In incontri separati, Stati Uniti e Iran hanno proseguito i negoziati senza sciogliere alcun nodo nonostante le dichiarazioni finali di soddisfazione reciproca. Il Qatar lascia trapelare che le parti si sono impegnate a incontrarsi nuovamente dopo i funerali del defunto ayatollah
Mercoledì, i negoziatori di Stati Uniti e Iran si sono riuniti separatamente con i mediatori qatarioti e pakistani. Secondo quanto riferito dal Paese ospitante, il Qatar, sono stati registrati "progressi positivi" e le parti sono concordi nel proseguire i colloqui.
Il prossimo incontro sarà fissato "nel più breve tempo possibile" dopo il funerale del precedente leader supremo iraniano, il defunto ayatollah Ali Khamenei, ha scritto su X il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari.
L'inizio delle cerimonie funebri è annunciato per sabato 4 luglio a Teheran. Ma secondo quanto riferito alla testata saudita Al-Hadath da "una fonte ben informata" il prossimo giro di negoziati tra Iran e Stati Uniti si svolgerà il 18 luglio.
A che punto siamo dei negoziati sul nucleare iraniano
Il processo di denuclearizzazione dell'Iran "sta procedendo bene" e gli incontri tra i team negoziali in Qatar sono stati "ottimi" ha commentato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai giornalisti.
Ma intanto il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha smentito le notizie secondo cui Teheran avrebbe autorizzato l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) a ispezionare i siti nucleari di Fordow, Natanz e Isfahan colpiti dai bombardamenti statunitensi.
"Le notizie secondo cui l'Iran avrebbe concesso l'accesso sono false" e "gli ispettori dell'Aiea non hanno il diritto di ispezionare i siti nucleari bombardati dagli Stati Uniti", ha dichiarato Ghalibaf, aggiungendo che gli ispettori hanno attualmente accesso solo alla centrale di Bushehr e al reattore di Teheran.
Le sue dichiarazioni arrivano dopo che il direttore generale dell'Aiea Rafael Grossi aveva affermato che il memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti prevede che l'agenzia possa accedere ai siti nucleari iraniani.
Perché il genero di Donald Trump era in Qatar
L’inviato statunitense per il Medio Oriente Steve Witkoff e il genero del presidente Usa Donald Trump Jared Kushner, si trovavano in Qatar per colloqui mirati a garantire la fine permanente della guerra, insieme al principale negoziatore iraniano, Kazem Gharibabadi.
I negoziatori stanno cercando di definire nei dettagli un accordo marittimo provvisorio, che apra la strada a un’intesa finale tra i vertici politici. Tuttavia, profonde divergenze sullo status dello Stretto di Hormuz e sul conflitto in Libano continuano a pesare sui colloqui.
Perché lo Stretto di Hormuz è al centro dei colloqui
La difficoltà dei negoziati è emersa mercoledì, quando una nave è finita incagliata nello stretto mentre seguiva quella che Teheran ha definito una rotta non autorizzata, ha riferito la televisione di Stato iraniana. L’imbarcazione è stata identificata solo come una portacontainer straniera, senza ulteriori dettagli.
La trasmissione sembrava voler ribadire le rivendicazioni di Teheran sul controllo territoriale dello stretto strategico, che la comunità internazionale considera da tempo un corridoio marittimo internazionale. In tempo di pace, un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio e gas naturale transitava da questo canale.
Da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato la guerra contro l’Iran il 28 febbraio scorso, Teheran ha sfruttato in modo sistematico la sua capacità di bloccare questo snodo marittimo vitale, usandolo come leva geopolitica. La mossa ha provocato gravi sconvolgimenti nei mercati mondiali dell’energia e di altre merci essenziali.
Iran e Stati Uniti hanno concordato, nell’ambito di un accordo provvisorio, di consentire il passaggio delle navi senza pedaggi per 60 giorni. Teheran ha però insistito sulla necessità di controllare le rotte delle imbarcazioni e di introdurre in seguito tariffe per il transito, ribaltando una prassi consolidata da decenni in questo tratto di mare.
Gli Stati Uniti e molti Paesi arabi del Golfo affermano che non accetteranno l’introduzione dei pedaggi. Il tentativo dell’Oman e di un’agenzia dell’Onu di aprire una nuova rotta vicino alle coste omanite ha innescato attacchi in diverse aree del Medio Oriente lo scorso fine settimana, mettendo in luce la tensione crescente.
Cosa pensa l'Iran della riunione sulla sicurezza regionale in Bahrein condotta dal Centcom
"Gli Stati Uniti hanno costantemente dimostrato il loro totale disprezzo per una vera pace e sicurezza in Asia occidentale", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei, commentando l'incontro condotto dal Centcom con dodici nazioni in Bahrein mercoledì 1 luglio.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha infatti guidato una riunione di dialogo sulla sicurezza regionale in Bahrein con alti funzionari militari di 12 nazioni . I partecipanti hanno ribadito l'impegno congiunto per garantire la libertà di navigazione e il libero flusso del commercio attraverso lo Stretto di Hormuz
"Tali incontri non sono altro che una messa in scena, volta a nascondere le politiche destabilizzanti e il comportamento illegale dell'America nella regione. I paesi della regione devono rimanere vigili e trarre chiari insegnamenti dalle più recenti aggressioni militari e azioni malevole degli Stati Uniti e di Israele, che hanno violato la pace e la sicurezza regionale", ha specificato il portavoce del ministero degli esteri iraniano su X.