Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia hanno inoltre sollecitato Bruxelles a garantire che il blocco disponga di raffinerie operative in grado di trasformare il greggio
Undici Paesi dell'UE, tra cui l'Italia, si sono impegnati a rilasciare 20,5 milioni di barili di diesel dalle riserve strategiche entro la fine di gennaio 2027, mentre la persistente instabilità in Medio Oriente alimenta timori per le forniture di carburante in vista dell'inverno, secondo un documento visionato da Euronews.
Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia hanno concordato di mettere sul mercato nuovi barili di diesel in seguito alla dichiarazione dei leader del G7 sulla sicurezza energetica e a un appello urgente all'azione dell'IEA.
"Noi, membri dell'UE firmatari dell'Agenzia internazionale per l'energia (IEA), abbiamo adottato e stiamo adottando azioni decisive per aumentare nel breve termine l'offerta di greggio e di prodotti raffinati attraverso il rilascio di volumi significativi di riserve strategiche, incluso il diesel", si legge nella dichiarazione congiunta.
L'iniziativa è stata presentata dal ministro francese dell'Energia Roland Lescure a margine della riunione dei ministri dell'Energia a Lussemburgo il 29 ottobre.
Ha annunciato il rilascio di 42,6 milioni di barili di petrolio e prodotti raffinati in marzo nell'ambito di un'azione collettiva coordinata dall'IEA, con sede a Parigi.
Quasi la metà dei prodotti raffinati è diesel, che il gruppo di monitoraggio del petrolio della Commissione europea ha descritto come "continua a essere scarso".
Bruxelles continua a sostenere che non sono previste "carenze fisiche", ma il commissario all'Energia Dan Jørgensen ha affermato che l'impennata dei prezzi finirà per privare i più vulnerabili.
Il 20 ottobre il Brent veniva scambiato a 112 dollari, rispetto ai livelli prebellici di 40 dollari.
L'UE è esposta a interruzioni nelle forniture di diesel nei mercati dei carburanti raffinati, che interessano il trasporto su strada, il trasporto merci, l'agricoltura e l'industria.
Il rilascio delle scorte strategiche, sotto la pressione dell'amministrazione statunitense, potrebbe contribuire ad aumentare l'offerta immediata e ad allentare le tensioni sui mercati.
Gli analisti la considerano però una misura temporanea e non una soluzione alle vulnerabilità strutturali del sistema energetico del blocco.
Bruxelles sollecitata a rafforzare il controllo sui rilasci di scorte
Gli undici governi hanno chiesto alla Commissione di coordinare la sorveglianza attraverso il gruppo di monitoraggio del petrolio dell'esecutivo dell'UE.
Vogliono che Bruxelles raccolga dati mensili sui volumi rilasciati, sui tipi di prodotti e sulla tempistica delle consegne.
L'obiettivo è dare ai mercati globali una maggiore visibilità sull'offerta aggiuntiva e aiutare i governi a coordinare ulteriori risposte se le condizioni dovessero peggiorare.
La dichiarazione sottolinea anche l'importanza dell'industria di raffinazione europea.
La guerra prolungata in Medio Oriente, inclusi gli attacchi alle raffinerie del Golfo, e gli attacchi ucraini contro le raffinerie russe hanno esercitato ulteriori pressioni su un mercato mondiale del diesel già teso, facendo aumentare i prezzi dell'energia.
I governi dell'UE vogliono che il gruppo sul petrolio guidato dalla Commissione monitori la produzione delle raffinerie e incoraggi i produttori ad aumentare la capacità, ove possibile.
La Commissione ha recentemente avviato un dialogo strategico con le raffinerie europee e i produttori di carburanti per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti.
Alla luce dell'entità delle perturbazioni, Bruxelles ha riconosciuto che il blocco ha bisogno di raffinerie funzionanti, in grado di trasformare il greggio nei prodotti consumati dalla sua economia.
Il rilascio delle scorte strategiche può colmare carenze temporanee, ma solo per un periodo limitato.
Gli analisti sostengono che le scorte petrolifere di emergenza non possono compensare le interruzioni della capacità di raffinazione o delle catene di approvvigionamento internazionali.
FuelsEurope, l'associazione di categoria che rappresenta l'industria di raffinazione europea, ha affermato che il blocco ha bisogno di "un approccio che protegga la competitività della sua industria di raffinazione". Ha inoltre chiesto a Bruxelles di creare le condizioni di investimento necessarie per la sua trasformazione.
I progressi complessivi saranno riesaminati nella riunione del 10 dicembre dei ministri dell'Energia dell'UE, offrendo loro l'opportunità di valutare l'attuazione prima della scadenza di gennaio.