1,4 milioni di colombiani possono votare all'estero in 67 Paesi. Città come Auckland, Tokyo, Londra, Parigi, Berlino e Pechino hanno aperto le urne ai cittadini colombiani residenti fuori dal Paese
È iniziata ufficialmente la giornata di voto all’estero per le elezioni presidenziali colombiane 2026-2030, un appuntamento cruciale per il futuro politico del Paese che coinvolge oltre 1,4 milioni di cittadini colombiani residenti fuori dai confini nazionali.
Le operazioni di voto dureranno sette giorni, fino a domenica 31 maggio, con seggi aperti dalle 8:00 alle 16:00 in 67 Paesi e attraverso 253 uffici diplomatici e consolari. I primi elettori hanno già espresso la loro preferenza in Nuova Zelanda, dando simbolicamente il via alla corsa presidenziale.
Secondo l’Ufficio del Registro colombiano, l’unico documento valido per votare all’estero è la carta di cittadinanza colombiana, sia nella versione fisica gialla con ologrammi sia in quella digitale. Non saranno invece accettati passaporti o altri documenti identificativi.
Il processo elettorale sarà monitorato da un imponente apparato di controllo e osservazione: partecipano infatti 13.755 osservatori elettorali e 1.206 osservatori internazionali. Sono inoltre stati accreditati oltre 300mila testimoni elettorali, con un incremento del 268% rispetto alle presidenziali del 2022.
Tra i dodici candidati registrati, i principali favoriti nei sondaggi sono il senatore di sinistra Iván Cepeda, candidato del Pacto Histórico vicino al presidente uscente Gustavo Petro, l’esponente dell’ultradestra Abelardo de la Espriella e la senatrice conservatrice Paloma Valencia del Centro Democrático.
Iván Cepeda, l’erede politico di Petro
Iván Cepeda viene indicato dai sondaggi come il principale favorito. Il senatore ha chiuso la campagna elettorale con un grande comizio a Barranquilla, promettendo di ampliare gli investimenti sociali e rafforzare il ruolo dello Stato a favore delle fasce più vulnerabili della popolazione.
Figura storica dell’attivismo per i diritti umani e per le vittime del conflitto armato colombiano, Cepeda ha costruito la propria carriera politica sulla difesa dei processi di pace. È figlio di Manuel Cepeda Vargas, senatore dell’Unión Patriótica assassinato nel 1994 in un caso attribuito a settori statali con l’appoggio di gruppi paramilitari.
La sua candidatura punta a dare continuità alle politiche sociali promosse dal presidente Gustavo Petro, che non può ricandidarsi per limiti costituzionali.
Abelardo de la Espriella e la linea dura contro il crimine
I sondaggi prevedono un possibile ballottaggio il 21 giugno tra Cepeda e Abelardo de la Espriella, avvocato milionario e volto dell’estrema destra colombiana.
Fondatore del movimento Defensores de la Patria, de la Espriella ha costruito la propria campagna su una piattaforma securitaria e anti-crimine, promettendo tolleranza zero contro narcotraffico e gruppi armati illegali. Durante i suoi comizi, spesso tenuti all’interno di una struttura in vetro antiproiettile, il candidato ha lanciato slogan contro il “comunismo” e ha espresso ammirazione per Donald Trump e il presidente salvadoregno Nayib Bukele.
La Colombia arriva a queste elezioni in un clima di forte tensione sul tema sicurezza, aggravato dall’aumento della violenza e dal rafforzamento di gruppi armati dopo il processo di pace con le FARC.
La campagna elettorale è stata inoltre segnata dall’assassinio del senatore conservatore Miguel Uribe Turbay, ucciso nell’agosto 2025 durante un attacco armato mentre si preparava a candidarsi alle presidenziali.
Paloma Valencia punta a diventare la prima presidente donna
Al terzo posto nei sondaggi figura Paloma Valencia, senatrice del Centro Democrático e alleata politica dell’ex presidente Álvaro Uribe.
Valencia cerca di presentarsi come candidata della destra moderata, con l’obiettivo di attrarre anche l’elettorato centrista e diventare la prima donna presidente nella storia della Colombia.
La chiusura della sua campagna si è svolta a Bogotá, mentre negli ultimi giorni la candidata ha incontrato a Panama l’oppositrice venezuelana María Corina Machado insieme a María Claudia Tarazona, vedova di Miguel Uribe Turbay.
Durante l’incontro, Valencia ha sottolineato la necessità di difendere la democrazia colombiana e di evitare “il destino del Venezuela”, trasformando la lotta politica contro la sinistra in uno dei temi centrali della sua campagna elettorale.