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Borse di Londra e Francoforte. Matrimonio a un passo (ma incognita Brexit)

Borse di Londra e Francoforte. Matrimonio a un passo (ma incognita Brexit)
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Di Diego Giuliani
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Gli azionisti del London Stock Exchange approvano la fusione al 99,9%. Crescono però le perplessità tedesche sulla sede "fuori dall'Unione Europea"

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Forse è buona la terza. Dopo due tentativi falliti, si avvicina la fusione tra la London Stock Exchange, la borsa di Londra che controlla anche Piazza Affari, e la Deutsche Börse di Francoforte. Gli azionisti della prima hanno approvato l’operazione da oltre 24 miliardi di euro con una maggioranza del 99,9%, lasciando all’orizzonte del gruppo guidato da Donald Byron solo qualche nuvolone legato alla Brexit.

London Stock Exchange shareholders have approved Deutsche Boerse deal. That's the easy part https://t.co/sZTlNVdYdzpic.twitter.com/mBpoi5dldA

— Bloomberg (@business) 4 luglio 2016

“Tra la Borsa di Francoforte e quella di Londra c‘è un vero rapporto d’amore – spiega Robert Halver dalla Baader Bank -. Aspirano al matrimonio da tempo. Ora non resta che qualche incertezza sul piano legale. Non ha alcun senso ora fissarne la sede a Londra. Potrebbe indurre i britannici a dirsi che qualora alla fine restassero nell’Unione Europea, si potrebbe creare una seconda sede e cavarsela con un verdetto salomonico. La cosa principale è che Francoforte resti il partner principale”.

L’ombra della Brexit turba i tedeschi. Perplessità sulla sede

Die Kritik an der Börsenfusion zwischen Deutsche Börse und LSE wächst - der künftige Hauptsitz ist unsicher. https://t.co/fUDZad1DMG

— FAZ Politik (@FAZ_Politik) 4 luglio 2016

Si fa sempre più rumoroso, da parte tedesca, il coro dei critici. Nonostante la direzione resterebbe a Deutsche Börse, il presidente della Bafin – l’ente tedesco che controlla i mercati -, ha sollevato delle perplessità in merito al fatto che per “la più importante borsa dell’eurozona” si preveda la sede in una città fuori dall’Unione”. Il 12 luglio la data fatidica entro la quale gli azionisti tedeschi dovranno rispondere all’offerta lanciata dalla società sulle azioni proprie.

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