Un nuovo studio genetico riapre il dibattito sulle origini di Cristoforo Colombo: non genovese ma nobile galiziano? Ecco cosa emerge dalle analisi
A oltre cinque secoli dal viaggio che cambiò la storia, l’identità di Cristoforo Colombo continua a far discutere. La versione tradizionale lo vuole nato a Genova, di umili origini, capace di convincere i sovrani spagnoli a finanziare la spedizione verso il Nuovo Mondo.
Tuttavia, questa ricostruzione è stata più volte messa in dubbio da storici e linguisti, e oggi anche dalla genetica. Un nuovo studio riaccende il dibattito proponendo una teoria alternativa sorprendente.
La scoperta genetica che cambia tutto
Il punto di svolta arriva da una ricerca condotta dall’Università Complutense di Madrid insieme al laboratorio Citogen, pubblicata come preprint sulla piattaforma bioRxiv.
Analizzando il Dna di resti appartenenti ai discendenti di Colombo, conservati in una cripta a Gelves, nei pressi di Siviglia, i ricercatori hanno individuato una connessione genetica inaspettata tra individui che, secondo i documenti storici, non avrebbero dovuto essere imparentati.
Attraverso modelli genealogici avanzati e tecniche di sequenziamento genetico di ultima generazione, gli studiosi hanno identificato un possibile antenato comune: Pedro Álvarez de Sotomayor.
Chi era Pedro Madruga e perché è centrale nella teoria
Conosciuto anche come Pedro Madruga, Sotomayor era un potente nobile galiziano del XV secolo, protagonista delle guerre civili castigliane e figura influente nella penisola iberica.
La sua storia presenta un dettaglio affascinante: scompare improvvisamente dai documenti storici intorno al 1486, proprio nello stesso periodo in cui Colombo appare alla corte dei re cattolici.
Questa coincidenza temporale, unita ad altri indizi linguistici e araldici, ha alimentato per decenni l’ipotesi che Colombo potesse essere lui stesso, o un suo discendente diretto.
Oltre alla genetica, anche altri elementi sembrano puntare verso la Galizia. I testi scritti da Colombo contengono strutture linguistiche riconducibili al galiziano-portoghese, difficili da attribuire a un madrelingua italiano.
Inoltre, lo stemma concesso dai re cattolici presenta simboli simili a quelli della famiglia Sotomayor, mentre il trattamento ricevuto a corte farebbe pensare a una figura già conosciuta, piuttosto che a uno straniero sconosciuto.
Una prova importante ma non definitiva
Nonostante i risultati siano promettenti, gli stessi ricercatori invitano alla prudenza. Lo studio non è ancora stato sottoposto a revisione scientifica e si basa su prove indirette, ottenute analizzando i discendenti e non il Dna di Colombo stesso.
Parallelamente, altri gruppi di ricerca, come quello dell’Università di Granada, continuano a sostenere teorie diverse, tra cui un’origine mediterranea sefardita.
Nel frattempo, l’ipotesi genovese resta quella più accettata, supportata anche dal testamento dello stesso Colombo, in cui dichiarava di essere nato a Genova.
La questione delle origini di Colombo rimane quindi irrisolta. Le nuove tecnologie, come l’analisi del Dna, stanno offrendo strumenti sempre più sofisticati per indagare il passato, ma non bastano ancora a fornire una risposta definitiva.