Due casi sospetti di Ebola nel Comasco dopo il rientro dall’Uganda. Attivati i protocolli sanitari in Lombardia: accertamenti in corso al Sacco di Milano, Bertolaso invita alla prudenza
Scatta l’allerta sanitaria in Lombardia per due casi sospetti di Ebola registrati nel Comasco. Si tratta di una donna residente a Lurate Caccivio e di un uomo residente a Bulgarograsso, rientrati nelle ultime 24 ore dall’Uganda insieme ad altri membri delle rispettive famiglie dopo un soggiorno di circa tre mesi come cooperanti umanitari.
Entrambi hanno manifestato sintomi compatibili con il virus Ebola, tra cui febbre alta, nausea, vomito e disturbi intestinali.
Per questo motivo sono stati immediatamente trasferiti all’ospedale Sacco di Milano, struttura specializzata nella gestione delle malattie infettive ad alto rischio biologico, dove sono in corso tutti gli accertamenti previsti dai protocolli nazionali e internazionali.
Bertolaso: “Nessuna certezza che si tratti di Ebola”
L’assessore al Welfare della regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha confermato l’attivazione delle procedure di emergenza, precisando però che al momento non esiste alcuna conferma ufficiale della presenza del virus.
“Non c’è ancora nessuna certezza che si tratti di Ebola”, ha dichiarato Bertolaso durante una conferenza stampa, spiegando che i risultati degli esami diagnostici sono attesi nel pomeriggio e che “si confida siano negativi”.
"Non sono qui a minimizzare - ha sottolineato l'assessore, ricordando la propria esperienza in Sierra Leone durante l'epidemia di ebola - In questo momento noi riteniamo che si tratti di malaria o di qualcosa di simile. Quando avremo la certezza dagli esami di laboratorio vi forniremo ulteriori elementi".
Secondo quanto riferito dall’assessore, i due pazienti provengono da una zona dell’Uganda vicina ai confini con Congo e Rwanda, aree attualmente monitorate per l’aumento dei casi di Ebola. Tuttavia, l’ipotesi ritenuta più probabile dai medici sarebbe quella di una forma di malaria, forse anche cerebrale nel caso della donna di 30 anni, che potrebbe necessitare del ricovero in terapia intensiva.
La situazione clinica dei due pazienti sotto osservazione
La donna, madre di famiglia, avrebbe sviluppato sintomi più gravi, tra cui febbre molto alta e lievi problematiche neurologiche. Anche sua figlia, durante la permanenza in Uganda, avrebbe contratto la malaria.
Più lieve invece il quadro clinico del 31enne residente a Bulgarograsso, che presenta febbre intorno ai 38 gradi e problemi gastrointestinali. Nonostante ciò, le autorità sanitarie hanno deciso di attivare immediatamente il protocollo di sorveglianza previsto per i casi sospetti di Ebola, considerando la provenienza geografica dei pazienti.
Nel frattempo, gli altri cinque membri delle due famiglie coinvolte sono sottoposti a monitoraggio sanitario e sorveglianza da parte delle autorità competenti.
Il ministero della Salute rassicura: “Rischio Ebola molto basso in Italia”
Attraverso una nota ufficiale, il ministero della Salute ha sottolineato che il rischio Ebola in Italia “resta molto basso”. Il dicastero ha inoltre confermato che il sistema nazionale di preparazione e risposta alle emergenze infettive è pienamente operativo.
Il ministero sta monitorando costantemente l’evoluzione della situazione in stretto coordinamento con Regione Lombardia, Istituto Superiore di Sanità, ospedale Sacco di Milano, Spallanzani di Roma e le altre strutture sanitarie coinvolte nella gestione delle emergenze epidemiche.
Nella giornata di ieri si è inoltre svolta una riunione dell’Health Security Committee della Commissione europea dedicata proprio all’emergenza Ebola, con il coinvolgimento dei ministeri italiani competenti e delle principali autorità sanitarie nazionali.
Polemica sulla diffusione delle informazioni
Bertolaso ha anche criticato la diffusione prematura di immagini e dichiarazioni relative al caso, sottolineando come le procedure attivate fossero semplici misure precauzionali previste dai protocolli sanitari internazionali.
Secondo l’assessore, alcune comunicazioni pubbliche avrebbero potuto creare allarmismo nella popolazione prima ancora di avere conferme cliniche ufficiali. Anche la sindaca di Lurate Caccivio, Serena Arrighi, aveva comunicato in mattinata l’attivazione del protocollo sanitario attraverso una nota rivolta ai cittadini.