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Le mete e regioni del vino da non perdere nel 2026 secondo i Wine Travel Awards

Vino versato all'Heurige Liszt, azienda vinicola e ristorante nel Burgenland, in Austria
Vino servito all'Heurige Liszt, cantina e ristorante nel Burgenland, in Austria Diritti d'autore  Stefan Strasser / Österreich Werbung
Diritti d'autore Stefan Strasser / Österreich Werbung
Di Dianne Apen-Sadler
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Dalla viticoltura millenaria della Georgia ai vini del Nuovo Mondo in California, ecco le mete enologiche da non perdere quest’anno.

Il turismo del vino è in crescita, con sempre più viaggiatori che vogliono esplorare regioni fuori dalle mete più ovvie come Bordeaux o la Toscana.

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Se state organizzando un viaggio con il vino di grande qualità come filo conduttore, potrebbe valere la pena dare un’occhiata ai Wine Travel Awards (fonte in inglese) per trovare un po’ di ispirazione.

Giunti alla quinta edizione, questi premi prevedono 16 categorie che mettono in luce i migliori produttori di vino, tour operator, scrittori e molti altri protagonisti del settore.

La top five di ogni categoria è decisa dal voto del pubblico, mentre i vincitori assoluti vengono scelti da una giuria.

Per sapere chi porterà a casa i massimi riconoscimenti bisognerà aspettare il 1° maggio, ma intanto ecco alcune delle migliori destinazioni e regioni del vino per il 2026.

Vigneti da non perdere nel mondo nel 2026

Al primo posto nel voto del pubblico, nella categoria dei luoghi da non perdere, si è classificata la SHUMI Winery in Georgia, che si trova a Tsinandali, circa 80 chilometri a est della capitale Tbilisi.

La tradizione vinicola del Paese risale a oltre 8.000 anni fa, il che ne fa una delle più antiche al mondo. La Georgia, in particolare, è nota per l’uso dei qvevri (un tipo di anfora in terracotta) per la fermentazione e alla SHUMI si può scoprire tutto su questa tecnica di vinificazione inserita nella lista del patrimonio UNESCO.

Con i suoi 12 ettari, la SHUMI Winery ospita anche il primo museo del vino del Paese e vanta la più grande collezione privata di varietà di vite al mondo.

Segue la tenuta Venissa in Italia, un vigneto cinto da mura sull’isola di Mazzorbo, nella laguna di Venezia, vicino alla colorata Burano.

La tenuta dispone di sole cinque camere e gli ospiti possono prenotare degustazioni dedicate ai vini prodotti con il vitigno autoctono dell’isola, la Dorona.

Al terzo posto del voto popolare si è classificata la Bodega La Luz del Vino, in Argentina, che possiede i vigneti più antichi della Uco Valley.

Circondata dalle Ande, la combinazione di suolo e clima rende i vini prodotti qui davvero unici.

Se amate le bollicine e per voi esiste solo lo champagne, è facile immaginare che la Champagne Joseph Perrier, in Francia, arrivata quarta nel voto del pubblico, sarà in cima alla vostra lista di luoghi da visitare.

Un tempo fornitrice ufficiale della regina Vittoria, la maison è stata fondata nel 1825 ed è ancora oggi a conduzione familiare.

Le visite comprendono un tour delle cantine di champagne di epoca gallo-romana, che risalgono al IV secolo, seguito da una degustazione delle cuvée della casa.

Jerez, in Spagna, è la patria dello sherry e non c’è posto migliore della Bodega TIO PEPE per conoscerlo da vicino.

I visitatori possono soggiornare all’Hotel Bodega Tío Pepe, una struttura boutique ricavata dalle antiche abitazioni dei lavoratori delle vigne, e prenotare un tour guidato con degustazione di sherry.

La cantina delle botti della Feiler-Artinger Winery, nel Burgenland
La cantina delle botti della Feiler-Artinger Winery, nel Burgenland Rudolf Lantschbauer / Kurt Feiler

Le migliori regioni del vino per il 2026

Nella categoria «regione vinicola dell’anno» il Burgenland, in Austria, ha ottenuto il maggior numero di voti del pubblico.

Famosa soprattutto per il Blaufränkisch, un vino rosso, e per i suoi vini dolci, la regione offre ai turisti oltre 300 giorni di sole all’anno, da godersi pedalando tra i vigneti o partecipando a degustazioni sulle rive del lago Neusiedl.

La regione vinicola della California è da tempo una delle migliori al mondo (furono infatti i vini della Napa County a imporsi nel celebre «Judgement of Paris»), quindi non stupisce che il voto del pubblico l’abbia collocata al secondo posto.

Qui ci sono oltre 6.200 cantine e ciascuna delle diverse zone, dalla costa nord alle valli dell’entroterra, ha qualcosa da offrire agli appassionati di vino.

Altra candidatura prevedibile, il Sudafrica offre 23 percorsi enoturistici distinti da esplorare in tutto il Paese, dal triangolo vinicolo di Agulhas all’estremità meridionale del Paese (e del continente) fino ai Midlands del KwaZulu-Natal, nel sud-est.

Sesto produttore di vino in Europa, la Romania conta circa 500 cantine distribuite in regioni come la Transilvania, la Moldavia occidentale e il Banato.

Il Paese si è classificato quarto nel voto del pubblico e i Wine Travel Awards sottolineano come l’iniziativa Wines of Romania rappresenti una «porta d’ingresso» ai diversi terroir del Paese.

Infine, ma non per importanza, l’area di produzione dei vini Valpolicella DOC e DOCG, vicino a Verona, si è piazzata al quinto posto.

Questa zona italiana è famosa per vini come Amarone, Ripasso e Recioto, che i visitatori possono degustare anche sulle rive del lago di Garda.

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