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Iran, guerra di taglie: Usa offrono 10 milioni per leader iraniani, milizie filo-Teheran rilanciano

La Shenlong Suezmax, battente bandiera liberiana e carica di greggio proveniente dall'Arabia Saudita, ha attraversato lo Stretto di Hormuz ed è arrivata in India giovedì
La Shenlong Suezmax, battente bandiera liberiana e carica di greggio proveniente dall'Arabia Saudita, ha attraversato lo Stretto di Hormuz ed è arrivata in India giovedì Diritti d'autore  AP Photo/Rafiq Maqbool
Diritti d'autore AP Photo/Rafiq Maqbool
Di Fortunato Pinto
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Nuovi raid sull'Iran e rappresaglie sul Medioriente. Stati Uniti a caccia di informazioni sui leader iraniani, messa una taglia da 10 milioni di dollari. Gli Usa inviano 10.000 droni intercettori in Medio Oriente per contrastare gli attacchi dei droni iraniani

Gli Stati Uniti hanno deciso di inviare un'altra nave da guerra e 5mila tra soldati e personale di servizio in Medioriente. La mossa del Pentagono di mandare la 31esima Unità di spedizione dei Marines, stanziata nel Pacifico, alza il timore di possibili operazioni terrestri.

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Venerdì un raid israeliano ha colpito facendo un morto nel centro di Teheran, durante una manifestazione pro regime, con diversi leader presenti. Leader, una decina inclusa la nuova guida suprema, su cui gli Usa hanno messo una taglia da 10 milioni di dollari. Le milizie filoiraniane in Iraq ne hanno offerti oltre 100mila per informazioni su personale e basi americane da colpire.

Israele rivendica oltre duecento attacchi contro l'Iran nelle ultime 24 ore, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump afferma che la nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei è vivo ma ferito.

Continuano gli attacchi anche nel Kurdistan iracheno, dove il bilancio dei un aereo da rifornimento Usa precipitato è salito a 6 morti, tutto l'equipaggio. Un secondo aereo coinvolto nell'incidente è atterrato senza danni.

Diretta conclusa

Israele, missile iraniano elude le difese aeree

Nel post su X di Al Jazeera "le immagini mostrano una colonna di fumo e fiamme che si alza accanto a una strada nel centro di Israele, in seguito a quello che l'esercito israeliano ha definito un attacco missilistico iraniano". Il raid ha dunque eluso i sistemi di difesa aerea.

I primi soccorritori si sono precipitati sul posto, dove sembra che sia stato colpito un magazzino.

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Ue valuta mandato esecutivo per Aspides nello Stretto di Hormuz: riunione dei ministri a Bruxelles

Nel Consiglio Affari Esteri di lunedì a Bruxelles, i ministri dei Paesi membri dell’Unione europea discuteranno della missione militare Aspides e della possibile modifica del mandato per operare nello Stretto di Hormuz, bloccato dagli iraniani dopo l’attacco combinato di Israele e Stati Uniti.

Attualmente la missione, attiva dal 2024 nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden e nel Golfo Persico, ha un mandato difensivo e “non esecutivo” nello Stretto di Hormuz, nato per proteggere il traffico mercantile dagli attacchi degli Houthi yemeniti, alleati dell’Iran. Secondo fonti Ue, questo tipo di mandato non consente di proteggere fisicamente le navi in transito, come vorrebbero gli operatori dello shipping.

I ministri dovranno quindi discutere se trasformare il mandato “non esecutivo” in uno “esecutivo”, e contemporaneamente inviare ulteriori capacità navali per rafforzare la missione, che al momento manca di asset sufficienti per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

L’incontro sarà un passo cruciale per capire se Aspides potrà avere un ruolo operativo più incisivo nella gestione di una delle rotte marittime più strategiche e delicate del mondo.

Nella fot di archivio alcune navi della missione Aspides

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Consiglio supremo di Difesa: “L’Italia non partecipa alla guerra”. Allarme terrorismo e condanna degli attacchi ai civili

L’Italia non prenderà parte alla guerra in corso in Medio Oriente. È la linea ribadita dal Consiglio supremo di difesa al termine della riunione al Quirinale, presieduta dal capo dello Stato Sergio Mattarella e con la partecipazione della premier Giorgia Meloni e dei principali ministri del governo.

Il Consiglio ha richiamato l’articolo 11 della Costituzione, sottolineando che l’Italia non parteciperà al conflitto, e ha condannato gli attacchi contro i civili, tra cui la strage della scuola di Minab, definendoli “inaccettabili”.

Nel documento viene inoltre segnalato il rischio di un ampliamento del conflitto, che potrebbe aprire spazi a forme di guerra ibrida e a iniziative di organizzazioni terroristiche. Roma ribadisce infine l’impegno a favorire la via diplomatica e negoziale.

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Hezbollah: “Confronto lungo con Israele, ma vinceremo”

Il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato che il movimento sciita libanese si prepara “a un confronto lungo” con Israele, assicurando che la resistenza è pronta a combattere.

Durante un discorso televisivo, Qassem ha affermato che i combattenti di Hezbollah sono “molto motivati e non temono la morte”, sostenendo che Israele non avrebbe i mezzi per raggiungere i suoi obiettivi militari.

Rivolgendosi al ministro della Difesa israeliano Israel Katz, Qassem ha aggiunto: “Se vuoi entrare, fai pure, ma non avrai i mezzi per mantenere il controllo sul terreno”.

Le dichiarazioni arrivano dopo l’avvertimento di Katz, secondo cui il Libano pagherà “un prezzo sempre più alto” per il ritardo nel disarmare Hezbollah, con possibili perdite territoriali e danni alle infrastrutture.

Nel suo intervento Qassem ha anche invitato la popolazione alla pazienza e alla solidarietà, citando il sacrificio degli sfollati libanesi: “Il loro sfollamento è il loro contributo alla nostra causa. Bisogna sopportare per superare questa fase”.

Nella foto i soccorritori evacuano un anziano da un edificio al centro di un attacco aereo israeliano nella città portuale meridionale di Sidone, in Libano, venerdì 13 marzo 2026

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Libano, raid israeliano su una casa a Nabatieh: sei morti, tra cui un bambino

Un attacco aereo israeliano contro un’abitazione nella città di Nabatieh, nel sud del Libano, ha causato sei vittime, tra cui un bambino, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale libanese NNA.

Il bombardamento si inserisce nel quadro della forte escalation militare tra Israele e Hezbollah, con raid che negli ultimi giorni hanno colpito diverse aree del Libano meridionale e altre zone del Paese.

Il conflitto regionale, legato anche allo scontro più ampio tra Israele, Iran e gruppi alleati di Teheran, sta causando un numero crescente di vittime civili e sfollati, mentre la comunità internazionale continua a chiedere una de-escalation. 

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Isola di Kharg, snodo del petrolio iraniano: 2.200 Marines Usa in arrivo nella regione, secondo ABC News

Tra le possibili opzioni militari allo studio di Washington nella guerra con l’Iran c’è anche un’operazione per la conquista dell’isola di Kharg, nel Golfo Persico, infrastruttura strategica da cui transita circa l’80% dell’export petrolifero iraniano.

Secondo quanto riporta ABC News, sono 2.200 i militari della 31ª Unità di Spedizione dei Marines inviati verso il Medio Oriente. Il gruppo anfibio comprende le navi USS Tripoli, USS San Diego e USS New Orleans, unità da assalto e da trasporto anfibio.

La forza è accompagnata anche da circa 20 caccia di quinta generazione F-35B Lightning II, velivoli in grado di decollare e atterrare verticalmente dalle navi d’assalto anfibie.

Secondo analisti citati dai media statunitensi, il dispiegamento potrebbe offrire agli Stati Uniti la capacità di condurre operazioni anfibie rapide nel Golfo Persico, con l’isola di Kharg Island tra i possibili obiettivi strategici. Al momento, tuttavia, Washington non ha confermato ufficialmente quale sarà l’impiego della forza inviata nella regione.

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Iraq, il premier al-Sudani promette di prevenire nuovi attacchi dopo la morte di un soldato francese nel Kurdistan

Il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani is impegna a mettere in campo misure per evitare nuovi attacchi dopo la morte di un soldato francese in un raid nella regione autonoma del Kurdistan iracheno.

Al-Sudani ha espresso solidarietà alla Francia durante un colloquio con il presidente Emmanuel Macron, assicurando che saranno adottate “tutte le misure necessarie” per impedire il ripetersi di simili incidenti e che è stata avviata un’indagine sull’attacco.

Il militare francese è rimasto ucciso in un attacco con drone contro una base nella zona di Erbil, nel nord dell’Iraq, che ha causato anche diversi feriti tra i soldati francesi impegnati nella missione di addestramento delle forze locali.

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Usa dispiegano altri 2.500 marines e navi da guerra in Medio Oriente

Gli Stati Uniti hanno deciso di rafforzare la loro presenza militare in Medio Oriente, inviando un gruppo anfibio e una unità di spedizione dei Marines su richiesta del Comando Centrale Usa. La misura, approvata dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, prevede lo schieramento di circa 5.000 tra marines e personale e diverse navi da guerra, tra cui la USS Tripoli, di stanza in Giappone, diretta verso la regione.

La 31ª Unità di Spedizione dei Marines, normalmente di stanza nel Pacifico, è stata ridestinata al Medio Oriente con i suoi asset operativi, inclusi tra gli altri squadroni a bordo che possono comprendere caccia F‑35 e velivoli MV‑22 Osprey (secondo diverse fonti di stampa statunitense).

Il Pentagono non ha precisato se queste forze saranno impiegate direttamente in operazioni terrestri, ma l’aumento significativo delle risorse navali, terrestri e aeree disponibili rafforza la capacità di risposta statunitense nelle acque e sulle coste della regione.

Analisti citati dai media americani osservano che la mossa potrebbe servire a intimidire l’Iran e dissuadere nuove escalation, anche se non è chiaro quale sia l’obiettivo preciso del dispiegamento. Il presidente americano ha evitato di confermare ipotesi su operazioni specifiche come un’eventuale occupazione di punti strategici vicini alle coste iraniane.

Nella foto un velivolo F-35B Lightning II a bordo della nave d'assalto anfibio USS Tripoli (LHA-7) della Marina degli Stati Uniti

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Iran, forti esplosioni avvertite a Teheran

Sono state udite forti esplosioni a Teheran, nel pieno di una guerra che si sta rapidamente intensificando nel Medio Oriente. Le esplosioni sono avvenute mentre in città si tenevano manifestazioni e raduni, sottolineando la gravità della situazione sul campo.

Nelle scorse ore il presidente americano Donald Trump aveva dichiarato che i bombardamenti sulla Repubblica islamica si sarebbero intensificati nelle prossime settimane, ribadendo la determinazione di continuare la campagna militare.

Nella foto i soccorritori cercano sopravvissuti tra le macerie nel sud di Teheran, in Iran, venerdì 13 marzo 2026

Secondo i dati ufficiali diffusi in queste ore, l’esercito israeliano ha condotto oltre 7.600 attacchi contro obiettivi all’interno dell’Iran dall’inizio del conflitto, mentre il Pentagono afferma di aver colpito congiuntamente con Israele circa 15.000 obiettivi militari e strategici sul territorio iraniano.

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Qatar, ministro dell’Interno: "Abbiamo un piano per fronteggiare possibili attacchi iraniani"

Il ministro dell’Interno del Qatar, Sheikh Khalifa bin Hamad bin Khalifa Al‑Thani, ha dichiarato che la situazione della sicurezza nel Paese è stabile nonostante il contesto di tensione regionale, e che Doha ha un piano in atto per affrontare il possibile scenario di attacchi iraniani.

Le dichiarazioni arrivano nel quadro di un’escalation che ha visto l’Iran lanciare missili e droni verso vari Paesi del Golfo, inclusi tentativi di colpire il territorio qatariota e strutture come l’Aeroporto Internazionale di Hamad, dove le difese aeree locali hanno intercettato più offensive.

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Zuppi: "Senza trattativa, si produrranno solo guerre infinite"

“La diplomazia non significa dilazionare o evitare i problemi, ma comprenderli lucidamente per fermare la terribile illusione della forza”. Lo ha ricordato il presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, durante i Vespri nella Collegiata di San Biagio di Cento (Ferrara) in occasione della Giornata per il digiuno e la preghiera per la pace nel mondo.

“È la guerra – ha sottolineato Zuppi – che genera problemi ancora più gravi. Uccidere gli interlocutori con cui si dovrebbe negoziare è un tradimento delle regole del dialogo e del rispetto. Senza trattativa, si produrranno solo guerre infinite.”

Nella foto il cardinale Zuppi

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Dopo la taglia Usa, gruppi filo-Iran in Iraq offrono 114.500 dollari per informazioni sui soldati americani

Dopo che gli Stati Uniti hanno offerto fino a 10 milioni di dollari per informazioni sui principali leader del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica in Iran, gruppi filo-iraniani in Iraq hanno rilanciato con una contromossa.

La Resistenza islamica in Iraq, coalizione di milizie sciite legate a Teheran, ha annunciato una ricompensa di 150 milioni di dinari iracheni (circa 114.500 dollari) per chi fornirà informazioni “accurate e affidabili” sulla posizione o i movimenti del personale militare Usa nel Paese, utili a condurre operazioni mirate.

L’annuncio, riportato da Al Jazeera, segna un botta e risposta aperto tra Washington e le milizie filo-iraniane, in un clima di crescente tensione regionale che continua a coinvolgere Iraq, Iran e Stati Uniti.

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Zelensky incontra Reza Pahlavi a Parigi: discussa la situazione in Iran e l’operazione contro il regime

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato a Parigi il principe ereditario iraniano Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià di Persia, per discutere in dettaglio della situazione in Iran e nella regione, nonché dell’operazione statunitense contro il regime considerato terroristico.

In un post su X, Zelensky ha scritto che il principe e il suo team lo hanno informato sui segnali provenienti dall’interno del Paese, sottolineando che la gerarchia del regime ha già subito perdite significative. “È fondamentale che il regime iraniano non ne tragga alcun vantaggio e che il popolo iraniano goda di maggiore protezione e di maggiori opportunità di determinare il proprio destino”, ha dichiarato.

Zelensky ha inoltre spiegato che hanno discusso di come la pressione internazionale e gli sforzi congiunti potrebbero contribuire a questo obiettivo, ribadendo che l’Ucraina desidera sinceramente un Iran libero, che non collabori con la Russia e non destabilizzi il Medio Oriente, l’Europa e il mondo. Il presidente ucraino si è detto infine grato al principe ereditario per le sue assicurazioni di sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina.

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Usa: nuovo leader iraniano Mojtaba Khamenei “ferito e probabilmente sfigurato”, dice Hegseth

Si moltiplicano le voci sulle condizioni del nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei. A riportare l'ipotesi di ferite consistenti The Times of Israel.

Gli Stati Uniti affermano che Khamenei, è “ferito e probabilmente sfigurato”, sollevando dubbi sulla sua capacità di governare in pieno conflitto. Lo ha dichiarato oggi il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth in una conferenza stampa, secondo diverse fonti di stampa internazionale.

Hegseth ha sottolineato che Khamenei non è comparso pubblicamente in video o audio, limitandosi a un messaggio scritto diffuso dagli organi di stampa iraniani, e che questa assenza fa sorgere dubbi sulla sua situazione fisica e politica. 

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Erdogan: “Impediremo qualsiasi violazione del nostro spazio aereo” dopo l’intercettazione di un missile iraniano

“Impediremo qualsiasi violazione del nostro spazio aereo”: questo il primo commento del presidente turco Recep Tayyip Erdogan dopo che oggi un missile iraniano è stato intercettato mentre si dirigeva verso lo spazio aereo turco, il terzo in 10 giorni.

Erdogan ha sottolineato che la Turchia è pronta ad affrontare qualsiasi eventualità e che misure di difesa sono già state attivate, ribadendo che l’obiettivo primario è tenere il Paese fuori dalla cintura di fuoco della guerra.

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Gli Stati Uniti dispiegano 10.000 droni intercettori in Medio Oriente contro i droni iraniani

Gli Stati Uniti hanno inviato 10.000 droni intercettori in Medio Oriente per contrastare gli attacchi dei droni iraniani, secondo quanto dichiarato dal segretario dell’Esercito statunitense Dan Driscoll e riportato da Al Jazeera.

I droni sono stati dispiegati nei primi cinque giorni dall’inizio della guerra israelo-statunitense contro l’Iran e rappresentano una soluzione più economica per intercettare le minacce in arrivo, evitando l’uso di costosi sistemi di difesa missilistica.

Ogni intercettore Merops costa attualmente tra 14.000 e 15.000 dollari, circa il doppio rispetto ai droni iraniani Shahed-136, stimati dall’analista iraniano Esfandyar Batmanghelidj intorno ai 7.000 dollari l’uno.

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Libano: Aoun invita Israele ai negoziati su Hezbollah, ma Tel Aviv non risponde

Il presidente del Libano, Joseph Aoun, ha dichiarato che Israele non ha risposto alla sua offerta di avviare negoziati. La proposta di Aoun prevede che Israele interrompa gli attacchi contro Hezbollah e che un sostegno logistico internazionale aiuti l’esercito libanese a prendere il controllo delle armi e dei depositi del gruppo nel sud del Paese.

Durante un incontro con il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, Aoun ha invitato entrambe le parti a sedersi al tavolo dei negoziati. Da parte sua, Israele ha affermato che il governo libanese non sarebbe seriamente intenzionato a disarmare Hezbollah, sostenendo che spetta all’esercito israeliano assumere questo ruolo.

Nella foto: il fumo si alza da un edificio colpito da un attacco mirato israeliano nel centro di Beirut, in Libano, giovedì 12 marzo 2026

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Stati Uniti, taglia da 10 milioni di dollari sui "leader terroristi iraniani"

Gli Stati Uniti offrono fino a 10 milioni di dollari a chi fornirà informazioni sui principali “leader terroristi iraniani” del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, i cosiddetti Pasdaran. L’annuncio è stato pubblicato dal programma di ricompense del Dipartimento di Stato.

Delle dieci persone elencate nella lista, sei sono accompagnate da fotografia.

In cima alla lista c’è la nuova Guida suprema Mojtaba Khamenei. Tra gli altri con foto figurano Ali Asghar Hejazi, vice capo di gabinetto dell’ufficio del leader supremo, il generale e consigliere militare Yahya Rahim Safavi, il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale Ali Larijani, il ministro dell’Interno Eskandar Momeni e il ministro dell’intelligence e sicurezza Esmail Khatib.

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Albania verso la designazione dell’Iran come Stato sponsor del terrorismo

L’Albania si prepara a proclamare la Repubblica islamica dell’Iran come “Stato sponsor del terrorismo”. Lo ha annunciato il premier Edi Rama, spiegando che la decisione sarà formalizzata dal Parlamento la prossima settimana con un’apposita risoluzione.

Il testo della risoluzione, diffuso dall’emittente albanese Report Tv, prevede anche la richiesta di classificare come “organizzazioni terroristiche” il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e Hezbollah, considerati proxy dell’Iran.

Tirana ha interrotto le relazioni diplomatiche con Teheran nel settembre 2022, accusandolo di essere il mandante di un massiccio attacco cibernetico che aveva paralizzato i sistemi informativi del Paese. Solo due giorni fa, un nuovo attacco informatico, rivendicato dal gruppo di hacker Homeland Justice – sospettato di avere legami con l’Iran – ha colpito l’intera infrastruttura tecnologica del Parlamento albanese. Nella foto il premier albanese Rama

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Israele: colpiti 150 obiettivi in Iran oggi, 7600 da inizio guerra

 Le Forze di difesa di Israele (Idf) hanno annunciato di avere colpito oggi oltre 150 siti militari nell'area centro-occidentale dell'Iran. In una nota, le Idf hanno parlato di impianti di stoccaggio di armi, di missili balistici e lanciamissili, depositi di droni, sistemi di difesa e altri siti utilizzati per la produzione di equipaggiamento bellico.

Dall'inizio dell'operazione Leone Ruggente il 28 febbraio, l'esercito israeliano ha conteggiato "oltre 7.600 attacchi in Iran e oltre 1.100 in Libano", di cui "oltre 2000 contro quartier generali e infrastrutture del regime terroristico iraniano e circa 4.700 contro il programma missilistico". 

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Due navi indiane hanno trasportato gas nello Stretto di Hormuz: 77 a marzo rispetto a 1229 un anno fa

"L'Iran ha permesso a due navi cisterna per gas di petrolio liquefatto (Gpl) battenti bandiera indiana di attraversare lo Stretto di Hormuz", riporta l'agenzia di stampa Reuters. Separatamente, una petroliera dovrebbe arrivare in India sabato con a bordo petrolio saudita dopo aver attraversato lo Stretto intorno al primo marzo, con autorizzazione del regime di Teheran.

Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente scoppiato dopo l'attacco degli Stati Uniti e di Israele all'Iran sono state 77 le navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, principalmente appartenenti alla cosiddetta 'flotta fantasma'. Lo riporta la società di dati marittimi Lloyd's List Intelligence. Tra il 1° e l'11 marzo 2025, erano stati registrati 1.229 passaggi nello stretto, a sottolineare la differenza causata dal conflitto in corso.

Dal primo marzo, 20 navi commerciali, tra cui 9 petroliere, sono state attaccate o hanno segnalato incidenti nella regione, secondo l'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto. L'Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) conferma invece 16 incidenti, di cui otto che coinvolgono petroliere.

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Internet in Iran, connessione all'1% del normale da due settimane

Il blackout di Internet in Iran, in corso da 14 giorni, continua a limitare la connettività all'1% per dei livelli normali dopo ormai 312 ore. Lo riporta l'osservatorio NetBlocks denunciando che lo spazio digitale è riempito da un flusso costante di contenuti approvati dal regime di Teheran

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Voa, manifesti di protesta a Teheran contro Khamenei

Il servizio in farsi di Voice of America, emittente finanziata dal Congresso Usa, ha pubblicato questo video che mostra un messaggio di protesta attaccato per le strade di Teheran. Vi si legge "Topo-distruttore, tu non sei il nostro leader, manderemo anche te all'inferno". Si tratta di un gioco di parole con il nome della nuova Guida Suprema iraniana, Mojaba Khamenei: Quel mush in موش‌تباه (Mush-tabah) significa "topo" ma ha un'assonanza con il nome del leader.

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Trump ammette che il cambio di regime in Iran "non sarà immediato"

Il presidente degli Stati Uniti si è detto sicuro che il governo in Iran "cadrà, ma forse non immediatamente". Donald Trump, in un'intervista a Fox News Radio, ha espresso fiducia nel fatto che "il popolo iraniano si ribellerà" a seguito degli attacchi militari statunitensi e israeliani, ma ha aggiunto che potrebbe non avvenire a breve.

Dall'inizio della guerra si discute sulla possibilità di fare cadere il regime di Teheran semplicemente con raid aerei e l'Iran ha intensificato da giorni i bombardamenti sull'Iraq, dove sono basate le milizie curde addestrate dagli Usa e da altri Paesi. "Penso davvero che sia un ostacolo difficile da superare per persone che non hanno armi. Penso che sia un ostacolo molto grande… Succederà, ma probabilmente non sarà immediato", ha dichiarato Trump.

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Libano, quasi 800 morti e 2000 feriti dall'inizio della guerra

773 morti e 1.933 feriti: è l'ultimo bilancio delle vittime in Libano dall'inizio della guerra di Israele e Stati Uniti contro l'Iran e Hezbollah. Lo rende noto il ministero della Salute di Beirut

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Turchia: nave passata nello Stretto di Hormuz con autorizzazione dell'Iran

Dopo che l'Italia ha smentito di avere contattato l'Iran per garantire il passaggio dei cargo nello Stretto di Hormuz, il governo turco ha comunicato che una nave di un armatore turco è transitata oggi. "Siamo riusciti a fare passare una nave dopo avere ottenuto l'autorizzazione delle autorità iraniane", ha dichiarato il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu. Nelle scorse ore il regime di Teheran ha detto che farà passare le navi di governo che non appoggiano le azioni militari di Usa e Israele

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Allarmi in Israele e negli Emirato per missili iraniani

Pochi minuti fa le autorità militari in Israele ha messo in allarme la popolazione di ripararsi da un missile in arrivo dall'Iran. Negli Emirati Arabi Uniti il ministero della Difesa ha comunicato che le difese del Paese stanno rispondendo a missili e droni provenienti dall’Iran.

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Hezbollah rivendica l'attacco contro una base nel nord di Israele

Il gruppo libanese afferma di avere colpito la base di controllo dei droni di Giva, a Safed, nel nord di Israele, con una raffica di razzi. Per Hezbollah il lancio di razzi rientra nelle operazioni di risposta agli attacchi sul Libano ripartiti contestualmente alla guerra all'Iran..

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Centcom: 6 i morti nell'aereo precipitato in Iraq, tutto l'equipaggio

Il Central Command degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato la morte di 6 militari nell'incidente dell'aereo precipitato ieri in Iraq, vale a dire tutti i membri dell'equipaggio a bordo. Il Centcom ha dichiarato che le circostanze dell'incidente al velivolo KC-135 di rifornimento sono da chiarire, ma che "non è stata causata da fuoco nemico né da fuoco amico". L'identità dei membri dell'equipaggio non verrà resa nota fino a 24 ore dopo la notifica alle loro famiglie, aggiunge la nota pubblicata su X.

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Farnesina smentisci colloqui con l'Iran su Hormuz

"Non è in corso nessun negoziato riservato per garantire il passaggio ad Hormuz di navi o petroliere italiane", notizia riportata in precedenza dal Financial Times (Ft), ha scritto in una nota venerdì il ministero degli Esteri italiano. "Stiamo cercando di interpretare meglio l’articolo dell'Ft e di verificare se possa

esserci stato qualcosa che i giornalisti del Ft possano aver interpretato a modo loro".

Palazzo Chigi e Farnesina confermano che nei loro contatti diplomatici i leader italiani vogliono favorire le

condizioni per una de escalation militare generale, ma non esiste nessun “negoziato sottobanco” che punti a preservare soltanto alcuni mercantili rispetto ad altri.

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Financial Times, Paesi europei tra cui l'Italia parlano con l'Iran per garantire passaggio a Hormuz

Italia e Francia hanno avviato colloqui con Teheran per garantire un passaggio sicuro alle navi attraverso lo stretto di Hormuz, riporta il Financial Times venerdì. L'obiettivo di alcuni Paesi europei, secondo il quotidiano britannico, è di riprendere le spedizioni di energia dal Golfo. Si tratta di discussioni preliminari nel tentativo di riavviare le esportazioni di petrolio e gas senza ampliare il conflitto. Italia, Francia e Grecia hanno inviato navi nel Mediterraneo orientale. Il quotidiano sottolinea che non vi è alcuna garanzia che i colloqui procedano o che l’Iran sia disposto a negoziare sulla questione.

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Macron: la posizione della Francia rimane "puramente difensiva"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che Parigi continua a sostenere i propri alleati in Medio Oriente, sottolineando che "nulla potrà mai giustificare attacchi contro di noi".

La Francia continuerà a dare prova di compostezza, calma e determinazione, a rimanere affidabile nei confronti dei nostri partner, a proteggere i nostri cittadini e a difendere i nostri interessi e la nostra sicurezza, ha aggiunto Macron il giorno dopo che un soldato francese è morto dopo un attacco nella base di Erbil, nel Kurdistan iracheno.

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Hegseth: il nuovo ayatollah iraniano è ferito e "probabilmente sfigurato"

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha affermato che il nuovo ayatollah iraniano Mojtaba Khamenei è ancora ferito in seguito agli attacchi che hanno ucciso suo padre, l’ayatollah Ali Khamenei, quasi due settimane fa.

“Sappiamo che il nuovo cosiddetto leader, non proprio supremo, è ferito e probabilmente sfigurato”, ha dichiarato Hegseth in una conferenza stampa.

Khamenei è stato nominato nuovo leader del regime di Teheran in seguito alla morte di suo padre negli attacchi statunitensi-israeliani del 28 febbraio.

Il giovane Khamenei non è stato visto né si sono avute sue notizie in pubblico dall'inizio della guerra, alimentando speculazioni sulla sua ubicazione e sulle sue condizioni di salute.

Giovedì ha rilasciato le sue prime dichiarazioni pubbliche, lette da un conduttore della Tv di Stato, in cui ha espresso la determinazione a continuare a combattere, promettendo ulteriori sofferenze agli Stati arabi del Golfo e minacciando di aprire “altri fronti” in una guerra che ha già sconvolto le forniture energetiche mondiali, l'economia globale e i viaggi internazionali.

Hegseth non ha fornito ulteriori dettagli né prove riguardo alle condizioni di Khamenei.

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Consiglio Supremo di Difesa: l’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra

Concluso il Consiglio Supremo di Difesa al Quirinale, presieduto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

"Il Consiglio Supremo di Difesa ha analizzato lo scenario di crisi che si è determinato con la nuova guerra in corso a seguito dell’azione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, manifestando grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti che questa crisi sta producendo nell’intera regione del vicino medio Oriente e nell’area del Mediterraneo", si legge nella nota diffusa dal Quirinale.

Il Consiglio, da quanto si apprende, ha constatato con preoccupazione che la crisi dell’ordine internazionale, incentrato sull’Onu, con la moltiplicazione delle iniziative unilaterali indebolisce il sistema multilaterale anche di fronte a sfide comuni come le effettive ragioni di sicurezza legate al rischio di realizzazione di armi nucleari da parte dell’Iran, quelle relative alla sicurezza di Israele e dei suoi cittadini, alla condanna del regime di Teheran e delle sue disumane repressioni.

"Nell’attuale contesto di instabilità - irresponsabilmente aperto dall’aggressione della Russia all’Ucraina – con le progressive lacerazioni della pacifica convivenza internazionale, l’indebolimento delle istituzioni multilaterali e le numerose violazioni del diritto internazionale, l’Italia è impegnata a ricercare e sostenere ogni sforzo che riporti in primo piano la via negoziale e diplomatica", prosegue la nota.

"Il Consiglio, nel pieno rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione, esprime forte preoccupazione per il moltiplicarsi di conflitti, in particolare nell’area mediterranea e nel Medio Oriente, dove sono in gioco nostri interessi strategici vitali. Attacchi a civili, di cui troppo sovente sono vittime bambini come nel caso della strage della scuola di Minab, sono sempre inaccettabili", si legge ancora e poi: " Il Consiglio sottolinea come l’estensione del conflitto ad opera dell’Iran rischia anche di aprire spazi a forme di guerra ibrida e a gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche".

Per l’insieme di queste ragioni, spiega il Quirinale, l’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra, come ha ribadito la presidente del Consiglio in Parlamento.

"Il Consiglio ha preso atto favorevolmente che, con propria risoluzione, il parlamento si è già espresso sulle richieste ricevute da parte dei Paesi amici ed alleati di assistenza nella loro difesa nonché sulla necessità che l’utilizzo delle infrastrutture militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi avvenga nel rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti che include fra l’altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico", si legge ancora e prosegue:"Il Consiglio ha inoltre preso atto che eventuali richieste che dovessero eccedere il perimetro delle attività già disciplinate dagli accordi citati saranno sottoposte al parlamento".

Il Consiglio ha approfondito le linee già illustrate dal governo in parlamento per affrontare la crisi in atto nel Mediterraneo, in Medio Oriente e nei Paesi del Golfo, a partire dall’impegno per la messa in sicurezza delle migliaia di cittadini italiani presenti nella regione e della decisione di fornire sostegno e assistenza ai Paesi del Golfo, amici e importanti partner strategici dell’Italia, a tutela dei numerosi militari italiani presenti in quelle aree, in base a missioni in atto e già autorizzate dal parlamento.

"Il Consiglio ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa assunta dal governo di operare insieme ai principali alleati europei, in particolare Francia, Germania e Regno Unito, per coordinare le iniziative sul piano della difesa degli interessi comuni e su quello più generale della sicurezza. Ciò anche in considerazione dell’allarme per i missili lanciati verso Cipro – territorio dell’Unione Europea - e verso la Turchia – territorio dell’Alleanza Atlantica - e intercettati dalle difese Nato nel Mediterraneo orientale nonché dei rischi che il conflitto in Iran sta producendo sul piano della sicurezza economica ed energetica, sia a livello nazionale che internazionale", prosegue la nota.

Poi la condanna al blocco nel Golfo Persico e la preoccupazione per la situazione in Libano: " Il Consiglio valuta gravi le azioni dell’Iran per ostacolare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz. Il Consiglio ha preso in esame con particolare attenzione anche la situazione in Libano e chiede a Israele di astenersi da reazioni spropositate alle comunque inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il Libano in un nuovo drammatico conflitto. Come sempre il prezzo più alto lo pagano le popolazioni civili, con numerose vittime e centinaia di migliaia di cittadini evacuati dal Sud del Libano e altrettanti dalle aree sciite di Beirut".

Il Consiglio, riporta il Quirinale, ritiene allarmanti le continue gravi violazioni della risoluzione n. 1701 del 2006 e il ripetersi di inammissibili attacchi da parte israeliana al contingente di Unifil, attualmente a guida italiana.

Anche in relazione alle decisioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu di concludere la missione Unifil, resta ineludibile garantire la sicurezza della Linea Blu, favorendo l’incremento delle capacità delle Forze Armate Libanesi.

Il Consiglio esprime condanna per l’aggressione ai militari italiani a Erbil in Iraq.

"Il Consiglio, al termine dei lavori, ha rivolto sentimenti di intensa vicinanza e gratitudine a tutti i militari impegnati nelle varie operazioni in Italia e all’estero e, in particolare, per i militari italiani impegnati nella missione UNIFIL nel sud del Libano e in quelli nei Paesi del Golfo, per l’esemplare professionalità manifestata nell’assolvimento del loro compito", conclude la nota.

Alla riunione hanno partecipato: la presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni; il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani; il Ministro dell'interno, Matteo Piantedosi; il Ministro della difesa, Guido Crosetto; il Ministro dell'economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti; il Ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso; il Capo di Stato maggiore della difesa, Generale Luciano Portolano.

Erano presenti poi il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano; il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti; il Consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari del Consiglio supremo di difesa e Segretario del Consiglio, Francesco Saverio Garofani.

Il Presidente Sergio Mattarella in occasione della riunione del Consiglio Supremo di Difesa

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Attacco a Teheran durante una manifestazione: almeno un morto

Una donna è rimasta uccisa a Teheran a seguito di un presunto attacco aereo israelo-americano avvenuto nei pressi della marcia per la Giornata di Quds.

L'emittente Press TV ha riferito che il raid ha colpito le vicinanze del luogo della manifestazione, mentre i media statali documentavano cortei in tutto il Paese con bandiere e poster del defunto ayatollah Ali Khamenei.

Le immagini trasmesse mostrano una vasta partecipazione popolare alle celebrazioni nazionali, segnate da una forte simbologia patriottica. Alla marcia nella capitale ha preso parte anche il capo della sicurezza iraniana Ali Larijani.

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Nuova allerta nella base britannica di Akrotiri a Cipro

Venerdì sono risuonate le sirene nella zona della base di Akrotiri e i residenti hanno ricevuto un messaggio relativo a una minaccia alla sicurezza in corso.

Il messaggio riguarda solo i residenti di Akrotiri, come è stato chiarito, e invita i residenti a rimanere nelle loro abitazioni fino a ulteriori informazioni ufficiali. Allo stesso tempo, consiglia loro di allontanarsi dalle finestre e di ripararsi “dietro o sotto mobili robusti o solidi” in attesa di ulteriori istruzioni.

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Consiglio supremo di Difesa al Quirinale

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa, al Palazzo del Quirinale, per venerdì 13 marzo 2026 alle ore 10.

L'ordine del giorno è la guerra in Iran e in Medio Oriente, analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso, spiega una nota del Quirinale.

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Missile entra nello spazio aereo turco, abbattuto dai sistemi di difesa Nato

Il sistema di difesa aerea e missilistica della Nato ha abbattuto un missile che è stato lanciato dall'Iran ed è arrivato nei cieli della Turchia.

La notizia è stata confermata dal ministero della Difesa turco con una nota diffusa online.

Si tratta del terzo missile dallo scoppio della guerra in Medio Oriente che entra nello spazio aereo turco,

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Aereo precipitato in Iraq, Centcom: morti quattro militari

Il Comando Centrale degli Stati Uniti conferma che quattro soldati Usa sono morti dopo che intorno alle 14:00 (ora locale) del 12 marzo, un aereo cisterna statunitense KC-135 è precipitato nell'Iraq occidentale.

"Quattro dei sei membri dell'equipaggio a bordo sono stati confermati deceduti, mentre proseguono le operazioni di soccorso", si legge nel messaggio pubblicato su X.

"Le circostanze dell'incidente sono oggetto di indagine. Tuttavia, la perdita del velivolo non è stata causata da fuoco ostile o fuoco amico. L'identità dei militari non verrà rivelata fino a 24 ore dopo la notifica ai familiari", conclude la nota.

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Danni al Dubai International Financial Center

Venerdì un edificio del Dubai International Financial Center ha subito danni a seguito di quella che le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno definito "l'intercettazione riuscita" di un drone iraniano.

Sulla facciata dell'edificio, noto come "Polo dell'Innovazione" (DIFC), erano visibili segni di bruciatura e, secondo alcune fonti, parti della facciata erano state divelte.

L'ufficio stampa di Dubai aveva precedentemente descritto l'incidente come un'"intercettazione riuscita"; tuttavia, non aveva fornito dettagli su cosa fosse stato intercettato né menzionato i danni all'edificio.

Il centro finanziario internazionale è una zona economica franca per banche, operatori finanziari e gestori patrimoniali, e ospita ristoranti e locali notturni esclusivi per la classe benestante della città-stato.

Mercoledì, in seguito a un raid aereo contro un edificio bancario a Teheran, l'Iran ha annunciato che le banche e gli istituti finanziari in Medio Oriente saranno d'ora in poi 

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Usa revocano temporaneamente le sanzioni sul petrolio russo

Washington ha dichiarato di aver temporaneamente sospeso le sanzioni sul petrolio russo bloccato in mare come sollievo temporaneo per l'offerta globale di petrolio e per le instabilità delle esportazioni, causate dalla guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, che si è estesa ai vicini Stati del Golfo, responsabili di gran parte della produzione ed esportazione mondiale di gas e greggio.

Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha annunciato la misura temporanea giovedì sera, consentendo ai Paesi di acquistare il greggio del Cremlino, precedentemente sanzionato nell'ambito degli sforzi per spingere Mosca a porre fine alla sua guerra in Ucraina.

I funzionari dell'amministrazione Trump sperano che la misura possa ripristinare i prezzi bassi del petrolio, che ha recentemente visto le quotazioni salire sopra i 100 dollari al barile e, pochi giorni prima, il greggio Brent schizzare a circa 120 dollari.

"Questa misura a breve termine, mirata e circoscritta, si applica solo al petrolio già in transito e non fornirà benefici finanziari significativi al governo russo, che trae la maggior parte dei suoi ricavi energetici dalle tasse calcolate al punto di estrazione", ha affermato Bessent.

La decisione giunge mentre l'Iran continua a colpire le infrastrutture energetiche delle nazioni arabe del Golfo, interrompendo la produzione e la navigazione, avendo iniziato a colpire navi commerciali nel punto di passaggio obbligato dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa circa un quinto del petrolio globale.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato in precedenza che la Marina statunitense sarà presto in grado di scortare le petroliere attraverso lo stretto passaggio marittimo e fornire copertura dagli attacchi iraniani.

Non è ancora chiaro quando Washington sarà in grado di offrire tale servizio in sicurezza, lasciando gran parte del mondo in uno stato di agitazione e scuotendo i mercati globali.

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Isreale bombarda il ponte A-Zarriya sul fiume Litani in Libano

Le Forze di Difesa Israeliane hanno attaccato il ponte A-Zarriya sul fiume Litani, che fungeva da importante punto di attraversamento per Hezbollah. Lo ha scritto l'Idf su X pubblicando un video dell'esplosione del video.

"Hezbollah utilizza questo ponte per spostarsi dal nord al sud del Paese, per prepararsi al combattimento contro le forze di difesa israeliane e per operare contro i cittadini dello Stato di Israele, mettendo a rischio la vita dei cittadini libanesi e causando ingenti danni nelle aree popolate. Per scongiurare una minaccia per i cittadini dello Stato di Israele e prevenire ulteriori danni ai cittadini libanesi, è necessario attaccare il ponte", ha scritto l'Idf nel post.

Secondo le forze israeliane Hezbollah aveva posizionato dei lanciatori nei pressi del ponte e da lì ha lanciato missili verso lo Stato di Israele.

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Trump attacca il New York Times

In un post su Truth Social il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si difende dalle accuse del New York Times secondo cui gli Usa non stanno vincendo la guerra.

"Stiamo distruggendo completamente il regime terroristico dell'Iran, militarmente, economicamente e in ogni altro modo, eppure, se leggete il fallimentare New York Times, pensereste erroneamente che non stiamo vincendo. La marina iraniana è stata spazzata via, la loro aviazione non esiste più, i missili, i droni e tutto il resto sono stati decimati, e i loro leader sono stati cancellati dalla faccia della terra", scrive Trump.

"Abbiamo una potenza di fuoco senza pari, munizioni illimitate e tutto il tempo che vogliamo. Guardate cosa succederà oggi a questi pazzi bastardi. Hanno ucciso persone innocenti in tutto il mondo per 47 anni e ora io, come 47° presidente degli Stati Uniti d'America, li sto uccidendo. Che grande onore è farlo!", aggiunge il presidente Usa.

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Crosetto esprime cordoglio per la morte del soldato francese a Erbil

Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto esprime vicinanza alla omologa francese Catherine Vautrin dopo la notizia della morte di un soldato francese a Erbil, nel Kurdistan iracheno.

“A nome mio e di tutta la Difesa italiana esprimo vicinanza al Ministro della Difesa francese 

Vautrin e alle Forze Armate francesi per il grave attacco subito a #Erbil, Kurdistan iracheno, nel corso del quale ha perso la vita un militare francese e sono rimasti feriti altri suoi commilitoni", scrive Crosetto e aggiunge: "Alla famiglia del soldato Caduto giungano il mio più sincero cordoglio e la mia solidarietà. Ai militari feriti, l'augurio di pronta e completa guarigione”.

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Attacco con droni in Oman: due morti e diversi feriti

Almeno due persone sono morte nella zona industriale di Al-Awahi, in Oman, a causa di un attacco con drone. Lo riporta l'agenzia Oman News Agency.

Secondo quanto riferito, le vittime sono due cittadini stranieri ma non sono state rese note le loro generalità

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Soldato francese morto in un attacco a Erbil

Un militare francese è morto nella notte tra giovedì e venerdì a Erbil, nel Kurdistan iracheno. La notizia è stata confermata dal presidente francese Macron,

"Il sottufficiale Arnaud Frion del 7° battaglione di cacciatori alpini di Varces è morto per la Francia durante un attacco nella regione di Erbil, in Iraq. Alla sua famiglia, ai suoi fratelli d'armi, voglio esprimere tutto l'affetto e la solidarietà della Nazione", ha scritto Macron in un nota diffusa su X.

"Molti dei nostri soldati sono rimasti feriti. La Francia è al loro fianco e alle loro famiglie. Questo attacco contro le nostre forze impegnate nella lotta contro Daesh dal 2015 è inaccettabile. La loro presenza in Iraq rientra strettamente nel quadro della lotta al terrorismo. La guerra in Iran non può giustificare tali attacchi", conclude la nota.

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Aereo da rifornimento degli Stati Uniti precipitato in Iraq

Nell'Iraq occidentale, un aereo da rifornimento americano KC-135 è precipitato mentre un secondo aereo coinvolto nell'incidente è atterrato in sicurezza, ha dichiarato giovedì l'esercito statunitense.

"Uno dei velivoli è precipitato nell'Iraq occidentale, mentre il secondo è atterrato in sicurezza. L'incidente non è stato causato da fuoco ostile o da fuoco amico", ha dichiarato in un comunicato il Comando centrale degli Stati Uniti, responsabile delle forze americane in Medio Oriente.

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Trump: Mojtaba Khamenei è ferito

In un'intervista alla Fox News, il presidente Trump ha ipotizzato che il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei sia “ferito”, alla luce delle notizie secondo cui sarebbe rimasto ferito il primo giorno degli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran.

“Penso che probabilmente lo sia. Penso che sia ferito, ma credo che probabilmente sia vivo in qualche modo, sapete”, ha detto Trump al conduttore della Fox News Brian Kilmeade in un'intervista.

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Abbattuti 4 droni in Arabia Saudita

Il ministero della Difesa dell'Arabia Saudita riporta che venerdì mattina sono stati abbattuti 4 droni entrati nel suo spazio aereo. Uno di questi era diretto nel quartiere delle ambasciate.

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Attacco iraniano contro Israele: oltre 30 feriti nella città di Zarzir

Almeno trenta persone sono rimaste ferite dopo un attacco iraniano contro la città araba di Zarzir in Israele.

L'esercito israeliano ha fatto sapere che le forze del Comando del Fronte interno sono sul posto in collaborazione con le organizzazioni di soccorso. "Le forze stanno valutando la situazione sul posto in cooperazione con le agenzie di soccorso e assistenza, con l'obiettivo di sgomberare l'area", scrive l'Idf.

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Israele: colpiti 200 obiettivi iraniani in 24 ore

Nelle ultime 24 ore, l'aeronautica militare israeliana ha attaccato più di 200 obiettivi nell'Iran occidentale e centrale. Lo riporta l'esercito israeliano in un post pubblicato su X.

"Decine di aerei da combattimento dell'aeronautica militare, sotto la direzione della Direzione dell'intelligence, hanno completato estesi voli di attacco nell'Iran occidentale e centrale nelle ultime 24 ore, durante i quali numerose munizioni sono state sganciate su più di 200 obiettivi del regime terroristico iraniano, tra cui lanciatori di missili balistici, sistemi di difesa e siti di produzione di armi", si legge nel post.

Dall'inizio della guerra, fa sapere l'Idf, l'Aeronautica Militare ha effettuato centinaia di missioni di attacco contro diverse infrastrutture iraniane, "con l'obiettivo di ridurre il più possibile la portata degli attacchi verso il territorio dello Stato di Israele".

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