EventsEventiPodcasts
Loader

Find Us

PUBBLICITÀ

MIGRAZIONI: ONU, IN EUROPA SERVONO SOLUZIONI LEGALI

MIGRAZIONI: ONU, IN EUROPA SERVONO  SOLUZIONI LEGALI
Diritti d'autore 
Di Giulia GarofaloEfti Koutsokosta
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button

L'intervista a Louise Arbour, rappresentante ONU per migrazioni internazionali, racconta gli obiettivi dell'accordo globale delle Nazioni Unite in materia di migrazioni e sicurezza. L'esperta commenta i dati e avverte sull'urgenza di trovare soluzioni sulle politiche di immigrazione in Europa,

PUBBLICITÀ

Si stima che ci siano 258 milioni di migranti nel mondo.

E che questa cifra continuerà ad aumentare.

Le Nazioni Unite hanno lavorato all'elaborazione di un patto globale per una migrazione sicura, controllata e disciplinata. Il documento, denominato “Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration” (GCM), e primo accordo mondiale per definire un approccio comune alla migrazione internazionale in tutte le sue dimensioni, sarà ufficialmente adottato dagli Stati membri in una conferenza intergovernativa di alto livello politico che si terrà a Marrakech il 10 e l'11 dicembre 2018.

Efi Koutsokosta, corrispondente di Euronews ha voluto approfondire lo scopo dell'accordo in un'intervista aLouise Arbor, Rappresentante speciale del Segretario generale per la Migrazione Internazionale delle Nazioni Unite.

"L'Unione europea ora, e ancora di più nei prossimi decenni” - avverte l'esperta ONU - dovrà trovare soluzioni per aprire canali legali per apportare forza-lavoro al mercato. E' un problema ormai evidente nell'economia di molti Paesi, sia europei che extra-europei che, in futuro, si troveranno di fronte ad un deficit significativo delle risorse umane."

E commenta anche i dati attuali sul contributo dei migranti all'economia, non solo nei Paesi in cui si stabiliscono, ma anche a livello di benefici per i Paesi di origine.

"Penso che ci siano incomprensioni su chi siano i migranti. Contribuiscono alla crescita, alla produttivita' e all'andamento dei consumi perché spendono l'85% nella comunità ospitante. Mediamente, guadagnano meno dei lavoratori nativi, svolgono mansioni in condizioni particolarmente dure e sfavorevoli, eppure spesso la loro realtà è davvero così. Inoltre, inviano a casa il 15% dei loro stipendi. Questo 15%, nel 2017, è corrisposto a un valore di 600 miliardi di dollari, cifra che risulta ben tre volte più elevata dell'aiuto finanaziario che le economie 'ricche' inviano ai Paesi in via di sviluppo ".

https://twitter.com/FriendsofEurope/status/1050302244850200577

Anche il cambiamento climatico è uno dei fattori che imporrà un aumento dei movimenti migratori. La Arbour avverte su quanto sia importante sensibilizzare in materia le nuove generazioni. E' quanto emerge anche alla luce dei dati preoccupanti diffusi dal recente Rapporto degli Esperti sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite (IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change).

"Quando si parla di riscaldamento globale ecatastrofi naturali legate a fenomeni climatici, con gratitudine, gli scienziati ci dicono di non arrenderci perché non è troppo tardi, ma è lo abbastanza per pensare al tipo di politiche e azioni che devono essere intraprese” - ha commentato cosi' l'incontro con Euronews a Bruxelles, e ha concluso: “in materia di immigrazione, quindi, L'Europa deve cercare soluzioni immediate."

Domani, venerdi 11 ottobre, nel contesto del Consiglio Giustizia e Affari interni, Louise Arbor incontrerà Federica Mogherini, l'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell'Unione europea.

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Auto elettriche, litio inquinante e costoso: dal manganese allo zinco, ecco le alternative

Elezioni europee: le sfide per le banche europee

La Bce taglia i tassi di interesse di 25 punti base