Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha dichiarato che Israele ha adempiuto a un dovere morale riconoscendo la verità storica e respingendo i tentativi di negarla.
Israele ha riconosciuto all'unanimità le uccisioni di massa degli armeni durante la Prima guerra mondiale come genocidio.
La decisione era stata proposta dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ed è stata approvata domenica dal governo israeliano.
In un post su X, Sa'ar ha ringraziato il primo ministro Benjamin Netanyahu per il suo sostegno sulla questione e ha affermato che Israele ha «adempiuto a un dovere morale riconoscendo la verità storica e respingendo i tentativi di negarla».
Con "genocidio armeno" si indica l’eliminazione sistematica e la deportazione dei cristiani armeni che vivevano nell’Impero ottomano dalla primavera del 1915 all’autunno del 1916. Secondo il Museo memoriale dell’Olocausto degli Stati Uniti, si stima che tra 664.000 e 1,2 milioni di armeni siano morti.
La decisione di Israele di riconoscerlo come genocidio arriva in un momento di deterioramento delle relazioni con la Turchia, già tese dallo scoppio della guerra a Gaza nell’ottobre 2023.
La Turchia ha finora respinto le richieste di riconoscere i massacri degli armeni come genocidio.
Gli Stati Uniti, la Francia, la Germania e l’Italia sono tra i Paesi che hanno riconosciuto le uccisioni come genocidio.
"Il genocidio armeno è ancora oggi oggetto di una campagna istituzionalizzata di negazione e minimizzazione, che comprende una riscrittura manipolatoria della storia, principalmente da parte del governo turco", ha dichiarato Sa'ar durante una riunione di governo, secondo un comunicato diffuso dal suo ufficio. "Ritengo che sia giunto il momento che Israele, in quanto Stato ebraico, faccia propria ufficialmente questa posizione".
La decisione deve ancora essere ratificata dal parlamento.