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Come si prepara un cantante lirico per il debutto in ruolo? Ce lo mostra Rolando Villazón

Come si prepara un cantante lirico per il debutto in ruolo? Ce lo mostra Rolando Villazón
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Di Andrea Buring

Come si preparano i cantanti lirici al debutto in un ruolo? Euronews ha seguito la preparazione del tenore franco-messicano Rolando Villazón, che si è esercitato per mesi per portare per la prima volta sul palco dell'Opera di Stato di Berlino un'opera di Richard Wagner.

Villazón ha interpreato Loge in "L'oro del Reno", prima opera della celebre tetralogia "L'anello del Nibelungo". "Amo i personaggi che si evolvono e hanno maschere diverse, che hanno volti e posture diverse - dice Villazón -. Durante le prove inizi a sperimentare davvero cosa significa dare vita al tuo personaggio. Quando si entra nella pelle e nell'anima di un nuovo personaggio, ci sono diverse fasi. All'inizio è l'ignoto. Devi trovare la tua voce, dare vita al personaggio. È una fase di scoperta".

Conosciuto soprattutto per il suo repertorio in italiano e francese, il tenore si è immerso nel mito germanico. "Quando ho visto Loge per la prima volta, mi sono innamorato del ruolo. E mi sono detto: mi piacerebbe farlo, vorrei che mi venisse data l'opportunità di cantare questo ruolo, perché non è mai stato un ruolo ovvio per me, per la lingua, per il tipo di tenore. Volevo davvero farlo".

Il regista Dmitri Tcherniakov e i cantanti hanno provato per mesi all'Opera di Stato di Berlino. "Quando iniziano le prove sul palcoscenico - dice Villazón - dovresti cominciare a sentirti abbastanza a tuo agio con il personaggio, la sua fisicità e la coreografia della messa in scena, in modo da poterti concentrare sulla musica e dare vita al tuo personaggio. Questa è la mia percezione".

I quattro drammi della tetralogia "L'Anello del Nibelungo" andranno in scena in quattro serate consecutive: in totale 15 ore di musica, una sfida avvincente per qualsiasi teatro d'opera. "Per Wagner 'L'oro del Reno' è l'opera in cui ha origine tutto - dice Ulrike Kretzschmar, vicedirettrice del Museo storico tedesco -. Inizia con il mito dell'oro nascosto nel fiume Reno: è la chiave per capire tutte le altre opere, che poi portano al crepuscolo degli dei e a un nuovo inizio con il popolo, con i cittadini".

Un'opera sul potere e sul tradimento: un nano che vuole sedurre le sirene, un elmo che può rendere invisibili le persone e, naturalmente, un anello che ha il potere di governare il mondo. Tra le creature dell'opera, Loge tesse una rete di intrighi. "Loge è un imbroglione. E tutti noi abbiamo un imbroglione dentro di noi - dice Villazón -. Quindi è un personaggio incredibilmente complicato ed è una gioia interpretarlo, perché Loge ha tante sfaccettature".

L'avventura di Villazón con Loge è iniziata tre anni fa. Per due settimane ha seguito un corso di lingua tedesca. Ma anche per i tedeschi i testi di Wagner possono essere uno scioglilingua complicato. "Ci sono molte parole ripetute più volte, ma che suonano in modo sempre diverso come 'Weia! Waga! Woge, du Welle', con allitterazioni, rime e così via - dice il tenore Stephan Rügamer, che interpretato Loge centinaia di volte -. All'inizio si riesce a ricordarle, ma non appena arriva la frase successiva, che suona solo leggermente diversa, si dimentica tutto. Credo che quando si parla di Wagner gli errori più frequenti siano quelli di testo".

In questa produzione la tetralogia si svolge nell'arco degli ultimi 50 anni. La scenografia e i costumi di "L'oro del Reno" sono ispirati agli anni '70. "Il costume fa parte del personaggio -  Quindi avere il costume giusto è molto importante per trasformarti nel personaggio che devi portare sul palco. Le scarpe, per esempio: con certe scarpe si cammina in un certo modo. Si sente la consistenza del costume".

Per capire meglio Wagner, Villazón ha visitato il Museo storico tedesco, dove c'è una mostra dedicata al compositore. "L'universo di Wagner da un lato è quello antico dei miti germanici. Dall'altro però è estremamente moderno - dice Kretzschmar -. Come gestire il potere? Wotan non vuole abbandonare il potere, anche se questo potrebbe rovinarlo, ed è determinato a mantenere il suo accordo fino alla fine".

"Sono molto felice di aver avuto la possibilità di visitare la mostra - dice Villazón -. Ci sono tutte queste tradizioni, documenti storici. Ci si può chiedere se sia necessario per costruire un personaggio. Direi di no. Eppure tutte queste informazioni aiutano l'immaginazione".

La prima rappresentazione, dopo mesi di prove, è un emozione forte anche per i tenori esperti come lui. "Per la prima devi mettere in conto il nervosismo e questa sensazione che senti nello stomaco, le farfalle, l'eccitazione - dice Villazón -. Ma anche questo è positivo. Bisogna usare queste sensazioni come uno strumento per essere migliori sul palco".