostenute dai repubblicani, come il tentativo di accelerare i progetti di energia rinnovabile, sono invece popolari.

Tuttavia, se le elezioni si tenessero oggi, complessivamente i dati suggeriscono che la maggior parte degli elettori preferirebbe un candidato attento al clima e che la maggior parte degli elettori attenti al clima attualmente preferisce un democratico.

Questo articolo è ripubblicato da The Conversation con licenza Creative Commons. Leggi l'articolo originale qui.

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