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El Niño atlantico, la causa di uragani più potenti. A rivelarlo un recente studio

Case danneggiate dall'uragano Ian, 29 settembre 2022, Florida
Case danneggiate dall'uragano Ian, 29 settembre 2022, Florida Diritti d'autore AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Charlotte Elton
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Una vasta distesa d’acqua che si estende dalla costa occidentale dell’Africa equatoriale è soggetta a periodiche fluttuazioni della temperatura note come Niño Atlantico. o “il fratellino di El Niño”

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Gli uragani già potenti potrebbero peggiorare a causa del "fratello minore" di El Niño. L'allarme arriva da una nuova ricerca. 

El Niño atlantico è un sistema meteorologico che si manifesta con un aumento delle temperature oceaniche e dai forti venti. 

Il fenomeno ancora poco studiato, viene definito come il fratellino di quello pacifico, la sua ampiezza è circa la metà del maggiore, e appare nelle nostre estati. I due fratelli sono correlati, anche se gli studi sulla loro connessione sono ancora agli inizi. 

Entrambi vengono fortemente influenzati e modificati dal riscaldamento globale. El Niño del Pacifico condiziona anche quello dell'Atlantico, riscaldando anche le sue acque e perturbando per esempio la Corrente del Golfo. 

Nuove analisi hanno fatto luce sul legame del fenomeno meteorologico con i cicloni tropicali "più intensi e distruttivi", almeno secondo quanto riporta uno studio pubblicato su Nature quest'estate.

Cos'è il Niño Atlantico?

Il Niño atlantico comporta fluttuazioni di temperatura su un vasto tratto di mare nell'Atlantico.

E' caratterizzato da temperature superficiali del mare più calde della media nel bacino equatoriale orientale e da venti più deboli della media in tutto l'Atlantico orientale e centrale.

"Come un tipico fratello minore, il Niño atlantico tende a seguire il fratello maggiore, diventando spesso attivo nell'estate successiva a un inverno di El Niño", ha scritto l'oceanografo Sang-Ki Lee per l'Atlantic Oceanographic and Meteorological Laboratory.

Il fenomeno ha impatti locali complessi, come la riduzione delle precipitazioni nella regione del Sahel e l'aumento della frequenza delle inondazioni in Sud America.

Una nuova ricerca suggerisce che potrebbe anche contribuire alla formazione degli uragani.

Le potenti tempeste si formano spesso nelle perturbazioni atmosferiche sopra l'Africa occidentale, vicino a Capo Verde. Queste tempeste percorrono migliaia di chilometri prima di approdare nelle Americhe. Le tempeste che insorgono a Capo Verde rappresentano l'80-85% di tutti i grandi uragani che colpiscono gli Stati Uniti e i Caraibi.

Più a lungo gli uragani viaggiano su mari caldi, più tempo hanno per assorbire l'energia da queste acque. El Niño atlantico fa aumentare le temperature del mare, peggiorando così la gravità di queste tempeste.

"Tali condizioni aumentano la probabilità che si sviluppino potenti uragani nei tropici profondi vicino alle isole di Capo Verde, aumentando il rischio che grandi uragani colpiscano le isole caraibiche e gli Stati Uniti", scrivono gli autori dello studio.

Cos'è El Niño e come è collegato agli uragani?

È probabile che El Niñoatlantico si sviluppi l'anno prossimo, dato che attualmente ci troviamo in un anno El Niño, il primo dal 2018-19.

Il mondo oscilla tra gli anni"El Niño" e "La Nina", un modello climatico che orienta il tempo in tutto il mondo.

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Con El Niño le acque dell'Oceano Pacifico diventano molto più calde del solito. È causato dai venti del Pacifico che spingono l'acqua calda verso est mentre la corrente a getto del Pacifico si sposta verso sud.

AP Photo
This NOAA satellite image taken Friday, Sept. 9, 2011 at 01:45 AM EDT shows Hurricane Katia now about 360 miles northwest of Bermuda.AP Photo

El Niño fa aumentare le temperature mondiali di circa 0,2 gradi Celsius, con complesse implicazioni locali per il clima.

In Europa, El Niño comporta solitamente inverni più secchi e freddi al nord e più umidi al sud. Negli Stati Uniti, genera un clima più secco e caldo negli Stati settentrionali e intense precipitazioni e inondazioni sulla costa del Golfo e nel sud-est degli Stati Uniti.

I monsoni in India e le piogge in Sudafrica potrebbero ridursi, ma l'Africa orientale potrebbe ricevere più piogge e inondazioni.

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El Niño può rendere gli uragani più potenti, perché le tempeste assorbono l'energia dei mari più caldi della media.

Ma il modello climatico determina anche un fenomeno noto come "elevato wind shear verticale" (la quantità di venti che cambiano velocità e direzione all'aumentare dell'altezza), che distrugge gli uragani.

A marzo, gli scienziati della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) avevano previsto una stagione inferiore alla media. Ma le alte temperature degli oceani hanno fatto sì che la stagione degli uragani, che dura tra giugno e novembre, sia stata letale quest'anno. Il NOAA ha previsto un 60% di stagione degli uragani è "sopra la norma".

"Il NOAA esorta tutti coloro che si trovano in aree vulnerabili a dotarsi di un piano ben congegnato contro gli uragani", ha dichiarato l'Agenzia Oceanografica statunitense.

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