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Con "Champion" il Met vuole conquistare un pubblico più ampio

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Con "Champion" il Met vuole conquistare un pubblico più ampio
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Di Katharina Rabillon
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L'opera sulla vera storia del pugile Emile Griffith rientra nella visione della compagnia per il futuro: mettere in scena opere orginali, più vicine alla sensibilità delle nuove generazioni.

Musica dedica un secondo round a "Champion", l'opera sulla vera storia del pugile Emile Griffith messa in scena al Metropolitan Opera di New York.  Una produzione che rientra nella nuova visione della compagnia per il futuro: l'obiettivo è quello conquistare un pubblico più ampio, inserendo in cartellone opere originali.

Musica ha seguito le prove che hanno preceduto la prima di "Champion". Il Met è come un enorme transatlantico che non si ferma mai. "Il palcoscenico viene utilizzato 24 ore su 24 - dice Peter Gelb, direttore generale del Metropolitan Opera -. Dopo le prove di questa mattina per 'Champion', stasera ci sarà una rappresentazione de 'Il cavaliere della rosa'. Durante la notte il personale di scena reinstallerà la scenografia di 'Champion' per poter riprendere le prove domani mattina. Non ci sono pause e ci piace così. È un caos controllato".

Nel 2021 il trombettista jazz Terence Blanchard è entrato nella storia come il primo compositore nero ad avere un'opera al Metropolitan Opera. "Essere qui per me è surreale - dice Blanchard -. Sono un musicista jazz, non è il mio lavoro quotidiano. Questo posto ha così tanta storia. La si può sentire nei muri. Ci lavorano tante persone fantastiche che sono qui da anni e che sanno quello che fanno".

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"Champion" racconta la vera storia del pugile Emile GriffithEuronews

Decine di artisti e artigiani lavorano con un unico obiettivo: portare in scena la vera storia di Emile Griffith, uno dei più grandi pugili di tutti i tempi. "Interpreto l'Emile ancora innocente, con grandi sogni e grandi speranze - dice il basso-baritono Ryan Speedo Green -. Nel corso dell'opera vedremo come quelle speranze si scontrino con la realtà. E lui non deve solo fare i conti con il fatto di non essere chi pensava di essere dal punto di vista sessuale, ma anche con il fatto che la società non accetta chi è e lo schiaccia".

Arrivato a New York negli anni Cinquanta, Griffith diventò campione del mondo nelle categorie dei pesi welter e medi, ma ebbe una vita privata tormentata: rivelò di essere bisessuale solo nel 2005. Nel 1962 Benny Paret gli rivolse degli insulti omofobi prima del loro incontro al Madison Squadre Garden. Griffith lo mandò al tappeto al dodicesimo round: Paret entrò in coma e morì dieci giorni dopo. Griffith fu divorato dal senso di colpa per il resto della vita.

Per mettere in musica la sua storia, Blanchard ha fuso vari generi musicali: dal gospel al calypso, dall'opera tradizionale a samba e jazz. L'improvvisazione è un elemento chiave. "La vera sfida è data dal fatto che non siamo abituati ad avere un quartetto jazz nella buca - dice il conduttore Kensho Watanabe -. La batteria, una volta iniziato il numero, diventa una sorta di direttore d'orchestra. E così posso avere questa meravigliosa interazione con il batterista per negoziare un po' i tempi".

"Essendo un musicista jazz non ho mai suonato la stessa melodia nello stesso modo - dice Blanchard -. Non è quello che facciamo. Quindi lascio loro molta libertà perché si tratta di esprimere se stessi e di trovare la vibrazione che meglio racconta la storia in quel momento".

Le parti dedicate alla danza danno una marcia in più a quest'opera innovativa: per il cast è una sfida ulteriore. "Ero entusiasta di lavorare con gli attori su diversi movimenti - dice la coreografa Camille A. Brown -. Sono stata ispirata dalle ritmiche composte da Terence. Volevo fare qualcosa che incorporasse i movimenti del pugilato, ma con un certo ritmo. Così abbiamo incluso flessioni, jab... Un po' di tutto".

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L'opera spazia tra vari generi musicali: dal gospel al calypso, dall'opera tradizionale a samba e jazzEuronews

"Mi sto rendendo conto di non essere solo un cantante d'opera, ma di avere il cuore di un ballerino - dice Speedo Green -. Forse non sarà così per i ballerini che mi guardano danzare, ma sento che sto davvero percorrendo un nuovo terreno come interprete. Questo spettacolo, 'Champion', dimostra che noi cantanti lirici non abbiamo solo la voce".

Mentre le prove sono in corso, vengono effettuati gli ultimi ritocchi ai costumi. La prima si avvicina e la tensione è palpabile: tutto avviene sotto l'occhio vigile delle direttrici di scena, Christy Langan e Yasmine Kiss, che coordinano un enorme gruppo di persone.

"Devi restare calmo. Devi essere in grado di gestire le crisi e di far restare calmi tutti gli altri - dice Langan -. Dietro le quinte Yasmine dà tutte le indicazioni sui movimenti degli oggetti di scena, tutto ciò che vola e si muove sul palco. E affianca il regista per il processo artistico. Io sono sul palco e comunico con lei, assicurandomi che tutte le persone siano presenti, che i cambi di costume e tutti gli oggetti di scena siano pronti. Gestiamo tutto noi due".

"Per me la sfida più grande è che si tratta di un'opera nuova - dice Kiss -. Il compositore è seduto con me in regia. Dal punto di vista musicale serve uno sforzo maggiore per capire il linguaggio musicale. Il linguaggio musicale moderno può essere molto diverso da quello di un compositore classico come Mozart".

Con questa produzione il Met sta cercando di rinnovare il suo repertorio, mettendo in scena nuove opere vicine alla sensibilità del pubblico più giovane. "Nelle prossime cinque stagioni presenteremo 17 prime assolute al Metropolitan - dice Gelb -.  Si tratta di un numero di opere nuove senza precedenti nei 140 anni di storia del Metropolitan Opera".

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