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Attivisti della Flotilla rientrati a Bilbao: scontri e arresti, Israele convoca la Chargé d’Affaires

Agenti dell'Ertzaintza caricano contro attivisti all'aeroporto di Bilbao, in Spagna, il 23 aprile 2026.
Agenti dell'Ertzaintza caricano contro attivisti all'aeroporto di Bilbao, in Spagna, il 23 aprile 2026. Diritti d'autore  RTVE
Diritti d'autore RTVE
Di Rafael Salido & Cecilia Attanasio Ghezzi
Pubblicato il
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Il ritorno a Bilbao di sei membri baschi della Global Sumud Flotilla si conclude con scontri all'aeroporto con la polizia e quattro arresti. In duemila sfilano per manifestare solidarietà agli attivisti. Israele convoca l'incaricata d'affari

Un corteo ci circa duemila persone ha marciato questa domenica per le strade di Bilbao per manifestare solidarietà agli attivisti della Global Sumud Flotilla e denunciare il comportamento della polizia della regione autonoma dei Paesi Baschi nel ricevere alcuni attivisti all'aeroporto della città il giorno precedente.

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Cos'è successo agli attivisti della Flotilla all'aeroporto di Bilbao

L'arrivo nei Paesi Baschi di sei attivisti della Global Sumud Flotilla è stato infatti segnato da momenti di tensione all'aeroporto di Bilbao, dove si sono verificati scontri con l'Ertzaintza, la polizia basca.

Gli incidenti sarebbero scoppiati all'atterraggio di alcuni membri della flottiglia che, parlando con i media, avrebbero bloccato una delle uscite dell'aeroporto.

Gli agenti sarebbero intervenuti per salvaguardare il cordone di sicurezza, ma dal contatto fisico sarebbero nati spintoni e momenti di forte tensione tra attivisti, accompagnatori e poliziotti.

I disordini si sono conclusi con quattro persone arrestate con l’accusa di inosservanza agli ordini delle autorità, resistenza all’arresto e aggressione a pubblico ufficiale.

Il rientro dei sei attivisti era stato rinviato di un giorno per il ricovero in ospedale di due di loro, feriti quando erano stati intercettati dalle forze israeliane mentre cercavano di raggiungere la Striscia di Gaza con aiuti umanitari.

A seguito di questi fatti, Israele ha convocato l'incaricata d'affari dell'ambasciata spagnola in Israele, Francisca Pedrós. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri israeliano in un comunicato stampa, diffuso anche su X, in cui aggiunge:

"Il direttore politico del ministero, Yossi Amrani, sottolinea l'ipocrisia del governo spagnolo che manda i suoi provocatori in Israele. condanna Israele per aver imposto un legittimo blocco navale e allo stesso tempo usa la forza contro gli stessi partecipanti della Flotilla".

Arrivo senza incidenti a Barcellona

Per contro, altri 20 attivisti della Global Sumud Flotilla sono atterrati a mezzogiorno all'aeroporto di Barcellona-El Prat senza che si registrassero incidenti. Circa 200 persone li hanno accolti nel terminal con bandiere palestinesi e striscioni di benvenuto. Tra i presenti c'erano rappresentanti politici e amministratori pubblici che hanno espresso il loro sostegno all'iniziativa.

Gli attivisti erano stati fermati cinque giorni prima in acque internazionali mentre si dirigevano verso Gaza con aiuti umanitari, in un'operazione che ha suscitato critiche e denunce per il trattamento ricevuto durante la detenzione.

Le denunce di Santiago González

Uno degli attivisti spagnoli, Santiago González Vallejo, ha denunciato dopo la sua espulsione una violenza «in crescendo» durante la detenzione. In dichiarazioni rilasciate venerdì a RTVE, ha raccontato che il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ha detto loro che «né la Palestina né Gaza esistono» e li ha definiti «terroristi».

Come altri attivisti, González ha affermato di aver subito percosse, immobilizzazioni dolorose e il ritiro dei farmaci, e ha aggiunto che diversi compagni restano ricoverati in ospedale con lesioni di una certa gravità.

Mentre gli attivisti rientrano in Spagna a scaglioni, la coalizione organizzatrice sta valutando azioni legali per detenzione arbitraria e maltrattamenti, annunciando al contempo che proseguirà con nuove iniziative per denunciare il blocco su Gaza.

La Francia vieta l'ingresso a Itamar Ben Gvir dopo il trattamento degli attivisti della flottiglia

La controversia intorno alla Flotilla Global Sumud ha avuto anche conseguenze diplomatiche. La Francia ha vietato l'ingresso nel proprio territorio al ministro Ben Gvir, ritenendo «inaccettabili» le sue azioni contro cittadini francesi ed europei detenuti durante l'intercettazione della flottiglia.

Parigi ha precisato che la decisione risponde a una serie di comportamenti «umilianti e minacciosi», inclusi video diffusi sui social network in cui si vede il ministro tra attivisti con le mani legate e in ginocchio.

Il capo della diplomazia francese ha sottolineato che, pur non condividendo l'iniziativa della flottiglia, il governo francese «non può tollerare che responsabili pubblici intimidiscano o maltrattino cittadini europei» e ha anticipato che Francia e Italia chiederanno sanzioni a livello dell'Unione europea contro il funzionario israeliano.

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