Il gruppo ecologista all’Assemblea nazionale accusa il governo di non proteggere adeguatamente i francesi dalle ondate di caldo. Il primo ministro ha riunito un’unità di crisi a Marsiglia in vista di una nuova ondata, mentre il sud del Paese è colpito da diversi incendi boschivi
L'ondata di caldo arretra per qualche giorno. La tensione politica, invece, no: giovedì, in Francia, i deputati ecologisti hanno annunciato di aver presentato una mozione di sfiducia contro il governo Lecornu.
"Morti evitabili, lo Stato non è preparato alla crisi climatica"
"Di fronte alle ondate di caldo, il governo minimizza, aggrava le nostre vulnerabilità e non protegge le cittadine e i cittadini francesi", ha dichiarato il gruppo Ecologista sui social. I parlamentari denunciano la "mancata preparazione dello Stato di fronte a un episodio di caldo eccezionale", evocando "morti evitabili, servizi pubblici saturi, scuole chiuse e lavoratori esposti".
"Gli allarmi sono noti da anni", proseguono, accusando l'esecutivo di continuare a "tagliare i bilanci destinati all'adattamento, indebolire gli operatori pubblici e rinviare le trasformazioni indispensabili".
Secondo la presidente del gruppo Ecologista all'Assemblea nazionale, Cyrielle Chatelain, citata da BfmTv, la mozione sarà esaminata lunedì 6 luglio alle 14. La presentazione arriva all'indomani di un acceso scambio durante il question time al governo. Chiamato in causa mercoledì dalla deputata Chatelain sulla gestione dell'ondata di caldo, il primo ministro ha difeso l'azione dello Stato e accusato gli ecologisti di diffondere nei talk show televisivi un "falso" bilancio di "10mila morti".
Poche le possibilità che la mozione sia approvata
Da parte loro, i parlamentari Verdi contestano questa l'accusa, sottolineando di aver parlato non di un bilancio, bensì del "rischio" di arrivare a un numero di vittime del genere. Il testo, che giovedì ancora non compariva sul sito dell'Assemblea nazionale, sarebbe sostenuto anche da deputati de La France Insoumise e da almeno un membro del gruppo socialista, secondo quanto riferisce l'agenzia Afp.
Al termine del Consiglio dei ministri di mercoledì, la portavoce del governo, Maud Bregeon, ha dichiarato alla stampa che una mozione di sfiducia "non fermerà i cambiamenti climatici".
La mozione di sfiducia, l'ottava contro il capo dell'esecutivo da quando è arrivato a Matignon, ha poche possibilità di successo. Non è certo che ottenga il sostegno di tutti i deputati di sinistra, mentre il Rassemblement National, il cui appoggio è indispensabile perché il governo cada, ha fatto sapere di non voler "fare un favore" agli ecologisti.
Incendi: Lecornu segue la situazione da Marsiglia
Lontano dall'Assemblea, Sébastien Lecornu giovedì ha voluto mostrare che lo Stato è attivo di fronte agli impatti del cambiamento climatico e, tema aggiunto all'agenda, contro episodi "prematuri" di incendi boschivi nel sud della Francia.
A Marsiglia il primo ministro ha presieduto una nuova cellula di crisi interministeriale dedicata agli episodi di caldo estremo e ha seguito l'evoluzione dei numerosi roghi in corso. Ha confermato che le temperature dovrebbero tornare a salire nel fine settimana, precisando però che nessun dipartimento dovrebbe essere posto in allerta rossa.
Secondo Lecornu, dall'inizio della stagione sono stati registrati quasi settemila focolai d'incendio e circa 8.700 ettari sono già bruciati.