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Ue, migliora la nostra aria ma ancora troppi morti premature

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Ue, migliora la nostra aria ma ancora troppi morti premature
Diritti d'autore  RAFA RIVAS/AFP
Di Gregoire Lory
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Migliora la qualità dell’aria in Europa. E non solo grazie ai blocchi dovuti alla pandemia. È quanto emerge dall’ultimo rapporto annuale dell'Agenzia europea dell'ambiente che fa riferimento a dati del 2018. Lo studio sottolinea che, ad eccezione dell'ozono, tutte le emissioni e le concentrazioni di inquinanti sono in diminuzione da circa dieci anni. La tendenza al ribasso non vale però per tutti i settori. Agricoltura e riscaldamento residenziale rappresentano ancora dei veicoli di inquinamento atmosferico importanti.

Quanto all’atteso impatto positivo dei blocchi dovuti al Coronovirus, si hanno solo dei dati preliminari raccolti lo scorso aprile. Secondo quanto illustrato da Alberto González Ortiz, esperto di qualità dell'aria dell'Agenzia europea dell'ambiente: "In Paesi dove il confinamento è stato molto rigido - spiega - come in Italia e in Spagna, la concentrazione di diossido di azoto nei punti di maggiore concentrazione del traffico è scesa del 70%. E, nei primi mesi dell 2020 anche il particolato è calato molto, fino al 35% nei punti di traffico intenso". In generale la diminuzione delle polveri sottili in generale in tutto il territorio dell’Unione europea è stata del 22%. Si è registrato poi anche un calo del biossido di azoto che è il maggiore componente del traffico stradale, anche questo è andato giù in modo considerevole, segnando un meno 24%.

Di inquinamento atmosferico però si muore ancora e molto, al 2018 si attribuiscono 379.000 morti premature in Europa. Un numero ancora troppo altro per l’Angenzia europea dell’Ambiente anche se inferiore rispetto agli anni passati.