In Portogallo una protesta con auto a passo d'uomo e clacson assordanti ha segnato il giorno dell'ennesimo aumento, con prezzi dei carburanti ai massimi storici in tutta Europa.
Il Portogallo si è risvegliato con un nuovo aumento dei prezzi dei carburanti che, nel caso del diesel, ha toccato il massimo storico. Questa volta il rincaro, che va avanti da tutto l'anno, è stato accompagnato da proteste sulle strade del Paese.
In mattinata, gli automobilisti hanno organizzato una protesta a colpi di clacson sul ponte 25 de Abril, che collega Lisbona alla città di Almada, sulla sponda sud del fiume Tago.
Contemporaneamente, più a sud, è partita una marcia a passo d'uomo verso la raffineria Galp di Sines, il gruppo energetico multinazionale portoghese. La protesta, organizzata tramite WhatsApp e altri social network, proseguiva ancora nel primo pomeriggio e non aveva un orario di conclusione prestabilito.
Le immagini sui social mostravano auto con bandiere portoghesi sul cofano, con i clacson incessantemente azionati. Secondo l'agenzia di stampa Lusa, i manifestanti portavano anche cartelli con le scritte "Basta con l'aumento dei prezzi dei carburanti" e "le famiglie non ce la fanno più".
La Guardia Nazionale Repubblicana ha riferito all'agenzia che alla protesta hanno partecipato tra i 60 e i 100 veicoli.
Benzina ai massimi dall'invasione dell'Ucraina
Secondo le stime dell'Automobile Club del Portogallo (ACP), lunedì il diesel è aumentato di 15 centesimi, fino a 2,169 euro al litro, mentre la benzina è salita di 12 centesimi, fino a 2,142 euro al litro.
Questi importi non tengono conto della riduzione dell'Imposta sui Prodotti Petroliferi (ISP), applicata in via eccezionale dal governo, che fissa gli aumenti a 12 centesimi per il diesel e 9 centesimi per la benzina.
Si tratta del maggior balzo dei prezzi dei carburanti negli ultimi quattro anni e del prezzo del diesel più alto di sempre, secondo i calcoli della testata economica portoghese Dinheiro Vivo. Per quanto riguarda la benzina, è il livello più elevato dall'inizio della crisi energetica innescata dall'invasione russa dell'Ucraina nel 2022.
I prezzi dei carburanti sono aumentati in tutta Europa per tutto l'anno. Anche in Germania, il quotidiano Frankfurter Allgemeine spiega che i prezzi hanno raggiunto un livello record, con la benzina che ha superato il precedente primato di 2,203 euro al litro, registrato nel marzo 2022.
Tuttavia, il Portogallo figura tra i Paesi con i carburanti più cari.
Lunedì il Portogallo risultava il terzo Paese europeo con la benzina più cara: solo Francia e Danimarca avevano prezzi più alti. Per il diesel, la posizione del Portogallo migliorava, con Regno Unito, Italia, Francia e Danimarca davanti.
La ministra portoghese dell'Ambiente e dell'Energia: aumenti in linea con l'Europa
La ministra portoghese dell'Ambiente e dell'Energia, Maria da Graça Carvalho, ha tenuto una conferenza stampa lunedì sera. Maria da Graça Carvalho ha affermato che l'aumento dei prezzi dei carburanti è in linea con il resto d'Europa, citando la Francia come termine di paragone e indicando la Spagna come eccezione.
La ministra ha elencato le misure adottate dal governo per attenuare i rincari, in particolare la riduzione dell'ISP, l'estensione del programma delle bombole di gas solidali e gli aiuti ai settori agricolo e sociale.
Rispondendo al segretario generale del Partito Socialista (PS), all'opposizione, Maria da Graça Carvalho ha aggiunto che "il governo non sta traendo profitto da questa crisi dei carburanti".
In precedenza, l'aumento dei prezzi aveva portato la ministra a chiedere uno studio all'Autorità di regolazione dei servizi energetici (ERSE). Ma lo studio, pubblicato a metà agosto, ha concluso che "non ci sono prove che gli operatori stiano approfittando della situazione". Ha inoltre rilevato che non è stato osservato il fenomeno definito "razzo e piuma", con prezzi che salgono rapidamente e scendono lentamente.
"I risultati, pertanto, non avvalorano l'idea che le diminuzioni dei prezzi vengano trasferite ai consumatori in modo sistematicamente più lento o meno completo rispetto agli aumenti", si legge nello studio.
L'ERSE ha spiegato anche la differenza di prezzo con la Spagna facendo riferimento alla tassazione. Ha però sottolineato che in Portogallo il carico fiscale è rimasto costante, "in linea con la maggior parte dei Paesi dell'Unione europea e dell'area euro".
Stretto di Hormuz e capacità di raffinazione
L'aumento dei prezzi dei carburanti in Europa è stato collegato al conflitto in Medio Oriente e al blocco nello stretto di Hormuz, che ha avuto un effetto destabilizzante sulle rotte commerciali.
Ma gli esperti richiamano anche l'attenzione sulla capacità di raffinazione limitata, anche quando il greggio è disponibile. Una situazione che colpisce soprattutto il diesel.
Sul fronte fiscale è ora sul tavolo un'imposta straordinaria sugli utili delle compagnie petrolifere.
Secondo l'AFP, i ministri di Portogallo, Germania, Italia, Austria, Polonia e Spagna hanno inviato una lettera al ministro delle Finanze irlandese affinché la questione sia discussa al prossimo vertice dei ministri delle Finanze.
L'incontro è in programma il 18 e 19 settembre in Irlanda, che detiene la presidenza di turno dell'Unione europea.