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Norvegia sequestra nave russa su richiesta dell'Ucraina per il risarcimento da 4,2 miliardi sulla Crimea

ARCHIVIO. Le bandiere della Norvegia e della NATO si vedono durante un'esercitazione militare al Gaiziunai Training Area, Lituania, 16 maggio 2025
ARCHIVIO. Le bandiere della Norvegia e della NATO durante un'esercitazione militare al Gaiziunai Training Area, in Lituania, il 16 maggio 2025 Diritti d'autore  AP Photo/Mindaugas Kulbis
Diritti d'autore AP Photo/Mindaugas Kulbis
Di Quirino Mealha
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Le autorità norvegesi hanno sequestrato alle Svalbard una nave da crociera per spedizioni di proprietà russa per conto di Naftogaz, l’azienda energetica statale ucraina, che cerca beni russi nel mondo per riscuotere un lodo arbitrale legato all'annessione illegale della Crimea

Le autorità norvegesi hanno posto sotto sequestro la nave di proprietà statale russa Professor Molchanov nel porto di Barentsburg, nell'arcipelago artico delle Svalbard. L'operazione è scattata su richiesta della compagnia energetica statale ucraina Naftogaz, che pretende un risarcimento per le infrastrutture energetiche espropriate dal Cremlino dopo l'annessione illegale della Crimea nel 2014.

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Il fermo esegue un'ordinanza del tribunale distrettuale di Nord-Troms e Senja ed è stato applicato dal governatore locale Lars Fause. L'imbarcazione non potrà lasciare l'ormeggio, mentre i passeggeri a bordo sono gestiti separatamente dalle autorità norvegesi. Da Mosca, al momento, non sono giunte reazioni ufficiali.

Un conto da 4,2 miliardi di dollari che Mosca non intende pagare

Il provvedimento affonda le radici nella sentenza emessa nel 2023 dalla Corte permanente di arbitrato dell'Aia, che ha condannato la Russia a risarcire a Naftogaz e a sei società collegate oltre 4,22 miliardi di dollari (circa 3,64 miliardi di euro) per la confisca di giacimenti di gas, condotte e impianti nel Mar Nero.

Una cifra che, comprensiva di interessi e spese, sfiora i 5 miliardi di dollari. Di fronte al netto rifiuto di pagare da parte del Cremlino, Naftogaz ha avviato la procedura di pignoramento dei beni commerciali russi nei Paesi in cui il lodo è stato riconosciuto esecutivo, tra cui la Norvegia.

"La Russia non può sottrarsi alle proprie responsabilità semplicemente rifiutandosi di rispettare una sentenza internazionale", ha dichiarato l'amministratore delegato ad interim di Naftogaz, Sergii Fedorenko, ribadendo che la caccia agli asset russi proseguirà a livello globale.

Parte di una caccia sempre più ampia

L'operazione nell'Artico non è un episodio isolato: le procedure esecutive promosse da Kiev sono attive in una decina di giurisdizioni e hanno già portato al congelamento di beni russi in Finlandia e Francia.

La vicenda si intreccia con le peculiarità geopolitiche del luogo: Barentsburg è infatti un insediamento minerario russo in territorio norvegese, tutelato dal Trattato sulle Svalbard del 1920 che garantisce parità di diritti commerciali agli Stati firmatari.

La stessa Professor Molchanov, imbarcazione di proprietà della Federazione russa impiegata per crociere scientifiche e turistiche, operava regolarmente nella zona prima del fermo giudiziario.

Risorse addizionali per questo articolo • AP

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