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La Svezia ribadisce un "frugale no" ai prestiti post-covid facilitati

La Svezia ribadisce un "frugale no" ai prestiti post-covid facilitati
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La Svezia ribadisce un "frugale no" ai prestiti post-covid facilitati

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Tegola svedese sul progetto franco-tedesco di finanziamenti per la ripresa. L'economia del paese scandinavo cedera' il 7% del pil, in linea con quanto previsto all'inizio della crisi pandemica.

Ma Stoccolma non vuole finanziare altri paesi dell'Unione europea con prestiti "mutualizzabili" tra tutti gli stati membri. È il dogma dei quattro stati frugali, che si oppongono alla proposta franco-tedesca di mettere a disposizione un fondo da 500 miliardi di Euro in aiuti, attraverso la Commissione europea.

La posizione di Stoccolma è spiegata dalla sua ministra dell'economia, Magdalena Andersson:

 "Noi stiamo sostenendo i Paesi che vogliono il piano di aiuti, e li abbiamo già sostenuti ampiamente. Siamo uno dei più importanti contribuenti netti del bilancio Ue. E, certamente continueremo ad appoggiare quei paesi. Ma ci sono anche altri stati che hanno bisogno, e pensiamo che dobbiamo essere realisti, su volumi, termini e condizioni".

La ministra ribadisce quindi le perplessità di Austria, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca. sulla quantità di denaro che la Commissione europea dovrebbe stanziare in aiuti per la ripresa, sui termini per la restuzione e sulle garanzie a beneficio dei creditori.

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