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Russia chiude valichi ferroviari con Finlandia, Estonia e Lettonia, forse in vista di mobilitazione

Valico di frontiera di Vaalimaa, tra Finlandia e Russia, chiuso a Virolahti, in Finlandia, mercoledì 29 novembre 2023.
Stazione di frontiera chiusa di Vaalimaa tra Finlandia e Russia a Virolahti, Finlandia, mercoledì 29 novembre 2023. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Sasha Vakulina
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Con una mossa inattesa, la Russia ha annunciato la chiusura “temporanea” di vari valichi ferroviari con Finlandia, Estonia e Lettonia. Segnale di una possibile nuova mobilitazione per la guerra totale contro l’Ucraina?

La Russia ha sospeso il traffico attraverso diversi valichi ferroviari alla frontiera con Finlandia, Estonia e Lettonia. La misura è in vigore da mercoledì, ha annunciato Mosca.

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La decisione del Cremlino, diffusa martedì, non indica alcuna motivazione per le chiusure.

Nel testo si parla soltanto di una «sospensione temporanea» del movimento di persone, veicoli, merci e carichi attraverso alcuni valichi ferroviari lungo tratti della frontiera di Stato russa.

Il ministero degli Esteri russo è stato incaricato di informare Finlandia, Estonia e Lettonia della decisione.

Il maggior numero di chiusure riguarderà il confine con la Finlandia, inclusi i punti di controllo ferroviari di Vyborg, Vartsilya, Lyuttya, Saint Petersburg-Finlandsky e Svetogorsk.

Il traffico ferroviario sarà interrotto anche al posto di controllo Pechory-Pskov, al confine russo-estone, e al posto di controllo Pytalovo, al confine con la Lettonia.

Perché la Russia chiude i valichi di frontiera?

Qualche giorno fa la Finlandia ha annunciato l’intenzione di collaborare con la società statunitense di difesa Lockheed Martin per costruire a Tampere il primo centro europeo di manutenzione per sistemi lanciarazzi multipli (MLRS).

L’annuncio ha suscitato rabbia e minacce in Russia. Il primo vicepresidente della Commissione Difesa della Duma di Stato, Aleksey Zhuravlyov, ha accusato la Finlandia di trasformarsi in «una seconda Ucraina» e ha minacciato apertamente che Mosca avrebbe la forza militare per distruggere metà del Paese.

Dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, la Finlandia ha rafforzato in modo significativo la propria postura difensiva, sullo sfondo di crescenti provocazioni russe.

Il confine con la Russia è chiuso dal 2023 e Helsinki accusa Mosca di orchestrare operazioni ibride e di ampliare le proprie infrastrutture militari lungo la frontiera.

Secondo una recente inchiesta danese, la Russia sta rafforzando in modo significativo la propria presenza militare al confine con la NATO, in preparazione di una possibile futura guerra con l’alleanza.

Possibile mobilitazione in Russia

Un altro motivo ipotizzato per la decisione improvvisa di chiudere i valichi ferroviari di frontiera è la mobilitazione di cui si vocifera in Russia.

Le autorità russe starebbero discutendo una nuova ondata di mobilitazione già da questo autunno. Secondo alcune fonti, potrebbe essere annunciata a ottobre, dopo le elezioni per la Duma di Stato, la camera bassa del Parlamento russo. Il voto è previsto dal 18 al 20 settembre.

Anche il comandante in capo delle Forze armate ucraine, Oleksandr Syrskyi, ha affermato che la Russia potrebbe ricorrere a una nuova ondata di mobilitazione in autunno, collegandola anch’egli alla tornata elettorale di settembre.

Secondo funzionari di Kiev, Mosca si prepara a richiamare decine di migliaia di nuovi soldati per compensare le crescenti perdite sul campo di battaglia.

La prima ondata di quella che Mosca ha definito «mobilitazione parziale», a settembre 2022, aveva scatenato proteste e spinto centinaia di migliaia di russi a fuggire all’estero. Da allora il Cremlino ha evitato di ripetere il passo, vista la sua impopolarità e il rischio di alimentare il malcontento nella società.

Secondo quanto rivelato a gennaio dal Centre for Strategic and International Studies, la Russia avrebbe subito circa 1,2 milioni di perdite sul campo di battaglia fino a dicembre 2025, inclusi fino a 325.000 militari uccisi.

Per compensare queste perdite enormi, Mosca deve reclutare oltre 30.000 nuovi militari al mese.

Secondo l’intelligence ucraina, nei primi tre mesi del 2026 circa 70.500 nuovi soldati russi avrebbero firmato un contratto, circa 30.000 in meno rispetto all’obiettivo fissato dal ministero della Difesa russo.

Stando a notizie di stampa, a metà giugno nella regione russa di Volgograd si sarebbero svolte esercitazioni di mobilitazione su larga scala, con la partecipazione di funzionari competenti delle amministrazioni regionali vicine.

Mosca sostiene che tali esercitazioni si tengono ogni anno.

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