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A Santiago de Compostela, un "cammino" per riformare il Patto di stabilità

La riunione informale dell'Ecofin a Santiago de Compostela
La riunione informale dell'Ecofin a Santiago de Compostela Diritti d'autore MIGUEL RIOPA/AFP or licensors
Diritti d'autore MIGUEL RIOPA/AFP or licensors
Di Andrea Barolini
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I ministri dell'Economia dei Paesi membri si sono incontrati a Santiago de Compostela, in Spagna, per discutere della riforma del Patto di stabilità

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Una road map per la riforma del Patto di stabilità europeo. Al consiglio Ecofin informale di Santiago de Compostela i ministri dei Ventisette Paesi membri dell'Unione europea cercano un compromesso sulle regole finanziarie. Obiettivo: trovare entro il prossimo mese di ottobre un bilanciamento tra la volontà di contenere i debiti pubblici e quella di garantire gli investimenti necessari per sostenere la ripresa economica.

Si cerca un'intesa sul nuovo Patto di stabilità entro la fine dell'anno

Il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis ha sottolineatoin un tweet, facendo riferimento al "Cammino di Santiago", la volontà di lavorare "su un piano ambizioso, un 'camino fiscale' per concordare la nostra riforma della governance economica entro la fine dell'anno". 

Se i governi riusciranno a raggiungere un accordo entro ottobre, nel corso del mese successivo si dovrebbe infatti completare l'intesa tecnica, al fine di concludere l'iter di entro la fine dell'anno. Secondo la ministra dell'Economia spagnola Nadia Calviño ci sarebbe un consenso di massima su circa il 70% del testo

Un complicato equilibrio tra rigore di bilancio e sostegno alla crescita

Il consiglio Ecofin di Santiago "è stato un incontro di grande successo" con "uno scambio molto costruttivo e produttivo", ha aggiunto la responsabile economica del governo di Madrid. Secondo la quale sulla riforma i governi concordano in merito alla necessità di "accelerare e intensificare il lavoro nelle prossime settimane. C'è un grande impegno".

La crisi legata alla pandemia, prima, quindi la guerra in Ucraina hanno comportato un forte aumento delle spese da parte dei governi. Al contempo, in particolare il Covid e i conseguenti lockdown hanno imposto una dura contrazione al Prodotto interno lordo, incidendo perciò fortemente sui rapporti tra deficit e Pil, e tra debito e Pil. I parametri economici "storici" fissati già decenni fa a Maastricht sono stati perciò sforati da numerose nazioni: in particolare il limite (oggetto in realtà di ampie discussioni in merito alla sua correttezza) del 3% tra deficit e Pil, e quello del 60% tra debito e Pil. 

"Il Patto deve tenere conto dei bisogni specifici di tutti i Paesi"

Secondo Calviño è necessario ora un "adeguato e corretto bilanciamento tra un quadro che consenta una graduale riduzione dei valori, lasciando adeguato spazio agli investimenti" e tenendo conto dei "bisogni specifici di tutti i Paesi". Una ricerca di equità, perequazione e sostenibilità, dunque. In un difficile equilibrio tra situazioni economiche anche sensibilmente diverse tra gli Stati membri.

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