Uno studio dell'ONU ha rilevato che, nel 2025, i data center hanno consumato più elettricità di quasi tutti i Paesi, eccetto dieci.
Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha chiesto alle aziende dell’intelligenza artificiale di «fare chiarezza» sulla loro impronta ambientale, sottolineando come i combustibili fossili stiano alimentando le crisi climatica ed energetica.
Con l’Europa alle prese con una seconda ondata di calore in pochi mesi, Guterres ha pronunciato a Londra un discorso che descrive in toni drammatici un pianeta reduce dagli 11 anni più caldi mai registrati.
«Il caos climatico sta accelerando sotto i nostri occhi», ha dichiarato Guterres, mentre la crisi energetica, alimentata dalla guerra in Medio Oriente, «rivela la follia di un mondo dipendente dagli idrocarburi».
«È evidente che il nostro mondo si trova di fronte a un “racconto di due crisi”», ha affermato Guterres, richiamando il romanzo ottocentesco dello scrittore britannico Charles Dickens «A Tale of Two Cities» («Il racconto di due città»).
«In apparenza queste crisi possono sembrare distinte. Ma condividono la stessa origine distruttiva: i combustibili fossili», ha aggiunto, intervenendo alla London Climate Action Week, un incontro annuale che riunisce decisori politici, dirigenti d’azienda e ONG.
Guterres propone l’iniziativa AI Environmental Transparency Initiative (Iniziativa per la trasparenza ambientale dell’IA)
Guterres ha chiesto in modo esplicito alle aziende dell’intelligenza artificiale di rendere pubblici i dati sull’inquinamento da carbonio che producono, oltre a quelli sull’uso di acqua e suolo necessario a far funzionare le loro attività.
Guterres, il cui mandato come segretario generale termina il 31 dicembre 2026, ha presentato l’AI Environmental Transparency Initiative, sostenendo che le società dell’IA devono misurare e comunicare l’impatto di una tecnologia sempre più richiesta. È un impatto che, secondo i critici, giustifica la necessità di frenare la crescita rapidissima dei data centre.
I data centre sono enormi magazzini di server che alimentano l’IA e altri servizi digitali. Le aziende del settore devono fare i conti con pressioni crescenti, da parte dei governi e delle comunità che ospitano queste infrastrutture, per maggiore trasparenza e modelli di rendicontazione più standardizzati.
Uno studio dell’ONU pubblicato all’inizio del mese ha rilevato che queste strutture nel 2025 hanno consumato più elettricità di tutti i Paesi del mondo, tranne dieci. Entro il 2030 potrebbero utilizzare più energia di tutti i Paesi tranne cinque, secondo la stessa analisi.
Lo studio afferma inoltre che, nell’arco di soli quattro anni, consumo di acqua, uso di energia e inquinamento legati all’IA raddoppieranno. I data centre necessari a sostenere l’IA hanno rappresentato circa l’1,5 per cento dei consumi elettrici globali nel 2025 e, entro il 2030, potrebbero arrivare a quasi il 3 per cento dell’energia elettrica prevista a livello mondiale.
«Nonostante queste evidenti criticità, le comunità restano spesso all’oscuro dell’impatto ambientale delle infrastrutture che sorgono intorno a loro», ha sottolineato Guterres.
Secondo Guterres, le aziende dell’IA dovrebbero inoltre impegnarsi a alimentare i propri impianti con elettricità prodotta da tecnologie rinnovabili come eolico e solare, entro il 2030.
«Basta costi nascosti», ha scandito al più grande convegno indipendente sul clima in Europa. «Basta scaricare il peso su chi meno può sostenerlo. È il momento di dire la verità».
La domanda di elettricità dell’IA è in forte crescita
Molte grandi aziende tecnologiche hanno promesso di alimentare le proprie attività con fonti più pulite, alcune entro la fine del decennio. Tra queste, colossi come Amazon e Google puntano soprattutto su solare e nucleare.
Ma la corsa a sviluppare l’IA rende più difficile mantenere quegli impegni e ha fatto impennare le emissioni di gas serra, generate dalla combustione di petrolio, carbone e gas, che riscaldano il pianeta. Ostacoli normativi hanno inoltre rallentato la realizzazione di progetti favorevoli al clima.
In questo momento, secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, il carbone fornisce circa il 30 per cento dell’elettricità consumata dai data centre nel mondo. Le energie rinnovabili – soprattutto eolico, solare e idroelettrico – coprono circa il 27 per cento, il gas naturale il 26 per cento e il nucleare il 15 per cento. Nei prossimi cinque anni si prevede che le fonti rinnovabili riusciranno a soddisfare solo metà di questa domanda.
Con l’esplosione dell’IA, molti esperti – tra cui lo stesso Guterres – ne evidenziano il potenziale nel dare impulso alle soluzioni climatiche. Questa tecnologia potrebbe migliorare l’efficienza energetica e ridurre inquinamento ed emissioni.
L’ONU continua a lanciare allarmi sempre più urgenti
Da tempo il capo dell’ONU sollecita il mondo ad adottare misure serie sul clima. Anche quest’anno riunirà i leader mondiali alla conferenza annuale sul clima COP, in programma in Turchia, per negoziare nuovi piani.
Nel suo intervento di martedì ha spiegato che intervenire sull’IA è solo una delle tappe necessarie per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi Celsius (2,7 gradi Fahrenheit) rispetto ai livelli preindustriali, obiettivo fissato nel 2015 con l’Accordo di Parigi.
L’anno scorso, per la prima volta, la media delle temperature calcolata su tre anni ha superato quella soglia.
«Ogni grande emettitore deve accelerare l’azione», ha dichiarato Guterres. «E ogni Paese deve andare oltre gli impegni che ha assunto».
Ha chiesto di ridurre le emissioni di metano, un potente gas serra responsabile di circa un terzo del riscaldamento globale e molto più aggressivo dell’anidride carbonica, anche se rimane nell’atmosfera per meno tempo. Ha inoltre sollecitato una diminuzione della dipendenza da carbone, petrolio e gas.
Le rinnovabili avanzano in tutto il mondo, ma le sfide restano
Nel suo intervento, Guterres ha sottolineato anche gli sviluppi positivi nel campo delle energie rinnovabili, man mano che la maggiore diffusione fa scendere i costi delle tecnologie e ne favorisce l’adozione.
La produzione di energia pulita, trainata soprattutto da solare ed eolico, l’anno scorso è cresciuta più velocemente della domanda globale di elettricità. Nel 2025, per la prima volta nella storia recente, la quota delle rinnovabili ha superato un terzo del mix elettrico mondiale, mentre il carbone è sceso sotto un terzo della generazione globale.
La Cina continua a essere il motore principale della transizione verso l’energia pulita. In Europa, la produzione da fonti fossili è in generale in calo.
Ma gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, hanno abbracciato carbone, petrolio e gas e ridotto drasticamente il sostegno alle rinnovabili e alle politiche climatiche più ampie, sullo sfondo della crisi energetica globale aggravata dalla guerra degli Stati Uniti in Iran, che Guterres ha definito «la madre di tutti gli shock energetici».