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Vinitaly 2026 e il “vino di D’Annunzio”: il Nepente di Oliena tra mito letterario e mercati

Il vino sardo Nepente al Vinitaly 2026
Il vino sardo Nepente al Vinitaly 2026 Diritti d'autore  Euronews
Diritti d'autore Euronews
Di Stefania De Michele
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Al Vinitaly 2026 il Nepente di Oliena, il “vino di D’Annunzio”, unisce mito letterario e innovazione: produzione di nicchia, identità sarda e nuove versioni più leggere per il pubblico giovane

Al Salone internazionale del vino e dei distillati, Vinitaly 2026, il racconto non passa solo dai numeri record – oltre 4.000 aziende espositrici, più di 30 padiglioni, decine di migliaia di operatori professionali e buyer provenienti da oltre 140 Paesi – ma anche dalle storie che hanno trasformato alcuni vini in veri e propri simboli culturali.

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Tra queste, spicca quella del Nepente di Oliena, conosciuto come il “vino di D’Annunzio”, che porta a Verona un intreccio unico di letteratura, identità territoriale e innovazione enologica.

Nel cuore della manifestazione internazionale più importante del settore, il Nepente si presenta come un caso raro: un vino di nicchia che vive tanto di produzione quanto di narrazione, sospeso tra mito letterario e trasformazione contemporanea.

Il “vino di D’Annunzio” tra poesia e identità

Il legame con Gabriele D’Annunzio - scrittore, poeta, simbolo del decadentismo e dell'estetismo, celebre figura della prima guerra mondiale - è ciò che ha reso il Nepente molto più di un semplice Cannonau. Quando il Vate visitò la Sardegna e Oliena nel 1882, ribattezzò poeticamente questo vino, contribuendo a costruire un immaginario che ancora oggi ne definisce l’identità.

"Non conoscete il Nepente d’Oliena neppure per fama? Ahi, lasso!": questo l'elogio di D'Annunzio al vino sardo, che lo aveva rapito con la sua intensità.

Oliena: un meraviglioso paese ai piedi del monte più bello che Dio abbia creato, e produce un vino nel quale si sono infiltrate tutte le essenze della terra, il mirto, il corbezzolo, il cisto, il lentischio” scrisse ancora.

Il termine “Nepente”, di origine greca e già presente nell’Odissea, richiama l’idea di “assenza di dolore”, rafforzando la dimensione simbolica e letteraria del vino. In etichetta, ancora oggi, trovano spazio riferimenti ai versi dannunziani, a conferma di una narrazione che ha superato il tempo.

Dal carattere forte alla nuova leggerezza per il gusto dei giovani

Storicamente il Nepente è un vino dal carattere deciso, espressione piena del Cannonau. Oggi però alcuni produttori stanno ripensando lo stile, introducendo interpretazioni più leggere e accessibili, con gradazioni alcoliche più contenute e profili pensati per un pubblico giovane.

“Noi abbiamo cercato di avvicinare questi vini al mondo dei giovani”, racconta Nina Puddu dell’azienda Puddu. “Facciamo vendemmie anticipate e proponiamo rossi che non raggiungono i 14 gradi, ma anche un blanc de noirs e un rosato molto delicato, quasi in stile provenzale”.

Etichette al Vinitaly
Etichette al Vinitaly Euronews

La presenza al Vinitaly rappresenta una sfida strategica: portare un vino di piccola produzione su un palcoscenico globale, dove si incontrano mercati emergenti, nuove tendenze e consumatori sempre più attenti a leggerezza, sostenibilità e identità territoriale.

Secondo i dati raccolti tra i produttori locali, l’area di produzione conta circa 680 ettari vitati, con rese volutamente basse – intorno ai 50-60 quintali per ettaro – per privilegiare la qualità. Il risultato è una produzione che non raggiunge il milione di bottiglie l’anno, distribuita tra una decina di cantine.

Se il mercato resta fortemente radicato in Sardegna, cresce l’interesse internazionale, soprattutto in Europa del Nord e negli Stati Uniti, anche se restano le incognite legate a costi logistici e tensioni geopolitiche.

Oliena e il ritorno alla comunità

Il racconto del Nepente non si ferma a Verona. Il prossimo 6 giugno, a Oliena, borgo incastonato ai piedi del massiccio del Corrasi, nel cuore più autentico della Barbagia, torna “Nepentes”, la manifestazione dedicata al vino simbolo del territorio, che negli anni si è affermata come uno degli appuntamenti più rilevanti per la valorizzazione locale del Cannonau.

Protagoniste dell'evento, organizzato dal presidio turistico Galaveras, quattro cantine aziendali – Cantina di Oliena, Cantina Fratelli Puddu, Giuliana Puligheddu e IoLei Winery, eccellenze del territorio e conosciute anche oltre la Sardegna – insieme ad altre cinque cantine dell’area, espressione diretta dei viticoltori privati locali, in un racconto collettivo del Nepente tra tradizione, famiglia e territorio.

L’evento, arricchito da musica dal vivo e canti popolari, riflette l’anima comunitaria del Nepente: un vino che nasce storicamente nelle case e nelle campagne, prima ancora che nelle cantine strutturate. Non a caso, ancora oggi viene celebrato come patrimonio identitario e culturale, capace di attrarre appassionati e turisti in un contesto che unisce enologia, paesaggio e memoria collettiva.

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