Una trentina di migranti sono stati intercettati a Melilla mentre cercavano di raggiungere la Penisola nascosti nei camion. L’Operazione Feriante, condotta dalle autorità per evitare l'uscita dall'exclave spagnola, quest'anno avviene sotto maggiore pressione migratoria dopo la crisi a Ceuta
Una trentina di migranti sono stati intercettati a Melilla, exclave spagnola in Marocco, nelle prime ore di lunedì, mentre cercavano di raggiungere la penisola nascosti come clandestini nei camion che trasportavano le giostre della fiera, dopo la fine delle feste patronali della città.
Il dispositivo fa parte della cosiddetta Operación Feriante en Melilla (Operazione Fiera a Melilla), che quest'anno si svolge in un contesto di maggiore pressione migratoria e con un rafforzamento della vigilanza sia nell'area della fiera sia nel porto.
Fonti della polizia hanno riferito ai media locali che, fino alle 6:30 del mattino circa, gli agenti avevano individuato una trentina di migranti nascosti nei camion della fiera durante lo smontaggio delle attrazioni.
Aumentano i minori migranti non accompagnati a Melilla
Le stesse fonti sottolineano che quest'anno la pressione è stata maggiore rispetto alle edizioni precedenti a causa dell'aumento del numero di minori stranieri non accompagnati in città. Il fenomeno si è accentuato soprattutto dopo l'impennata dei flussi migratori registrata a Melilla alla fine di luglio, che ha superato di gran lunga la capacità dei centri di accoglienza.
Secondo quanto hanno potuto verificare diversi media, il movimento di migranti è stato costante per tutta la notte nell'area della fiera, dove la Polizia nazionale ha dispiegato un dispositivo speciale. La Guardia Civil, invece, è responsabile della vigilanza nel porto di Melilla, dove quest'anno è stato introdotto un nuovo controllo preliminare all'imbarco verso la penisola.
Gli stessi ferianti hanno collaborato con gli agenti. Alcuni avvisavano la polizia quando scoprivano persone nascoste nei camion, mentre altri le facevano uscire direttamente dai loro nascondigli.
Il presidente di Ceuta porta la crisi migratoria a Bruxelles
Nel frattempo, Ceuta resta segnata dall'ingresso di oltre 72.000 migranti alla fine di luglio, un arrivo massiccio le cui conseguenze continuano a condizionare la situazione nella città autonoma.
Il ministro della Politica Territoriale e della Memoria Democratica, Ángel Víctor Torres, ha riconosciuto che è "impossibile" stabilire quanti migranti si trovino attualmente a Ceuta. Secondo quanto ha spiegato, circa 4.000 persone sono tornate volontariamente in Marocco dal 10 agosto.
La situazione ha spinto il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, a recarsi a Bruxelles, dove questo martedì è previsto un incontro con i commissari europei per gli Affari interni e le Migrazioni, Magnus Brunner, e per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, per analizzare le conseguenze della crisi migratoria.
Vivas avrà anche colloqui con il presidente del Partito popolare europeo, Manfred Weber, e con la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.
La gestione della crisi ha inoltre provocato proteste a Ceuta. Circa 500 persone hanno manifestato domenica per chiedere "misure reali, soluzioni ed espulsione" di fronte alla situazione che la città vive dalla fine di luglio.
Alla tensione politica e sociale si aggiunge la preoccupazione per la sicurezza. In totale 21 migranti sono stati arrestati questo fine settimana per il loro presunto coinvolgimento in un lancio di pietre contro una pattuglia militare e agenti della Guardia Civil nei pressi della spiaggia del Trampolín. Non si sono registrati feriti.
L'incidente è avvenuto in una zona dove continuano a dormire centinaia di migranti e ha riaperto il dibattito sulla sicurezza e sulla gestione della crisi migratoria a Ceuta.