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La temperatura media degli oceani non è mai stata così elevata

 Il 25 luglio, secondo i ricercatori spagnoli, il Mediterraneo ha raggiunto la temperatura più alta mai registrata
Il 25 luglio, secondo i ricercatori spagnoli, il Mediterraneo ha raggiunto la temperatura più alta mai registrata Diritti d'autore JOSE JORDAN / AFP
Diritti d'autore JOSE JORDAN / AFP
Di Rosie Frost
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Superato il massimo storico della temperatura media degli oceani di tutto il mondo. E secondo gli esperti i valori sono destinati a crescere ulteriormente

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Secondo il Copernicus Climate Change Service (C3S), questa settimana la temperatura media della superficie degli oceani di tutto il mondo ha raggiunto il livello più alto di sempre, toccando i 20,96°C. È stato così battuto il precedente record di 20,95°C, stabilito nel 2016. E gli scienziati affermano che è probabile che i valori continueranno ad aumentare, anche perché la temperatura media raggiunge i suoi picchi solitamente nel mese di marzo.

Il dato rappresenta la conseguenza di ondate di caldo e record delle temperature superficiali di numerosi mari in tutto il globo terrestre. La scorsa settimana il mar Mediterraneo ha toccato il suo record massimo, pari a 28,71°C. Allo stesso modo, le acque intorno alle Florida Keys hanno raggiunto una temperatura simile a quella di una vasca da bagno, con punte di poco superiori ai 38°C (facendo registrare probabilmente un record mondiale).

La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha inoltre riferito venerdì scorso che anche nell'Atlantico settentrionale potrebbe essere raggiunto un record. Anche in termini stagionali, poiché i picchi sono sempre più precoci, rispetto ai massimi precedenti, che normalmente venivano registrati a settembre.

L'IPCC, il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, afferma che le ondate di caldo sono raddoppiate in termini di frequenza tra il 1982 e il 2016. Dagli anni Ottanta, inoltre, sono diventate anche più lunghe e più intense. Gli esperti avvertono che questo potrebbe avere conseguenze devastanti per la salute del Pianeta.

Quanto sono caldi i nostri oceani?

Di solito l'Atlantico settentrionale inizia a riscaldarsi a marzo, dopo l'inverno, e raggiunge il suo picco a settembre. Ma dall'aprile di quest'anno i record sono stati continuamente superati. Il NOAA afferma che la zona continuerà a scaldarsi "per tutto il mese di agosto". È molto probabile che il record venga perciò nuovamente battuto.

Secondo il C3S, la temperatura media globale della superficie del mare è stata "ben al di sopra" dei valori precedentemente registrati in questo periodo dell'anno. Il servizio europeo sottolinea come le elevate temperature della superficie del mare abbiano contribuito al luglio eccezionalmente caldo registrato in tutto il mondo.

AP Photo/Rebecca Blackwell, File
Bagnanti a Crandon Park, in Florida, il 28 giugno 2023AP Photo/Rebecca Blackwell, File

È probabile che le alte temperature siano state determinate in parte dal fenomenometeorologico battezzato El Niño. Esso si verifica quando l'acqua calda sale in superficie nel Pacifico meridionale, influenzando gli equilibri climatici mondiali. Finora l'attuale El Niño è ancora debole, il che significa che è probabile che le temperature degli oceani siano destinate a salire ulteriormente, via via che il fenomeno si intensificherà. 

Ma a pesare sono anche i cambiamenti climatici: "Più bruciamo combustibili fossili, più il calore in eccesso sarà assorbito dagli oceani, il che significa che ci vorrà più tempo per stabilizzarli e riportarli al punto di partenza", ha dichiarato alla BBC Samantha Burgess, ricercatrice del C3S.

Quali effetti avrà il riscaldamento degli oceani?

Gli oceani svolgono un ruolo importante nella regolazione del clima terrestre. Assorbono il calore in eccesso, influiscono sui fenomeni meteorologici e assorbono la CO2 emessa a causa delle attività antropiche o naturali.

Ma sono sempre meno in grado di svolgere tali compiti, inasprendo le condizioni che alimentano la crisi climatica. Un circolo vizioso che fa sì che la quantità di biossido di carbonio che rimane nell'atmosfera, esacerbando il riscaldamento globale, non fa altro che aumentare. 

La fusione dei ghiacci polari e dei ghiacciai alpini, inoltre, provoca un aumento del livello dei mari, con conseguenti inondazioni di porzioni crescenti di zone costiere. Senza dimenticare che le temperature elevate degli oceani possono anche aumentare la probabilità di uragani, cicloni, tempeste e fenomeni meteorologici estremi.

Gli oceani più caldi hanno infine un effetto sulla vita marina: le balene e alcune specie di pesci si spostano in acque più fredde, alterando così la catena alimentare. Le temperature record mettono poi a rischio le barriere coralline in tutto il mondo. Quelle al largo della Florida, ad esempio, rischiano di sperimentare un grave sbiancamento, proprio per via del calore eccessivo delle acque.

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