Lo scorso ottobre un gruppo di hacker avrebbe attaccato i sistemi del tunnel del Brennero che collega Italia e Austria. Gli inquirenti starebbero valutando il coinvolgimento degli hacker del gruppo filorusso Everest
Dopo la notizia dell'attacco da parte di hacker russi al vicepremier Tajani, al Procuratore di Roma Francesco Lo Voi e al capo della Polizia postale Ivano Gabrielli, arriva la notizia di una nuova minaccia a sistemi italiani.
La società che gestisce il tunnel del Brennero, la Brenner Basis Tunnel (Bbt Se), ha confermato di essere stata vittima di un attacco informatico avvenuto lo scorso 17 ottobre. La notizia era stata anticipata dal quotidiano Tiroler Tageszeitung, secondo cui, le prime indagini puntano verso il network di criminali di hacker filorussi Everest.
In una nota diffusa dai media italiani, la Bbt Se ha scritto che non appena rilevato l'incidente, "la società ha attivato i protocolli di sicurezza informatica, provvedendo all'immediato isolamento dei sistemi interessati e avvalendosi del supporto di specialisti esterni in cybersecurity per lo svolgimento delle necessarie analisi forensi. Sono stati avviati tutti gli adempimenti previsti e sono state informate le autorità competenti".
Da quanto emerso, l'incidente non avrebbe avuto ripercussioni sulle attività operative della società, ma sono ancora in corso approfondimenti per accertare i dettagli dell'attacco.
La Bbt Se ha poi fatto sapere che sono state informate le autorità competenti e le indagini sono state affidate alla polizia Postale di Bolzano e tuttora in corso. L'attacco avrebbe riguardato dati non accessibili al pubblico, sottratti tramite l'accesso alla rete internet. La società ha dichiarato che l'incidente non ha comportato, e non comporta, alcun rischio per i lavori in corso per il tunnel ferroviario di 64 chilometri che collega Italia e Austria e che permetterà di collegare le città di Fortezza e Innsbruck in 25 minuti.
L'agenzia di stampa Agi ha poi scritto che la Bbt Se ha rifiutato di commentare se ci fossero negoziati in corso con gli hacker. Il gruppo Everest, ha ricordato ancora l'agenzia, è lo stesso che lo scorso luglio ha ottenuto l'accesso ai dati riservati del produttore ferroviario svizzero Stadler Rail, chiedendo un riscatto di circa 11 milioni di euro.