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Crisi dei carburanti: in quali paesi europei benzina e diesel costano di più?

Un tabellone mostra i prezzi in una stazione di servizio a Puteaux, alla periferia di Parigi, martedì 22 settembre 2026
Un tabellone mostra il prezzo in una stazione di servizio a Puteaux, alla periferia di Parigi, martedì 22 settembre 2026 Diritti d'autore  AP/Teresa Suarez
Diritti d'autore AP/Teresa Suarez
Di Doloresz Katanich & Alessio Dell'Anna & video by Loredana Dumitru
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La crisi petrolifera globale ha spinto benzina e diesel oltre 2,4 €/L e 2,5 €/L, ma i dati corretti per il costo della vita mostrano meglio quali Paesi sono più in difficoltà

I prezzi del carburante sono tornati a salire oltre quota 100 dollari martedì, nel pieno della crisi globale di approvvigionamento innescata dagli attacchi nello stretto di Hormuz e in quello di Bab el-Mandeb.

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Le trattative tra Iran e Stati Uniti si sono nuovamente arenate ad agosto, facendo ripartire le ostilità. L'ultima ondata di attacchi iraniani ha ridotto il traffico giornaliero di cargo nello stretto di Hormuz a meno di 20 navi al giorno.

A questo si aggiungono gli attacchi dei ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, in Yemen, che stanno ostacolando i commerci attorno a Bab el-Mandeb. Lo stretto è sempre stato una valvola di sicurezza fondamentale tra Yemen, Eritrea e Gibuti.

Con tutte queste rotte commerciali vitali sotto attacco, la crisi è stata definita "la più grande interruzione fisica dell'offerta nella storia dei mercati energetici mondiali".

Che cosa significa per i prezzi di benzina e diesel alla pompa?

A martedì, il prezzo della benzina più alto in Europa si registra nei Paesi Bassi, con una media di 2,43 €/L, seguiti dalla Danimarca con 2,35 €/L e dalla Finlandia con 2,32 €/L, secondo il monitoraggio in tempo reale.

Anche i consumatori francesi (2,23 €/L) e greci (2,20 €/L) stanno pagando prezzi molto elevati.

Gli automobilisti che usano il diesel sono però quelli più colpiti. In Francia martedì i prezzi hanno raggiunto i 2,40 €/L, mentre in Italia si sono attestati a 2,36 €/L.

In testa alla classifica c'è la Danimarca, dove il diesel costa 2,52 €/L.

Per confronto, è quasi un euro in più rispetto ai 1,70 €/L della Macedonia del Nord e ai 1,72 €/L di Andorra.

Che cosa significano questi prezzi in termini di potere d'acquisto reale?

Il quadro economico cambia se si adeguano i prezzi dei carburanti agli standard di potere d'acquisto (PPS), un'unità di valuta di riferimento comune che elimina le differenze di livello dei prezzi per confrontare i dati economici tra Paesi.

Per effettuare questo confronto, è stato misurato il costo di un pieno da 50 litri, rapportandolo al PIL pro capite di ciascun Paese e correggendolo per le differenze di potere d'acquisto.

Più alta è la percentuale, maggiore è il peso del rifornimento rispetto al potere d'acquisto del Paese.

I Balcani sono chiaramente l'area più colpita, con la Bosnia-Erzegovina in testa alla graduatoria, secondo una stima di Europe in Motion su un rifornimento da 50 litri.

Nell'Unione europea è la Grecia il Paese dove i prezzi dei carburanti pesano di più sui portafogli, sia per la benzina sia per il diesel.

Le interruzioni nelle forniture di petrolio stanno mettendo sotto pressione anche le raffinerie.

L'Agenzia internazionale per l'energia (Iea) ha rilevato che a luglio 2026 la produzione mondiale delle raffinerie era di quasi cinque milioni di barili al giorno inferiore rispetto a luglio 2025, creando un effetto collo di bottiglia sul mercato dei prodotti petroliferi raffinati.

Con le forniture di greggio dal Golfo compromesse, le raffinerie hanno dovuto cercare fonti alternative di petrolio oppure pagare di più per garantirsi le consegne.

Tuttavia, le diverse qualità di greggio non sono sempre intercambiabili e sostituire rotte di approvvigionamento consolidate può essere molto costoso.

Fiamme e fumo si alzano dalla raffineria di petrolio di Mosca, nel sud-est della città, dopo un massiccio attacco ucraino con droni, domenica 20 settembre 2026
Fiamme e fumo si alzano dalla raffineria di petrolio di Mosca, nel sud-est della città, dopo un massiccio attacco ucraino con droni, domenica 20 settembre 2026 UGC via AP

Allo stesso tempo le interruzioni stanno colpendo anche le forniture di prodotti già raffinati, come diesel e carburante per aerei, facendo aumentare i margini di raffinazione e aggiungendo ulteriore pressione sui prezzi dei carburanti.

Gli attacchi diretti con droni contro le principali raffinerie in Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein hanno aggravato ulteriormente la situazione, con produzioni ferme o ridotte.

Fine del tunnel? Il margine di raffinazione del diesel dovrebbe raggiungere il picco a ottobre

La guerra in Ucraina, con raffinerie colpite sul territorio russo, rappresenta uno shock ulteriore, secondo l'Iea. Non tanto per le importazioni di petrolio russo in Europa, già fortemente ridotte, quanto perché altri grandi acquirenti, come Turchia e Brasile, sono costretti a cercare altrove soprattutto le forniture di diesel.

Gli esperti della Banca centrale europea, intervistati da Euronews Business, affermano che, in base ai contratti "futures" sul diesel raffinato del London Stock Exchange Group, si aspettano che il margine di raffinazione del diesel raggiunga il picco a ottobre, mentre "i margini sulla benzina hanno toccato il massimo ad agosto".

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