Il ritorno di The Night Manager è l’occasione per rivedere film e serie tratti da John le Carré. Focus sui thriller spionistici degli ultimi 25 anni.
A dieci anni dalla messa in onda originale di The Night Manager, la serie di spionaggio della BBC torna con Tom Hiddleston di nuovo nei panni di Jonathan Pine, la recluta dell’MI6 che non sa resistere all’idea di infiltrarsi in organizzazioni criminali e di cacciarsi in qualche triangolo amoroso.
Tratta dal romanzo del 1993 di John le Carré, la prima stagione del 2016 è stata un successo elegante, itinerante, premiato con Golden Globe ed Emmy. Inizialmente restio a un seguito, l’autore britannico/irlandese diede il suo benestare a una nuova stagione prima della morte nel 2020, lasciando allo showrunner David Farr il compito, allettante ma anche logorante, di essere all’altezza dell’originale. Questa volta, però, senza Hugh Laurie come viscido trafficante d’armi Richard “Dickie” Roper.
Abbiamo visto i primi due episodi della nuova stagione e, oltre a far sentire molti spettatori maschi irrimediabilmente inadeguati davanti alla chioma di Hiddleston e alla sua capacità unica di far sembrare ogni completo cucito apposta per lui, è un ritorno sicuro alla forma.
Nella stagione 2 Pine assume una nuova identità come capo dei “Night Owls”, un’unità segreta di sorveglianza dell’MI6 con base a Londra. Per il nostro eroe tutto si capovolge quando individua un ex mercenario con legami con Roper. Niente spoiler: questo porta Pine a infiltrarsi nell’organizzazione dell’uomo d’affari colombiano Teddy Dos Santos (Diego Calva), una canaglia con legami con Roper che potrebbe essere la chiave per svelare un complotto internazionale.
Per ora, sembra il primo titolo imperdibile del 2026: la spia-story funziona di nuovo. Le prossime settimane diranno se è solo un rimescolamento della trama familiare della prima stagione, se il personaggio di Camila Morrone, Roxana, saprà farci sentire meno la mancanza di Elizabeth Debicki e quanto il successo iniziale fosse dovuto all’antagonista di Laurie. La sua ombra incombe sulla stagione 2, così come la sua assenza.
Non c’è motivo di pensare che Farr non ci riuscirà. Ed è rinfrescante vedere un dramma di spionaggio serio che va contro la tendenza di thriller più scanzonati come Slow Horses e Mr & Mrs Smith.
Visto che l’uscita è a goccia, 6 episodi con cadenza settimanale, è il momento giusto per recuperare alcune delle migliori trasposizioni per lo schermo del mondo di John le Carré.
L’autore, a sua volta spia dell’MI5 e dell’MI6 prima di dedicarsi alla scrittura, ha offerto il rovescio della medaglia rispetto all’approccio di Ian Fleming al genere. Meno Martini glamour e più storie realistiche, sfumate e d’ufficio, alle prese con le complessità morali dell’intelligence. Le sue opere sono state adattate molte volte: al cinema spiccano The Spy Who Came In From The Cold (1965) e The Russia House (1990); ma è nel XXI secolo che il pubblico ha potuto godere di alcune tra le migliori trasposizioni di le Carré.
Ecco cinque titoli degli ultimi 25 anni da scoprire o rivedere in attesa del prossimo episodio di The Night Manager.
The Constant Gardener (2005)
Basato sul romanzo del 2001 di le Carré e diretto dal brasiliano Fernando Meirelles (City of God), The Constant Gardener non affronta le macchinazioni della Guerra fredda care all’autore; si concentra su operatori umanitari e corporation corrotte, in particolare Big Pharma.
È liberamente ispirato al caso reale in cui la casa farmaceutica Pfizer testò farmaci sperimentali su bambini a Kano, in Nigeria, e segue Justin Quayle (Ralph Fiennes), riservato diplomatico britannico, che cerca di risolvere l’omicidio della moglie attivista Tessa (Rachel Weisz). Nel farlo, vola in Kenya e rimane invischiato in un complotto internazionale.
Pur essendo un thriller tesissimo, Meirelles rende giustizia a uno dei migliori romanzi di le Carré usando una struttura a flashback che immerge completamente lo spettatore nella commovente storia d’amore tra due persone apparentemente incompatibili. Come recita il poster del film: “Love. At any cost.” Entrambi gli interpreti sono eccezionali, e Weisz vinse l’Oscar come miglior attrice non protagonista.
The Constant Gardener è una storia d’amore tragica, ma anche un grido di rabbia contro lo sfruttamento dei Paesi in via di sviluppo, un’analisi della nozione old-fashioned di “britishness”, oltre a una straziante battaglia per la moralità che oggi suona urgente come 20 anni fa.
Tinker Tailor Soldier Spy (2011)
Per quanto The Constant Gardener sia notevole, Tinker Tailor Soldier Spy è senza dubbio il migliore adattamento di le Carré del XXI secolo (finora).
Tomas Alfredson (Let The Right One In) prende il romanzo più celebrato dell’autore e riesce a condensarlo senza perdere nessun colpo. La trama labirintica incentrata su una talpa russa all’interno dell’MI6; il ritratto di George Smiley, maestro di spie richiamato in servizio; l’atmosfera paranoica (e fumosa) al cuore di un sistema corrotto che crede ancora di contare sul palcoscenico geopolitico del dopoguerra… C’è tutto, con un cast attoriale da capogiro: Gary Oldman, John Hurt, Colin Firth, Mark Strong, Toby Jones, Benedict Cumberbatch, Ciarán Hinds e Tom Hardy.
Tutti sanno cosa fare e offrono alcune delle loro prove migliori. Ma è Oldman, che raccoglie il testimone da Alec Guinness (Smiley nella amatissima miniserie BBC del 1979), a catturare ogni sfumatura del personaggio più noto di le Carré. Ottenne una candidatura agli Oscar nel 2012 ma, inspiegabilmente, fu battuto da Jean Dujardin per The Artist. Probabilmente per colpa di una talpa russa all’Academy.
Concesso: Tinker Tailor Soldier Spy può richiedere più di una visione per coglierne tutti i livelli narrativi. Ma quando l’atmosfera è così ipnotica e le interpretazioni così impeccabili, chi mai si lamenta?
A Most Wanted Man (2014)
Ricordato soprattutto come l’ultimo ruolo da protagonista di Philip Seymour Hoffman, A Most Wanted Man è un adattamento di le Carré sottovalutato che richiede pazienza ma ripaga gli amanti dello spionaggio.
Hoffman interpreta Günther Bachmann, capo di una squadra governativa tedesca incaricata di reclutare informatori musulmani. Quando un immigrato ceceno-russo arriva ad Amburgo, tocca a Bachmann stabilire se rappresenti una minaccia.
Il fotografo e regista Anton Corbijn (Control) firma un thriller contemplativo e riflessivo che affronta un tema chiave al centro dell’opera dell’autore: l’etica compromessa di chi lavora in sistemi corrotti. Applicato alla Guerra al Terrore e alla morale erosa delle istituzioni occidentali, diventa insieme affascinante e inquietante.
Come Tinker Tailor Soldier Spy, anche A Most Wanted Man richiede la massima concentrazione, ripagata dall’attenzione al dettaglio. Meglio sorvolare su alcuni accenti sfoggiati da certi interpreti (Willem Dafoe, Rachel McAdams).
The Night Manager - Season 1 (2016)
È presto per dire se la seconda stagione di The Night Manager eguaglierà la prima; intanto, l’adattamento in sei parti di David Farr e Susanne Bier resta l’asticella da superare: teso, avvincente e autosufficiente, se volete fermarvi lì.
È il thriller più romanzesco e scintillante della lista, ma ciò che perde in realismo lo guadagna in suspense. Gli spettatori vengono trascinati nelle vicende di Jonathan Pine (Tom Hiddleston), reclutato da Angela Burr (Olivia Colman) e dalla sua squadra di irregolari, in epoca pre-Slow Horses. La missione? Smontare e sventare i piani del trafficante d’armi internazionale Richard “Dicky” Roper (Hugh Laurie) infiltrandosi nella sua cerchia.
Il cast si diverte – con Laurie e Tom Hollander che alzano il tasso di viscidume. Quanto a Hiddleston, non avrà la più ampia gamma espressiva, ma il ruolo di Pine sembra fatto su misura per il suo carisma bondiano. E a proposito di su misura, la serie è pura goduria per gli amanti dei completi. Tinker TAILOR soldier spy, appunto.
The Little Drummer Girl (2018)
Diretta dal cineasta sudcoreano Park Chan-wook (Oldboy, Decision To Leave), questa sottovalutata miniserie in sei episodi aveva già avuto un adattamento cinematografico nel 1984. Per quanto ci riguarda, la versione del 2018 è superiore, soprattutto grazie alla prova di Florence Pugh.
Ambientata alla fine degli anni 70, Pugh interpreta l’attrice britannica Charlie, reclutata da un maestro di spie israeliano (Michael Shannon) e da un agente del Mossad (Alexander Skarsgård) per sabotare un’organizzazione terroristica palestinese.
È un racconto elegante e coinvolgente che si fa perdonare una narrazione contorta grazie al talento di Pugh e alle aree grigie morali al centro dell’intrigo. Il finale convince un po’ meno e The Little Drummer Girl non è riuscita a cavalcare l’onda le Carré innescata da The Night Manager. Resta comunque un solido period piece che forse oggi non è la prima scelta di tutti, ma merita la visione.
La stagione 2 di The Night Manager arriva su Amazon Prime Video l’11 gennaio.