Papa Leone XIV ha presentato “Magnifica Humanitas”, la sua prima enciclica dedicata all’intelligenza artificiale, invitando a “disarmare l’IA” e a preservare la centralità della persona umana
Papa Leone XIV ha presentato “Magnifica Humanitas”, la sua prima enciclica dedicata all’intelligenza artificiale, invitando a “disarmare l’IA” e a restare “profondamente umani” nell’era della tecnologia avanzata.
Nel documento, oltre 200 pagine divise in cinque capitoli, il pontefice mette in guardia dalle conseguenze dell’uso incontrollato dell’intelligenza artificiale, sottolineando che l’IA dovrebbe essere al servizio dell’uomo e non del potere.
Secondo il pontefice, che ha presentato la sua lettera enciclica lunedì in Vaticano, “disarmare” l’intelligenza artificiale significa mettere in discussione l’idea che il potere tecnologico conferisca automaticamente il diritto di governare.
“Disarmare non significa rifiutare la tecnologia, ma impedire che domini l’umanità”, ha afferma Leone XIV.
IA e guerra: nessun algoritmo rende la "guerra moralmente accettabile”
Uno dei punti centrali riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale in ambito bellico. Il Papa denuncia l’espansione dell’industria delle armi, la corsa agli armamenti nucleari e la comparsa di nuovi gruppi armati, compresi movimenti jihadisti, accusati di alimentare i conflitti per interesse e potere. In questo quadro si inserisce anche il forte richiamo contro le armi basate sull’IA.
“Non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile”, scrive Papa Leone, denunciando una tecnologia che rischia di rendere i conflitti “più rapidi e impersonali”, abbassando la soglia morale del ricorso alla violenza.
"Il Papa, con tutta la Chiesa, vuole trasmettere un messaggio positivo della tecnologia, cioè usare la tecnologia, sviluppare la tecnologia, sviluppare i sistemi di intelligenza artificiale è un modo di partecipare nell'atto della creazione", commenta a Euronews Michael Baggot, sacerdote e professore di teologia nelle università Regina Apostolorum e Angelicum, "ma purtroppo c'è sempre, dall'inizio, la tentazione di costruire senza Dio e di costruire con superbia".
Il potere tecnologico e il costo umano dell’economia digitale
Leone XIV "vede chiaramente come l'intelligenza artificiale sta trasformando tutte le dimensioni della vita umana, tutte le dimensioni delle comunità umane, cioè le relazioni interpersonali, tutta la realtà adesso dell'intimità artificiale", osserva Baggot, "lui vede anche l'influsso dell'intelligenza artificiale sul lavoro, sulla medicina, sull'educazione, su, diciamo, sulle guerre".
Il pontefice chiede dunque regole etiche condivise a livello internazionale e critica la concentrazione del potere tecnologico nelle mani di pochi attori privati, sottolineando che il bene comune “non può essere lasciato al controllo di pochi”, ampliando così il divario tra chi è incluso e chi è escluso dalla rivoluzione digitale.
Secondo il Papa, le decisioni sulla tecnologia dovrebbero coinvolgere tutta la società e non essere imposte dall’alto. Per questo richiama anche il valore della solidarietà, invitando a pensare non solo al profitto, ma anche alle persone più fragili e alle future generazioni.
L’enciclica affronta anche il costo umano dell’economia digitale, dal lavoro precario legato all’addestramento dei modelli IA fino all’estrazione delle terre rare necessarie per produrre microprocessori e dispositivi elettronici.
"In alcune regioni del mondo, adolescenti e bambini lavorano in condizioni pericolose nella frantumazione dei materiali da cui si ricavano le terre rare. Corpi segnati, mutilati, consumati perché il flusso del calcolo non si interrompa", il Papa scrive.
"Nel tempo dell'intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani".
"AI ed etica devono procedere insieme come protagoniste della rivoluzione industriale profonda e pervasiva che stiamo affrontando", ha commentato in una dichiarazione scritta a Euronews Valeria Sandei, Chief Global AI di Almaviva Group e amministratrice delegata di Almawave, gruppo italiano impegnato nella trasformazione digitale.
"I possibili contraccolpi dell’AI sul mercato del lavoro sono un tema ampiamente dibattuto e che richiede scelte urgenti. Il valore generato dalla AI deve restare patrimonio delle nostre economie. Credo non si debba aver paura, ma governare consapevolmente il cambiamento", prosegue Sandei, "sta a noi declinarlo per il miglioramento delle nostre vite, in un’accezione di utilità e non di antagonismo alla dignità e al valore dell'umanità".