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USA estendono la deroga sul petrolio russo a tutti gli acquirenti per frenare i prezzi

Petroliere e navi cargo si allineano nello stretto di Hormuz, 11 marzo 2026
Petroliere e cargo in fila nello stretto di Hormuz, 11 marzo 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Altaf Qadri
Diritti d'autore AP Photo/Altaf Qadri
Di Quirino Mealha
Pubblicato il
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Gli Stati Uniti hanno esteso a tutti i Paesi del mondo, e non più solo all’India, l’esenzione temporanea dalle sanzioni sull’acquisto di petrolio russo bloccato, per alleggerire la pressione sui prezzi globali dell’energia.

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha annunciato giovedì che il dipartimento sta emanando un'autorizzazione temporanea che consente ai Paesi di tutto il mondo di acquistare il petrolio russo attualmente bloccato in mare.

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Secondo la dichiarazione del segretario Bessent diffusa su X, il provvedimento punta a «ampliare la diffusione globale delle forniture esistenti» e ad affrontare l'instabilità causata dalla guerra con l'Iran.

Il provvedimento estende una deroga di 30 giorni finora concessa solo alle raffinerie indiane.

Il segretario Bessent ha sottolineato che l'autorizzazione «non apporterà benefici finanziari significativi al governo russo, che ricava la maggior parte delle sue entrate energetiche dalle imposte applicate al momento dell'estrazione».

Annuncio dell'estensione della deroga

La corrispondente deroga generale relativa alla Russia è stata pubblicata lo stesso giorno dall'Office of Foreign Assets Control del Tesoro.

Essa limita esplicitamente l'ambito di applicazione alle spedizioni già caricate ed esclude qualsiasi nuovo scambio commerciale, in linea con il più ampio quadro sanzionatorio statunitense.

La decisione rappresenta l'ultima iniziativa dell'amministrazione Trump per contenere la volatilità dei prezzi del petrolio. Le interruzioni nello stretto di Hormuz, dovute ai ripetuti attacchi iraniani alle infrastrutture petrolifere e alle navi, hanno reso più tese le rotte di approvvigionamento.

Mercoledì l'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) ha annunciato il più grande utilizzo di scorte d'emergenza della sua storia, con i Paesi membri che hanno concordato il rilascio di 400 milioni di barili. Gli Stati Uniti da soli ne hanno impegnati 172 milioni.

Tuttavia, i persistenti attacchi iraniani e il timore di una chiusura prolungata dello stretto hanno attenuato l'effetto calmierante atteso dell'intervento dell'Aie sui prezzi del petrolio. I prezzi di riferimento, infatti, sono saliti dopo l'annuncio.

Inoltre, giovedì alcune indiscrezioni hanno indicato che l'amministrazione Trump sarebbe pronta a sospendere il Jones Act del 1920 per contribuire a ridurre i costi interni del carburante.

Questa legge marittima federale impone che le merci trasportate tra porti statunitensi viaggino esclusivamente su navi costruite, di proprietà e con equipaggio americani. Una sospensione consentirebbe alle petroliere straniere di trasportare merci lungo la costa degli Stati Uniti a costi inferiori.

L'estensione della deroga per il petrolio russo bloccato in mare arriva quindi in un contesto di forti timori per l'offerta, che nemmeno il ricorso record alle riserve, né l'attesa di ulteriori misure, sono finora riusciti a dissipare.

Al momento della stesura di questo articolo, i prezzi di riferimento del petrolio sono leggermente sopra i 100 dollari al barile.

Bessent incontra l'omologo cinese a Parigi in vista della visita di Trump in Cina

In un altro sviluppo, il segretario Bessent ha confermato che si recherà a Parigi il 15 e 16 marzo per colloqui economici con il vicepremier cinese He Lifeng.

Ai colloqui parteciperà anche il rappresentante commerciale degli Stati Uniti, Jamieson Greer, come confermato dal suo ufficio.

Il Tesoro statunitense ha definito l'incontro l'ultimo round del dialogo commerciale ed economico tra Stati Uniti e Cina, fondato su «legami di reciproco rispetto tra il presidente Trump e il presidente Xi».

La sessione di Parigi è considerata una preparazione alla prevista visita del presidente Trump a Pechino alla fine di marzo.

Secondo indiscrezioni, il segretario di Stato statunitense Marco Rubio dovrebbe accompagnare il presidente Trump, nonostante le sanzioni imposte in passato nei suoi confronti da Pechino, tra cui un divieto di viaggio, a causa della sua linea particolarmente rigorista sulla Cina prima di entrare nell'amministrazione.

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