È bastata un’indiscrezione su nuovi colloqui tra Orange e Bouygues a far ripartire, in Francia, un balletto che pareva concluso: quello delle
È bastata un’indiscrezione su nuovi colloqui tra Orange e Bouygues a far ripartire, in Francia, un balletto che pareva concluso: quello delle possibili fusioni e acquisizioni mirate a riportare a tre il numero di operatori e a mettere fine alla guerra dei prezzi scatenata dall’arrivo di Iliad.
Spartiaque: l’asta delle frequenze 4G, durante la quale, spiegano gli esperti del settore, sono emersi gli effettivi rapporti di forza. Orange e Iliad hanno portato a casa due scaglioni di frequenze ciascuna, mentre Bouygues e Numericable-SFR soltanto uno a testa.
Bouygues, terzo operatore di Francia, dichiara di “non aver intenzione di uscire dalle telecomunicazioni e dalla televisione”. Già a giugno aveva rifiutato l’offerta da 10 miliardi di euro di Altice (gruppo del miliardario Patrick Drahi, proprietario di Numericable-SFR), citando, tra le altre cose, i possibili ostacoli in ambito antitrust.